{"id":6435,"date":"2023-03-19T19:52:38","date_gmt":"2023-03-19T18:52:38","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=6435"},"modified":"2023-03-20T18:57:16","modified_gmt":"2023-03-20T17:57:16","slug":"la-gioia-allimprovviso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2023\/03\/19\/la-gioia-allimprovviso\/","title":{"rendered":"La gioia, all&#8217;improvviso"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 una serata di quasi primavera. Mentre apro il cancello, sento che lei mi sta aspettando. Arriva sempre in questo modo, quasi di nascosto: non bada agli appuntamenti. Del resto \u00e8 anche colpa mia: non mi aspetto quasi mai di vederla e mi dimentico d\u2019invitarla.<br>La gioia si manifesta cos\u00ec, nel cigolio di un cardine, nella luce soffusa di marzo, quando mi accorgo che dovrebbe essere buio e invece non lo \u00e8. C\u2019\u00e8 una lieve brezza, il suono di un treno. \u00c8 un momento fuori dal tempo, sospeso com\u2019\u00e8 fra lo spegnere il motore dell\u2019automobile e l\u2019aprire la porta d\u2019ingresso. Da una casa vicina si diffonde nell\u2019aria un vago odore di patate arrosto.<br>Queste epifanie avvengono senza preavviso: a volte nella quotidianit\u00e0, a volte nel tempo eccezionale di un viaggio. Ogni tanto le due situazioni si sovrappongono: anche tornare in un luogo noto pu\u00f2 essere un\u2019avventura, dipende dallo sguardo. La capacit\u00e0 di provare meraviglia non si acquisisce per caso, occorre prima distinguerla dallo stupore superficiale, in questi anni provocato e rafforzato dai social network: le persone e i paesaggi vengono banalizzati nel momento stesso in cui diventano un selfie, un post, un video condiviso e sottoposto al tritasassi dei cuoricini e dei \u201cmi piace\u201d.<br>Per esercitarmi ad afferrare la meraviglia e la gioia, ho accettato volentieri la proposta di registrare un podcast in dieci puntate. Ecco l\u2019idea: prendere spunto da viaggi impervi e difficili per incrociarli con quelli che contraddistinguono la nostra vita di ogni giorno. Il podcast, prodotto da Rete2, il canale culturale della Radiotelevisione svizzera in lingua italiana (RSI), \u00e8 nato in occasione dei cento anni del romanzo <em>Il giro del mondo in ottanta giorni<\/em> di Jules Verne. Ogni puntata si apre con una citazione, spesso un consiglio scritto da grandi viaggiatori del XIX secolo. Per conto mio, ho cercato di rivivere l\u2019epica qui e oggi, nelle ferrovie e nelle strade della Svizzera che percorro fin dalla mia infanzia.<br>Ecco il link per ascoltare il podcast:<\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rsi.ch\/g\/16028200\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ALL&#8217;INCONTRARIO VA (DIECI PUNTATE)<\/a><\/p>\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Allincontrario20va-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"574\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Allincontrario20va-1-1024x574.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6436\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Allincontrario20va-1-1024x574.jpg 1024w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Allincontrario20va-1-300x168.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Allincontrario20va-1-768x431.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/Allincontrario20va-1.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>La felicit\u00e0 del viaggio si confonde con la felicit\u00e0 di raccontarlo. Mentre preparavo le puntate, mi sono chiesto spesso che cosa voglia dire questa parola. Felicit\u00e0. Specialmente nella versione inglese (<em>happiness<\/em>, <em>happy<\/em>) sembra diventata poco pi\u00f9 di un passatempo, un pretesto per una storia di pochi secondi nei social network di cui sopra.