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Oggi sono stato invitato a pranzo in un ristorante particolare.
Ero un po’ preoccupato, all’inizio. Ma poi la conversazione si è rivelata interessante.

Sono di ritorno da un periodo di viaggi all’estero, dove ho fatto numerosi pranzi e incontri in circostanze diverse, ufficiali e informali. Ancora una volta, ho potuto scoprire che le spedizioni più remote, più avventurose, partono da casa mia. È l’attraversamento del tempo, dell’immaginazione, del vuoto delle vacanze che genera storie. Nel pomeriggio di una bambina di tre anni ci stanno almeno dieci giri del mondo, più una dozzina di viaggi sulla luna e, perché no, anche una missione su Marte o su Venere.
Sono sempre in viaggio verso l’ignoto, sia che pedali in bicicletta nelle strade che conosco a memoria, sia che componga frasi alla tastiera del computer, sia che mi sieda sul pavimento, che è il punto di partenza per raggiungere le stelle più lontane.

PS: Trovate qui alcune riflessioni sul viaggio in Cina. Qui ho parlato in generale del mio tour in Germania. Qui, invece, ho parlato di Monaco in maniera più sommessa.
Che splendido momento, la fantasia regna e le parole fluiscono libere! Ciao
Nel gioco le parole fluiscono libere, sì, anche se poi quando mi metto alla scrivania si fanno più elusive…