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I libri sono qui, finalmente.
Ho ricevuto da Guanda le prime copie di Una piccola cosa proibita. Le impilo tutte sullo gnomo che funge da sgabello, accanto alla mia poltrona.
Non mi sembra vero! Dal 13 ottobre il romanzo sarà in tutte le librerie…

Ora che la storia non mi appartiene più, sono curioso di scoprire come verrà accolta. E sono anche timoroso, lo confesso.
Elia Contini, Anna Scovalupi, Giosuè Pasquali, le strade di Milano e quelle della Svizzera italiana, le montagne, i delitti, le volpi, Corvesco… Qualcuno apprezzerà questa storia? Avrò messo troppe divagazioni, troppi colpi di scena? Troppi personaggi, come sempre?

Lo gnomo-sgabello mi guarda con malcelato rimprovero.
Il peso delle cose proibite può metterci nei guai, sembra insinuare. Come una morsa di cemento.
Hai ragione, gli dico. E allora come faccio a difendermi? A volte basta un po’ d’ironia, risponde lo gnomo. Quello che è fatto è fatto, è inutile crucciarti. Mi spiega che il cappello a cono degli gnomi impedisce che essi vengano colpiti da ciò che cade dall’alto. Quando si pubblica un romanzo, mi dice, è necessario munirsi di un buon cappello a punta.
Io lo guardo un po’ perplesso. Sono parole sagge, niente da eccepire. Resta il fatto che sto parlando con uno sgabello, e questo forse non è un buon segno…

Arriva Teresa, la mia figlia più piccola. Guarda me e lo gnomo-sgabello. Poi osserva i libri.
«Quante lune!» esclama.
Sulla copertina spicca l’astro bianco sopra le montagne innevate.
In effetti, forse ha ragione Teresa. Forse bisogna andare oltre i pensieri, le paure, perfino oltre la storia. E proprio in quel punto c’è la luna. È come la custode di un vecchio palazzo, con la gente che va e viene di giorno e di notte. Per fortuna che c’è la luna che conosce tutti, saggia, paziente, sempre pronta ad ascoltare una poesia o un ululato.
Mi fermo qui. Non voglio dilungarmi troppo. Ma tornerò nei prossimi giorni a dirvi due cose sulla luna e su questo romanzo. Intanto, trovate qui la presentazione dell’editore e qui la lista con i prossimi appuntamenti. Spero che ci vedremo. Sarà bello scambiare due parole e brindare insieme alle cose proibite.

PS: Ringrazio tutte le persone che mi hanno incoraggiato e aiutato a scrivere questo romanzo. In particolare, grazie a Federica Manzon, a Laura Bosio, a Sofia Bonfanti e a tutto il gruppo di lavoro di Guanda. Grazie per i consigli a Elisabetta, Gian Andrea, Gianni, Luca, Lucia, Marco, Renato, Stefano, Tommaso, Yari (non metto i nomi, per discrezione, ma loro sanno chi sono!). Grazie alle autrici e agli autori di haiku di ogni tempo; a chi ha tramandato le storie che racconta Madeleine; alle volpi. E grazie naturalmente a Maria, Rosa, Lina, Teresa, a tutti i miei famigliari.
PPS: Dimenticavo. Grazie anche alla luna, naturalmente. E al povero gnomo-sgabello, che resiste con coraggio…
PPS: La seconda fotografia è un’opera del duo Plonk & Replonk, intitolata Le nain bétonné. Lo gnomo con il cappello a punta è un’immagine di Rien Poortvliet, tratta da Wil Huygen, Rien Poortvliet, Gnomi, Rizzoli, 1978. La copertina di Una piccola cosa proibita è di Gianluca Manzini.
Finalmente Contini!!! Aspettavo da un po’ che proseguissero le avventure del detective che ama i boschi e la malinconia. Ma sono mega curiosa di scoprire com’è questa Anna Scovalupi! E devo dire che mi aspetto grandi cose anche dalla luna…