{"id":4635,"date":"2018-12-20T11:56:38","date_gmt":"2018-12-20T10:56:38","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=4635"},"modified":"2019-03-21T17:45:05","modified_gmt":"2019-03-21T16:45:05","slug":"capolinea-frankental","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/12\/20\/capolinea-frankental\/","title":{"rendered":"Capolinea Frankental"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>#Paradeplatz2018 \u00e8 un progetto di Yari Bernasconi e Andrea Fazioli. Ogni mese: 1) lettura di una poesia a Paradeplatz (Zurigo); 2) osservazione e ascolto; 3) scrittura.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La piazza chiama. Noi rispondiamo.<br \/>\nChe non sia un giorno come gli altri appare subito evidente.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_4668.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4667 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_4668-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_4668-300x300.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_4668-150x150.jpg 150w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_4668-768x768.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_4668-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Per cominciare, siamo entrambi in anticipo di mezz\u2019ora: alla stazione di Zurigo, senza dire nulla, ci troviamo in quello che \u00e8 ormai diventato l\u2019unico posto possibile (per incontrarsi). Il cielo, poi, \u00e8 di un blu troppo intenso per non nascondere qualcosa. Percorriamo rapidamente la distanza che ci separa da Paradeplatz, seguendo la scia di cavi a penzoloni che di notte rendono magica \u2013 si dice \u2013 la Bahnhofstrasse, illuminando la via con una pioggia di stelle. Di giorno invece le luci spente esaltano l\u2019assenza di colori. Giacche, loden, mantelli oscillano fra il nero e il grigio. Le facce dei passanti appaiono pallide, affaticate, mentre il freddo punge la pelle. I raggi del sole, che pure ci sono, sembrano il ricordo ostentato di un lontano torpore, un po\u2019 come quando davanti a una palazzina si sente dire \u00abqui una volta c\u2019era un prato, c\u2019erano i fiori, ci venivo a giocare\u00bb.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0012-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4663\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0012-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0012-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0012-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0012-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0012-1.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>All\u2019inizio, appena giunti a Paradeplatz, non ci accorgiamo di niente. Poi, dopo qualche secondo, ci rendiamo conto di essere circondati. Intorno a noi \u00e8 schierato un esercito nemico: un corpo di fanteria composto da appuntiti alberi di Natale ci sta prendendo di mira dai tetti dei palazzi, dalle vetrine, dagli angoli delle strade. Cerchiamo rocambolescamente riparo nel Lichthof, il cortile interno dell\u2019edificio che ospita la Cr\u00e9dit Suisse, ma cadiamo in un agguato.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0013-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4662 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0013-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0013-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0013-1-768x576.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0013-1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0013-1.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Gli alberi, tutti identici nella loro agghiacciante opulenza, sono disposti in una sinistra simmetria tra il colonnato marmoreo e le vetrine delle boutiques. Cresce l\u2019inquietudine. Davanti ai nostri occhi, nel centro del centro di questa sorta di chiostro, la fontana \u00e8 diventata un altare in attesa del sacrificio e del sangue. Ripariamo all\u2019esterno dove, istintivamente, proviamo a difenderci nell\u2019unico modo che conosciamo: prendiamo i nostri taccuini, afferriamo la penna con le dita rigide e cerchiamo apparizioni.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0016.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4647 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0016-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0016-300x300.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0016-150x150.jpg 150w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0016-768x768.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0016-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0016.jpg 2047w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u2019attesa dura poco. Tempo di sedersi ed ecco un Uomo Senza Macchia, vestito completamente di bianco. Un imbianchino in pausa pranzo? Un arcangelo che con questo freddo preferisce viaggiare in tram? L\u2019assoluto candore dei suoi abiti \u00e8 una risposta alla monotonia cromatica, agli sguardi smorzati, all\u2019austera cortesia dei passanti. Poco dopo, nel gelo della piazza, ad attirare la nostra attenzione sono i capelli grigi dolcemente ondulati di un\u2019anziana ed elegante signora, che si avvicina leggiadra alla fontanella. I pochi gesti che seguono sono tra i pi\u00f9 antichi nella storia dell\u2019umanit\u00e0: una donna si avvicina a una fonte, si china, accosta le labbra all\u2019acqua, beve. A confermare questo sussulto di vitalit\u00e0, da un tram sbarca una scolaresca. Un nugolo di bambini circonda la nostra panchina. Come sempre, sono fra i pochi avventori che sostengono il nostro sguardo senza imbarazzo, osservano i taccuini, si siedono accanto a noi spontaneamente, evitando la pi\u00f9 svizzera e improbabile delle domande: <em>isch da no frei<\/em>, \u00e8 ancora libero qui? Presto si accendono risate, parole squillanti e ancora, all\u2019improvviso, una canzone.