{"id":6100,"date":"2020-12-22T18:57:14","date_gmt":"2020-12-22T17:57:14","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=6100"},"modified":"2020-12-22T21:12:21","modified_gmt":"2020-12-22T20:12:21","slug":"questo-sono-io","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2020\/12\/22\/questo-sono-io\/","title":{"rendered":"Questo sono io"},"content":{"rendered":"\n<p>Se avete qualche minuto di tempo, mi piacerebbe che andassimo insieme nella steppa asiatica, vicino all\u2019avamposto occupato da un distaccamento dell\u2019armata mongola. \u00c8 il IV secolo avanti Cristo ed \u00e8 un giorno come tutti gli altri. Raffiche di vento, odore di cuoio, di cavalli. Gli ordini secchi dei comandanti, i colpi di un martello. Un gruppo di soldati sta giocando a dadi, ai margini dell\u2019accampamento, mentre due cani si azzuffano poco pi\u00f9 in l\u00e0. Lentamente il sole si arrampica nel cielo finch\u00e9, all\u2019inizio del pomeriggio, si staglia all\u2019orizzonte un gruppo di uomini a cavallo. <br>Un fermento corre nella truppa\u2026 oggi non \u00e8 pi\u00f9 un giorno come tutti gli altri. Da mesi i soldati non vengono pagati, ma finalmente sono arrivati i soldi. Gli uomini si mettono in fila e il tesoriere, con fare solenne, consegna a ognuno di loro una moneta d\u2019argento. Tutti ridono, si danno pacche sulle spalle.\u00a0<br>Un soldato basso, di corporatura robusta, si allontana senza dire niente. Dimostra quarant\u2019anni e il volto, segnato dalla fatica, ha dei tratti occidentali. I suoi compagni, pur rispettandolo, ne hanno un certo timore, forse perch\u00e9 \u00e8 mancino o perch\u00e9 ha gli occhi di due colori diversi: uno azzurro e l\u2019altro nero. Fissando il soldo d\u2019argento, il soldato prende a borbottare fra s\u00e9. Avviciniamoci, senza far rumore, e tendiamo l\u2019orecchio. \u00abSono io \u2013 mormora con voce rotta. \u2013 Questo sono io.\u00bb Si rigira la moneta fra le mani. \u00abIo ho fatto coniare questa moneta per celebrare una vittoria su Dario, quand\u2019ero Alessandro di Macedonia.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:70% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/2913x2913_55eff24df3ef2-2-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6111\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/2913x2913_55eff24df3ef2-2-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/2913x2913_55eff24df3ef2-2-300x300.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/2913x2913_55eff24df3ef2-2-150x150.jpg 150w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/2913x2913_55eff24df3ef2-2-768x768.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/2913x2913_55eff24df3ef2-2-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/2913x2913_55eff24df3ef2-2-2048x2048.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-large-font-size\"><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Questa piccola gita asiatica \u00e8 ispirata a&nbsp;<em>The Clipped Stater<\/em>, una poesia di Robert Graves. Il poeta britannico immagina che Alessandro Magno non sia morto a Babilonia nel giugno del 323 avanti Cristo. Dopo una battaglia il condottiero era rimasto separato dall\u2019esercito. Confuso, smarrito, a lungo vag\u00f2 per una foresta e in seguito attravers\u00f2 fiumi e montagne. Jorge Luis Borges, che amava questa leggenda, racconta che un giorno Alessandro \u00abscorge i fuochi di un accampamento. Uomini dagli occhi obliqui e di carnagione gialla lo accolgono, lo salvano e infine lo arruolano nel loro esercito. Fedele al suo destino di soldato, partecipa a lunghe campagne nei deserti di una geografia che ignora.\u00bb Solo il giorno della paga Alessandro ritrova la sua identit\u00e0. O meglio, riconosce una vicinanza fra l\u2019uomo della moneta e l\u2019uomo arruolato nell\u2019esercito mongolo. \u00c8 realmente la stessa persona?<\/p>\n\n\n\n<p>La vita \u00e8 un lungo moltiplicarsi. Se mi volgo indietro, se immagino il futuro, scorgo una quantit\u00e0 di Andrea diversi. Alcuni mi osservano con stupore infantile, altri sono disillusi, addolorati, malinconici, altri ancora mi offrono saggezza e perfino lampi di felicit\u00e0. Ogni volta, con diffidenza prima e poi con meraviglia, mi convinco che siamo la stessa persona: quel che avevo di buono nell\u2019infanzia non \u00e8 perduto, anche se talvolta si nasconde ai miei occhi offuscati.