{"id":3123,"date":"2017-09-17T19:48:22","date_gmt":"2017-09-17T17:48:22","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=3123"},"modified":"2017-09-19T22:03:11","modified_gmt":"2017-09-19T20:03:11","slug":"you-look-like-my-brother","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/09\/17\/you-look-like-my-brother\/","title":{"rendered":"You look like my brother"},"content":{"rendered":"<p>Ecco uno dei miei personaggi preferiti.<\/p>\n<p><em>C\u2019era un uomo con i capelli rossi, che non aveva n\u00e9 occhi n\u00e9 orecchie. Non aveva neppure i capelli, per cui dicevano che aveva i capelli rossi tanto per dire. Non poteva parlare, perch\u00e9 non aveva la bocca. Non aveva neanche il naso. Non aveva addirittura n\u00e9 braccia n\u00e9 gambe. Non aveva neanche la pancia, non aveva la schiena, non aveva la spina dorsale, non aveva le interiora. Non aveva niente! Per cui non si capisce di chi si stia parlando. Meglio allora non parlarne pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/09\/17\/you-look-like-my-brother\/img_1958\/\" rel=\"attachment wp-att-3130\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3130 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1958-300x253.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1958-300x253.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1958-768x647.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1958-1024x863.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00c8 una storia malinconica narrata dall\u2019autore russo Daniil Charms nel 1937. Ogni tanto torno a rileggerla, e sempre mi stupisce un paradosso: la narrazione consiste nello smantellamento del personaggio, tanto che egli progressivamente scompare, diventa nulla; e tuttavia \u2013 proprio perch\u00e9 possiamo parlare di un personaggio, proprio perch\u00e9 possiamo definirlo con un <em>egli<\/em> \u2013 in qualche modo <em>egli<\/em> esiste davvero. Il personaggio non c\u2019\u00e8, ma c\u2019\u00e8; e\u00a0se ne sta davanti a noi con i suoi capelli rossi (che non ha). Sul filo dell\u2019assurdo, la storia apre domande esistenziali. Che cosa definisce quell\u2019insieme di memoria e desideri che si chiama \u201cAndrea\u201d? Nel corso della mia vita mi accadr\u00e0 quello che accade all\u2019uomo che (non) aveva i capelli rossi: un progressivo allontanamento da ci\u00f2 che mi \u00e8 caro, una perdita di ricordi, legami, capacit\u00e0. Questo vale per tutti noi \u2013 persone vere e personaggi fittizi. Allora \u00e8 meglio<em> non parlarne pi\u00f9?<\/em> Eppure scattiamo fotografie, suoniamo, scriviamo lettere, romanzi e articoli sui blog. E\u00a0aggiorniamo i nostri profili sui social network. Insomma, vogliamo esistere. Mi capita di pensarci in viaggio, quando incrocio una persona che non vedr\u00f2 mai pi\u00f9: \u00e8 negli incontri, magari\u00a0fortuiti, che la storia di Charms pu\u00f2 cambiare finale. Infatti nello sguardo degli altri, anche\u00a0in minima parte, appare sempre qualcosa di noi.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/09\/17\/you-look-like-my-brother\/image1-6-10\/\" rel=\"attachment wp-att-3131\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3131\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/image1-6-1-300x221.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/image1-6-1-300x221.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/image1-6-1-768x565.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/image1-6-1-1024x753.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>C\u2019\u00e8 un uomo che vive a Monaco, in Baviera. Qualche volta la sera, durante la settimana, indossa gli stivali, un paio di calzoni a tinta mimetica, una maglietta con il disegno di un teschio e un cappellino da baseball. Poi prende la metro e va in un locale dove mettono musica rock. \u00c8 una discoteca di periferia, in una zona in cui\u00a0si aprono le voragini degli edifici in costruzione e dove, accanto alle insegne colorate dei locali notturni, brillano i fari di posizione delle gru. Nel locale a volte non c\u2019\u00e8 quasi nessuno. Ma anche se la pista \u00e8 vuota, l\u2019uomo non si lascia scoraggiare. Avanza tra le luci fosforescenti e gli sbuffi di fumo, si lascia prendere dal ritmo. Appena c\u2019\u00e8 un assolo di chitarra, imita il musicista e mima il gesto di suonare.