<\/p>\n<!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');<\/script><![endif]-->\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-4635-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/AUDIO-2018-12-19-22-23-47.m4a?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/AUDIO-2018-12-19-22-23-47.m4a\">http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/AUDIO-2018-12-19-22-23-47.m4a<\/a><\/audio>\n<p>Forse pungolati dalla maestra, fatto sta che i bambini cantano. Intorno continuano a muoversi le signore impellicciate, gli uomini d\u2019affari, i vecchi dallo sguardo perduto. Qualcuno accenna un mezzo sorriso, la maggior parte lancia un\u2019occhiata rapida e tira diritto, verso il prossimo appuntamento.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0011.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4659 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0011-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0011-300x225.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0011-768x576.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0011-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0011.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dopo tanti mesi, oggi troviamo la parola per definire questo luogo. Non \u00e8 una parola nuova, l\u2019abbiamo gi\u00e0 menzionata pi\u00f9 volte nelle nostre conversazioni e diversi suoi sinonimi hanno gi\u00e0 trovato spazio nei nostri testi. Eppure solo oggi la sentiamo emergere definitiva: Paradeplatz \u00e8 e rimane uno <em>svincolo<\/em>. Un posto da cui si deve transitare per raggiungere una destinazione. Non sar\u00e0 mai una di quelle piazze dove la gente sosta, perde (cio\u00e8 guadagna) tempo, avvia conversazioni. Di qui si continua a passare in fretta, con il pensiero rivolto altrove. \u00c8 proprio questo, paradossalmente, che rende possibile una mescolanza sociale vertiginosa, difficile da ritrovare in altri luoghi di assembramento. Esistono piazze frequentate dai giovani, altre dai pensionati, alcune predilette dai turisti, altre dai lavoratori. Qui invece gli estremi si sfiorano con naturalezza. Da una limousine tirata a lucido scende un individuo sicuro di s\u00e9, dallo sguardo sfacciatamente determinato. Mastica una gomma sbattendo la bocca, con un gesto che mette in evidenza i muscoli della mascella. A pochi metri da lui c\u2019\u00e8 uno sfaccendato con un abito troppo leggero: finisce di fumare, getta il mozzicone per terra e si avvia come uno che non sa dove andare. Nella mano tiene un enorme pacco di patatine chips. Arriva una guida turistica con il suo gruppo di seguaci. Mentre snocciola dettagli sulla piazza, si affretta a precisare: <em>hier ist das Geld<\/em>, \u00e8 qui che stanno i soldi. Intanto un mendicante gira intorno alla pensilina, augurando buon Natale e chiedendo spiccioli per un caff\u00e8.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YWYMhgtaV6Y\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nCerto, avere attraversato questa piazza lungo il naturale e ciclico incedere delle stagioni ci rende sensibili alle impressioni nostalgiche. Sicuramente anche qui, prima della colata d\u2019asfalto, \u00abuna volta c\u2019era un prato\u00bb. Come non tornare con la memoria ai piccoli segnali di vita vissuta, che abbiamo tentato di raccontare ogni mese per iscritto?<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0006.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4648 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0006-224x300.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0006-224x300.jpg 224w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0006-768x1030.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0006-764x1024.jpg 764w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0006.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a>I dodici testi riflettono dodici frammenti di tempo strappati alla nostra quotidianit\u00e0. Abbiamo cancellato appuntamenti e rinviato faccende da sbrigare. Ci siamo fermati. Ci siamo seduti ogni mese per un paio d\u2019ore in mezzo al viavai&#8230; Non solo quello dei passanti, ma anche quello dei nostri pensieri, delle preoccupazioni, delle malinconie. Ci sono stati mesi in cui eravamo stanchi morti, altri in cui uno di noi era triste, altri ancora in cui il gesto assurdo di venire a Paradeplatz sembrava dare un senso a tutto il resto. Eravamo qui un giorno umido di gennaio, abbiamo visto i primi cenni della primavera, l\u2019afa dei mesi estivi, abbiamo superato l\u2019autunno per approdare a questo giorno di met\u00e0 dicembre.<br \/>\nCome non cedere al sentimentalismo? Un modo ci sarebbe: nominare tutte le cose di cui non abbiamo parlato in questi dodici mesi.