<br>Penso che esista invece una felicit\u00e0 profonda, che orienta le persone verso l\u2019aspetto migliore degli eventi, delle circostanze, degli incontri che tramano la vita. Non si tratta di un\u2019emozione, con la sua fugacit\u00e0, quanto del risultato di un allenamento, di una scelta rinnovata di continuo. Pur non allontanando il dolore (e come sarebbe possibile?), questa felicit\u00e0 sopravvive all\u2019urto; anzi, in certi casi arriva perfino ad accogliere il dolore come un ospite, con rispetto se non con letizia. Naturalmente c\u2019\u00e8 il rischio che l\u2019equilibrio si spezzi o che, al contrario, lo sforzo di mantenere desta la felicit\u00e0 assopisca la capacit\u00e0 di interrogarsi su s\u00e9 stessi e sul mondo. C\u2019\u00e8 una felicit\u00e0 fatta di recinti, di armature. Forse una possibilit\u00e0 di salvezza consiste proprio nel saper ricevere la gioia volatile, fatta di brividi, di attimi che passano. Per cogliere questo sentimento la nostra percezione dev\u2019essere attenta, non pu\u00f2 soffocare dietro una corazza. Cos\u00ec cresce in noi una consapevolezza, fatta soprattutto di domande, che ci pu\u00f2 consentire di essere felici senza ottundere la nostra sensibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/RadioRosa-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/RadioRosa-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6438\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/RadioRosa-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/RadioRosa-300x225.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/RadioRosa-768x576.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/RadioRosa-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/RadioRosa-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma questi sono discorsi. Ricordo invece un fatto che sono sicuro di avere vissuto e di avere anche letto in un libro. Non so pi\u00f9 n\u00e9 il titolo n\u00e9 l\u2019autore, e la scena che ho vissuto io, in una strada del mio quartiere, tende nella memoria a spostarsi lungo il viale di una citt\u00e0, dove un bambino che indossa un palt\u00f2 di colore scuro cammina di fianco a un\u2019inferriata. Ha tolto dallo zaino il righello e mentre avanza lo fa passare sulle sbarre, generando un ticchettio. Con meraviglia il bambino si accorge che non si tratta di un rumore: i colpi formano una melodia, con pause e accelerazioni, con passaggi convulsi accanto a momenti pi\u00f9 distesi. Ero io quel bambino? Devo esserlo stato, perch\u00e9 il ricordo \u00e8 preciso. Credo che la conclusione invece venga dal libro, che narrava una scena simile. Nel romanzo il bambino passa il giorno dopo accanto alla stessa inferriata, ma stavolta la musica non accade. Il righello batte allo stesso modo contro le sbarre, eppure tutto ci\u00f2 che sente il bambino \u00e8 un banale tactactactactactac, senza alcuna melodia.<br>In fondo, si tratta di riconoscere una musica. Qualcuno dir\u00e0 che il primo giorno il bambino si era immaginato tutto, e che aveva ragione l\u2019indomani nell\u2019udire solo un\u2019accozzaglia di rumori. Forse \u00e8 la nostra mente a trasformare il tactactac in melodia? Pu\u00f2 essere. E se anche fosse? Saper trarre una melodia dalle cose \u00e8 un modo per essere felici. Se nel bambino c\u2019\u00e8 la predisposizione a trasformare il tactactac in musica, allora questa musica non pu\u00f2 venire ignorata come una pura fantasticheria. In qualche modo la musica esiste, si nasconde dietro la facciata ordinaria delle cose.<br>Capita che non riusciamo a sentire la musica, anzi, a volte non riusciamo nemmeno a considerare la possibilit\u00e0 che essa risuoni da qualche parte. Quando il vuoto ci stringe d\u2019assedio, siamo in grado soltanto di adeguarci a quella modalit\u00e0: il silenzio sterile, la mancanza d\u2019immaginazione, l\u2019incapacit\u00e0 di pensare a un qualsiasi futuro che non abbia il colore e la consistenza del vuoto stesso. Credo tuttavia che l\u2019inferriata, la lunga inferriata che sono i nostri anni dall\u2019adolescenza alla vecchiaia, custodisca per noi la musica anche nei momenti di assenza. Il canto \u00e8 nella natura delle cose, nella conformazione stessa del mondo, e perci\u00f2 non pu\u00f2 sparire per sempre.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/PianoRana.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"962\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/PianoRana-962x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6439\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/PianoRana-962x1024.jpg 962w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/PianoRana-282x300.jpg 282w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/PianoRana-768x818.