<br>Anche scrivendo, e qui la faccenda si complica, m\u2019interrogo sull\u2019identit\u00e0 dei miei personaggi. \u00c8 appena uscito per l\u2019editore <a href=\"http:\/\/edizionicasagrande.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Casagrande<\/a> il romanzo&nbsp;<em>Le vacanze di Studer<\/em>, che ho scritto a quattro mani con l\u2019autore svizzero Fredrich Glauser. A quattro mani per modo di dire, visto che Glauser visse tra il 1896 e il 1938\u2026 In realt\u00e0 l\u2019editore ha fatto tradurre alcuni frammenti di un romanzo inedito, ambientato nel Canton Ticino, a cui Glauser stava lavorando prima di morire.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_9347-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6116\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_9347-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_9347-300x300.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_9347-150x150.jpg 150w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_9347-768x768.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_9347.jpg 1500w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Glauser aveva abbozzato una trama: nel 1921 il sergente Studer, della Polizia cantonale bernese, sta trascorrendo una vacanza ad Ascona quando s\u2019imbatte in un misterioso omicidio avvenuto nei ditorni del Monte Verit\u00e0. La storia si muove tra ambienti sociali diversi: i commercianti e i pescatori di Ascona, gli artisti del Monte Verit\u00e0, i primi turisti attirati dal Lago Maggiore.&nbsp;<br>All\u2019inizio ho faticato a trovare il passo, forse per soggezione. Leggo Glauser da quando sono ragazzo e lo ammiro per lo stile, per la capacit\u00e0 di evocare un\u2019atmosfera, per la maestria con cui usa il genere poliziesco. Il suo obiettivo non era costruire un indovinello intorno a un cadavere e nemmeno titillare i lettori con scene morbose; al contrario, Glauser desiderava portare i lettori \u00abin piccole stanze che non hanno mai visto\u00bb, mettendo in scena personaggi memorabili. Il sergente Studer, creato negli anni Trenta, \u00e8 protagonista di parecchi racconti e romanzi. Il suo metodo \u00e8 molto simile a quello del commissario Maigret di Simenon, e consiste proprio nel non avere un metodo. Studer si muove con passo lento, parla con le persone, s\u2019impregna degli odori, dei sapori, dei pensieri altrui.<br>Per superare le mie difficolt\u00e0, ho deciso di condividerle. Insieme alla storia, nella quale metto in scena Studer, ho narrato anche il modo in cui ho affrontato questa sfida. Mi ha aiutato il fatto che lo stesso Studer si trova in difficolt\u00e0, perch\u00e9 deve muoversi in un ambiente che non \u00e8 il suo. Il Ticino \u00e8 assai diverso da Berna e il poliziotto, con il suo dialetto svizzero tedesco, si sente impacciato, lontano dalla realt\u00e0. Questa condizione lo conduce a interrogarsi sul suo ruolo d\u2019investigatore, ma non solo. A un certo punto, di fronte a una bambina appena nata, Studer vive un momento di vertigine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abStuder sbirci\u00f2 la bambina. I suoi occhi azzurri, sgranati, parevano intenti a osservare un mondo invisibile a tutti [gli adulti presenti]. Ad un tratto Studer ebbe nostalgia di quella vastit\u00e0, di quella meraviglia. Un giorno anche lui aveva conosciuto la tenerezza e l\u2019abbandono di chi si aspetta qualcosa dalla vita; di certo anche il piccolo K\u00f6bu, fra le rassicuranti strade di Berna, aveva fissato una fontana, un geranio, una carrozza, un ciuffo d\u2019erba o un ciottolo, e forse li aveva visti per ci\u00f2 che sono realmente. Chi ne sapeva di pi\u00f9? Il piccolo K\u00f6bu o lo smaliziato sergente Jakob Studer, della Polizia cantonale di Berna?