\u00a0Per esempio la statua di Alfred Escher, all\u2019uscita della stazione di Zurigo: \u00abseguite il mio sguardo e la troverete, la vostra piazza\u00bb, ci ha detto la prima volta. Ma ancora la bottega di tabacco sul lato sud di Paradeplatz, l\u2019ufficio dei trasporti pubblici, il negozio della Lindt &amp; Spr\u00fcngli (dove stavolta ci siamo bevuti un caff\u00e8 liscio). E proprio di fronte alle vetrine colme di graziose scatole di cioccolatini (a prezzi meno graziosi), la scultura di Silvio Mattioli che esplode e si sfilaccia a mezz\u2019aria, trattenuta solo da una goccia d\u2019acqua che scende implacabile da una sporgenza, a formare una minuscola pozzanghera.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/NSQ6FALUvqw\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nPoi le telefonate, le frasi colte al volo e smarrite, i personaggi passati in un lampo, i capolinea dei tram che non abbiamo mai raggiunto. Vorremmo pronunciare una parola ufficiale di commiato, compiere un memorabile gesto di addio, ma siamo pervasi da una strana sensazione d\u2019incompiutezza. Allora, come abbiamo fatto mese dopo mese, leggiamo una poesia.<\/p>\n<p>Oh rompere gli indugi<br \/>\nPartire partire<br \/>\nIo non sono fra coloro che restano<br \/>\nLa casa il giardino tanto amati<br \/>\nNon sono mai dietro ma davanti<br \/>\nNella splendida bruma<br \/>\nSconosciuta<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0010.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4650\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0010-240x300.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0010-240x300.jpg 240w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0010-768x960.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0010-819x1024.jpg 819w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0010.jpg 936w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Questi pochi versi di Anne Perrier sono un segnale. Ripensando ai tram che non abbiamo preso e ai luoghi che non abbiamo raggiunto, un toponimo si stacca dagli altri e si accende di luce propria: Frankental. Non \u00e8 un capolinea come gli altri; \u00e8 quello che per primo, in gennaio, ci ha suggerito una mai sopita volont\u00e0 di fuga. L\u2019attrazione dell\u2019ignoto. Frankental \u00e8 la nostra promessa, il nostro capolinea. Da un anno ci sta chiamando, ed \u00e8 per lui che ci rimane una sola cosa da fare: andarcene. Perch\u00e9 Paradeplatz \u00e8 e rimane uno svincolo. Non siamo noi a fare eccezione: ci siamo fermati dodici volte, \u00e8 vero, ma solo per ripartire. Quando il tram numero 13 si ferma incrociamo gli sguardi, infiliamo i taccuini negli zaini e siamo i primi a salire. Dietro, vicino alla fontanella, la Heilsarmee \u2013 <em>Suppe f\u00fcr alle!\u00a0<\/em>recita un volantino \u2013 si sta preparando per un concertino natalizio, trombe e tromboni escono dalle loro custodie, ma non sentiamo nulla, le porte si stanno chiudendo, ora sono chiuse, il tram si muove, prende velocit\u00e0\u2026 Anche il concertino \u00e8 da rubricare nelle <em>cose di cui non abbiamo parlato<\/em>.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0008.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4649 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0008-240x300.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0008-240x300.jpg 240w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0008-768x960.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0008-819x1024.jpg 819w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0008.jpg 1198w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Chi siamo noi? Due persone che si danno appuntamento ogni mese in una piazza lontano da casa. Ma non abbiamo niente di meglio da fare? A cosa serve correre sui treni per raggiungere un luogo dove poi non facciamo niente? Chi continua a nutrire queste pi\u00f9 che pertinenti perplessit\u00e0, avr\u00e0 ora nuovi materiali di (psic)analisi: se fino a oggi i nostri incontri sono apparsi assurdi, cosa dire di questo ultimo viaggio? Due persone adulte salgono sul tram numero 13 diretto a Frankental con l\u2019unico scopo di andare a Frankental. Nient\u2019altro che il desiderio di essere l\u00ec. Non abbiamo appuntamenti, non abbiamo impegni, non abbiamo motivi validi e spendibili nella vita di tutti i giorni. Vogliamo solo <em>partire<\/em>, guardare <em>davanti\u00a0<\/em>a noi <em>nella splendida bruma <\/em>\/<em>sconosciuta<\/em>.<br \/>\nSotto i nostri piedi sentiamo i binari, ogni movimento ha il suo rumore e il suo segreto. Dal finestrino scorgiamo muri con graffiti, cavalcavia, strade vuote e poi sempre pi\u00f9 verde: siepi, alberi, pezzi di prato. Attraversiamo quartieri di villette discrete, dove Zurigo si traveste da villaggio. Superiamo supermercati e palazzi. Alla fine, giungiamo a destinazione. Il tram si ferma. Da dietro le porte ancora chiuse scorgiamo una vigna, un fumo che sale in lontananza. La stazione del tram \u00e8 un edificio rotondo, un disco volante atterrato per sbaglio nel cuore della Svizzera. Siamo arrivati. Siamo qui. Siamo a Frankental.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/wjOod9rQSD4\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nEccolo il nostro capolinea. Basta un occhiata e cominciamo a capire. Sorridiamo con una leggerezza diversa, una spontaneit\u00e0 che nel frattempo avevamo dimenticato. Non c\u2019\u00e8 spazio per i dubbi, questa volta.<br \/>\nFrankental \u00e8 la fine e l\u2019inizio.<\/p>\n<p>[YB+AF]<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0009.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4651 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0009-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0009-300x225.