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/PianoRana-1443x1536.jpg 1443w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/PianoRana-1924x2048.jpg 1924w\" sizes=\"(max-width: 962px) 100vw, 962px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Voglio concludere proprio parlando di una melodia che ritorna. Qualche settimana fa a Los Angeles fa \u00e8 morto il sassofonista Wayne Shorter. Nato il 25 agosto del 1933, ha segnato la storia del jazz: la sua visione creativa, sia come compositore sia come improvvisatore si \u00e8 continuamente rinnovata negli anni. Era un personaggio lunare, misterioso. Io l\u2019ho scoperto per caso da ragazzo, quando mi ritrovai per le mani il disco <em>Beyond the sound barrier<\/em>: ricordo che mi sforzavo di capire, di decifrare il pensiero del musicista. In seguito ho ascoltato molti brani di Shorter, a partire dai suoi primi dischi. Vorrei condividere qui il brano <em>12th Century Carol<\/em>, contenuto nel disco <em>Alegr\u00eda<\/em>, uscito proprio vent\u2019anni fa. Si tratta di un brano che aveva rubato alla classe di canto corale e che aveva conservato per quattro decenni, finch\u00e9 non sent\u00ec l\u2019esigenza di suonarlo con un arrangiamento particolare: Shorter trasforma quell\u2019antico canto a cappella in qualcosa di nuovo, che non si pu\u00f2 definire. Le variazioni melodiche, il groove, l\u2019esplorazione sonora. Mi sembra un ottimo esempio di un incrocio fra qualcosa di conosciuto e qualcosa d\u2019ignoto anche allo stesso musicista.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"12th Century Carol\" width=\"739\" height=\"554\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/u2I-6CZGYLU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>In origine era una canzone natalizia chiamata <em>Personent hodie<\/em> e pubblicata nella raccolta finlandese <em>Piae cantiones<\/em>, risalente al 1582. Questa versione \u00e8 il rifacimento di un altro canto, intitolato <em>Intonent hodie<\/em> e trovato in un manoscritto del 1360 nella citt\u00e0 di Moosburg, in Baviera. Shorter compose la sua versione in un momento particolare: finalmente, dopo dolorose vicissitudini personali e anni di crisi, aveva ritrovato la serenit\u00e0.<br>Tutto ci\u00f2 che Shorter suonava in fondo era un modo d\u2019interrogare il mondo. Anche le mie riflessioni sul viaggio e la felicit\u00e0, alla fine, non sono che una domanda. Proprio per questo vorrei concludere con le parole dello stesso Shorter, in un\u2019osservazione pronunciata poco dopo l\u2019uscita di <em>Alegr\u00eda<\/em>: \u00abQuando mi intervistano, mi chiedono sempre della musica, musica, musica, musica, musica\u2026 e io dico no, no, no. La musica \u00e8 al secondo posto, al primo c\u2019\u00e8 l\u2019essere umano. A cosa <em>serve<\/em> la musica? A cosa <em>serve<\/em> qualsiasi cosa?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>PS: La frase di Shorter \u00e8 tratta da Michelle Mercer, <em>Footprints. The life and works of Wayne Shorter<\/em>, Penguin 2004, tradotto da Chiara Veltri nel 2006 per Stampa Alternativa con il titolo <em>Wayne Shorter. Il filosofo col sax.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una serata di quasi primavera. Mentre apro il cancello, sento che lei mi sta aspettando. Arriva sempre in questo modo, quasi di nascosto: non bada agli appuntamenti. Del resto \u00e8 anche colpa mia: non mi aspetto quasi mai di vederla e mi dimentico d\u2019invitarla.La gioia si manifesta cos\u00ec, nel cigolio di un cardine, nella&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2023\/03\/19\/la-gioia-allimprovviso\/\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">La gioia, all&#8217;improvviso<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[13,20],"tags":[1412,781,1409,30,57,1411,169,642,1410,644,343,1388,643,21,708,640],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6435"}],"collection":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6435"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6435\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6449,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6435\/revisions\/6449"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6435"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6435"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6435"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}