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Glauser-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6120\" width=\"332\" height=\"478\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Glauser-1.jpg 711w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Glauser-1-208x300.jpg 208w\" sizes=\"(max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la stessa domanda: quella di Alessandro il Grande, quella di Studer, quella di tutti noi. Questi interrogativi giungono spesso nei momenti difficili, quando ci sembra di essere lontani dalla realt\u00e0, cos\u00ec come accade a Studer. Il mio augurio per Natale \u00e8 che, anche in tempi segnati dalla crisi (sanitaria, economica, esistenziale\u2026), sappiamo ritrovare il senso del passato e la speranza nel futuro, con la coscienza che entrambi non esistono se non ancorati nel presente, con tutte le sue ombre. Sembra contorto, \u00abeppure \u2013 come scrive Glauser \u2013 la faccenda \u00e8 naturale se non addirittura misteriosa, proprio come il fatto che un melo che si credeva seccato incominci d\u2019un tratto a fiorire.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:74% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"837\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_3421-1024x837.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6107\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_3421-1024x837.jpg 1024w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_3421-300x245.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_3421-768x627.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_3421-1536x1255.jpg 1536w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_3421.jpg 1967w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p class=\"has-large-font-size\"><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>PS: Buon Natale alle lettrici e ai lettori di questo blog!<\/p>\n\n\n\n<p>PPS: Il romanzo&nbsp;<em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/CS_FazioliGlauser.pdf\" target=\"_blank\">Le vacanze di Studer. Un poliziesco rirovato<\/a><\/em> (Casagrande 2020) \u00e8 uscito in anteprima nella Svizzera italiana. A partire da gennaio sar\u00e0 disponibile in tutte le librerie.<\/p>\n\n\n\n<p>PPPS: La poesia&nbsp;<em>The Clipped Stater<\/em> di Robert Graves (1895-1985) venne pubblicata per la prima volta nel volume&nbsp;<em>Welchman\u2019s Hose<\/em>, The Fleuron Press, London 1925. Si trova in numerose antologie e anche in&nbsp;<em>The complete poems<\/em>, Penguin Modern Classics, London 2003. Jorge Luis Borges (1899-1996) ne parl\u00f2 in due racconti brevi. Il primo,&nbsp;<em>Un mito de Alejandro<\/em>, si trova nella raccolta&nbsp;<em>Cuentos breves y extraordinarios<\/em> (1955), scritta con Adolfo Bioy Casares e tradotta da T. Scarano con il titolo&nbsp;<em>Racconti brevi e straordinari<\/em>, Adelphi, Milano 2020; il secondo,&nbsp;<em>Graves a Dey\u00e1<\/em>, si trova nella raccolta&nbsp;<em>Atlas<\/em>(1984), tradotta da D. Porzio e H. Lyria con il titolo di&nbsp;<em>Atlante<\/em> in&nbsp;<em>Tutte le opere<\/em>, Mondadori, Milano 1985. Nell\u2019articolo ho citato frasi da entrambe le versioni. Inoltre, Borges raccont\u00f2 questa&nbsp;\u00abfavola tanto bella che meriterebbe di essere antica\u00bbin alcune conferenze e dialoghi (si veda per esempio l\u2019intervista del&nbsp;9 dicembre 1985&nbsp;con&nbsp;Armando Verdiglione, pubblicata in&nbsp;<em>Una vita di poesia<\/em>, Spirali, Milano 1986).<\/p>\n\n\n\n<p>PPPPS: La fotografia della moneta d&#8217;argento e quella che ritrae Glauser sono prese da internet. Purtroppo le dimensioni delle fotografie potrebbero risultare troppo grandi o troppo piccole, a seconda del supporto su cui leggete l&#8217;articolo. O magari invece saranno perfette. Sto riscontrando qualche problema tecnico che spero di risolvere al pi\u00f9 presto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img alt=\"\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se avete qualche minuto di tempo, mi piacerebbe che andassimo insieme nella steppa asiatica, vicino all\u2019avamposto occupato da un distaccamento dell\u2019armata mongola. \u00c8 il IV secolo avanti Cristo ed \u00e8 un giorno come tutti gli altri. Raffiche di vento, odore di cuoio, di cavalli. Gli ordini secchi dei comandanti, i colpi di un martello. 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