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0009-768x576.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0009-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0009.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>PS: La poesia della scrittrice losannese Anne Perrier (1922-2017) \u00e8 tratta dalla raccolta\u00a0<em>La voie nomade<\/em> (1982-86), in <em>La voie nomade et autres po\u00e8mes. <\/em><em>\u0152<\/em><em>uvres compl\u00e8tes 1952-2007<\/em>, L\u2019\u00c9scampette \u00c9ditions 2008.\u00a0La traduzione \u00e8 di Andrea.<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0007.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4653 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0007-279x300.jpg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0007-279x300.jpg 279w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0007-768x825.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0007-953x1024.jpg 953w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0007.jpg 1906w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/a>PPS: Lo spirito natalizio di Paradeplatz ci ha chiesto di trasmettere a tutti i lettori \u2013 chi ci ha accompagnato negli ultimi mesi e chi invece ha appena scoperto l\u2019esistenza di questo blog, magari cominciando proprio da questo PS \u2013 un augurio di buon Natale. \u00c8 la prima volta che ci viene chiesto di fare da intermediari, ma come rifiutare?<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0005.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4652 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0005-240x300.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0005-240x300.jpg 240w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0005-768x960.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0005-819x1024.jpg 819w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG_0005.jpg 1638w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><\/p>\n<p>PPPPS: Per chi volesse aiutare l&#8217;immaginazione con i suoni, ecco ci\u00f2 che si sentiva nei dintorni della guida turistica e dei suoi seguaci.<\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-4635-2\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Nuova-registrazione-4.m4a?_=2\" \/><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Nuova-registrazione-4.m4a\">http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Nuova-registrazione-4.m4a<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>PPPPS: Questa \u00e8 l\u2019ultima puntata della serie. Se cercate le altre, eccole qui. Siamo stati a Paradeplatz in <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/01\/25\/non-ci-saremo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gennaio<\/a>, <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/02\/21\/una-piazza-e-una-piazza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">febbraio<\/a>, <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/03\/27\/un-giorno-ideale-per-i-pescitaccuino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">marzo<\/a>, <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/04\/29\/fosforescenze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">aprile<\/a>, <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/05\/31\/a-testa-in-giu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">maggio,<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/06\/28\/a-zurigo-sulla-luna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">giugno<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/07\/25\/la-solitudine-del-formichiere\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">luglio<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/08\/31\/pourquoi-ici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">agosto<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/09\/28\/luomo-nudo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">settembre<\/a>,\u00a0<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/10\/31\/lultima-sigaretta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ottobre<\/a>\u00a0e <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/11\/30\/il-sergente-studer\/\">novembre<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>#Paradeplatz2018 \u00e8 un progetto di Yari Bernasconi e Andrea Fazioli. Ogni mese: 1) lettura di una poesia a Paradeplatz (Zurigo); 2) osservazione e ascolto; 3) scrittura. La piazza chiama. Noi rispondiamo. Che non sia un giorno come gli altri appare subito evidente. Per cominciare, siamo entrambi in anticipo di mezz\u2019ora: alla stazione di Zurigo, senza&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/12\/20\/capolinea-frankental\/\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Capolinea Frankental<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[34,20],"tags":[939,798,860,820,59,864,816,817,812,39,663,818,21,155,195],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4635"}],"collection":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4635"}],"version-history":[{"count":28,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4635\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4933,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4635\/revisions\/4933"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4635"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4635"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4635"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}