<br \/>\nNello stesso locale, la settimana scorsa, c\u2019ero anch\u2019io. Guardavo l\u2019uomo con il cappellino mentre fingeva d\u2019imbracciare una chitarra, e ho notato come la musica lo avvolgeva. Lui non si \u00e8 accorto di me, ma senza volerlo ha lasciato una traccia, tanto che ora si trova qui, nel blog. Le nostre vite si sono appena sfiorate; eppure quell\u2019incontro \u00e8 riuscito a suscitare un\u2019impressione, un pensiero, un segno scritto.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/09\/17\/you-look-like-my-brother\/mde\/\" rel=\"attachment wp-att-3132\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3132 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1954-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1954-300x225.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1954-768x576.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1954-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nella stessa discoteca, ho visto un uomo che pareva una montagna. Era un ammasso di muscoli, con due bicipiti spessi come un paracarro e una canottiera aderente cosparsa di parole\u00a0minacciose. Al centro della pista, dondolando al ritmo dei\u00a0Black Sabbath, avrebbe potuto spaventare chiunque. Invece, a modo suo, voleva fare amicizia. Verso le due di notte\u00a0ha preso in simpatia un altro avventore, alto la met\u00e0 di lui. I due hanno ballato l\u2019uno accanto all\u2019altro e si sono dati il cinque. Poi la Montagna ha abbracciato l\u2019uomo pi\u00f9 minuto e gli ha detto, con ruvida commozione: <em>You look like my brother<\/em>, sembri mio fratello. L\u2019ha ripetuto un paio di volte \u2013 tanto che l\u2019uomo pi\u00f9 piccolo ci ha tenuto a precisare, con un filo di esitazione: <em>But I\u2019m not\u2026\u00a0<\/em>Infine la Montagna ha dato una pacca affettuosa al suo nuovo amico (rischiando di mandarlo a gambe all\u2019aria) e ha ripreso a ballare, felice di quel riconoscimento notturno, di quel fratello lontano apparso per un attimo con le fattezze di un estraneo.\u00a0Come nella storia di Charms, nella nostra vita sono sempre in tensione i poli dell\u2019assenza e della presenza. A volte un\u2019assenza pu\u00f2 rovesciarsi in presenza inaspettata, a volte invece una presenza impallidisce, tanto che non arriviamo pi\u00f9 a percepirla.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/09\/17\/you-look-like-my-brother\/img_1957\/\" rel=\"attachment wp-att-3129\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3129\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1957-248x300.jpg\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1957-248x300.jpg 248w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1957-768x928.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1957-847x1024.jpg 847w\" sizes=\"(max-width: 248px) 100vw, 248px\" \/><\/a>Sempre a Monaco, nel Museo Brandhorst, mi \u00e8 capitato di vedere un\u2019opera dell\u2019artista statunitense Jeff Koons: <a href=\"http:\/\/www.museum-brandhorst.de\/en\/collection-brandhorst\/jeff-koons.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Amore<\/em><\/a> (1988), del ciclo <em>Banality<\/em>. \u00c8 la riproduzione in porcellana (81.3 x 50.8 x 50.8 cm) di un bambolotto dalle guanciotte rosse e dagli occhietti azzurri, avvolto in un costume da orsacchiotto da cui esce un ciuffo di capelli biondi e ricci. In una mano ha un cuore con la dicitura <em>I love you<\/em>, nell\u2019altra un vasetto di marmellata. Al collo, un bavaglino ricamato con la scritta <em>amore<\/em>. Ha un altro cuore disegnato sul petto e se ne sta seduto su un basamento in stile rococ\u00f2, tra cuoricini, fiorellini e altri oggetti simili. Per\u00a0il filosofo Arthur Danto, <em>Amore<\/em> e le altre opere del ciclo sono <em>meraviglie innaturali<\/em> che dovrebbero piacere a tutti noi, <em>se non fossimo stati educati a svalutarle come banali esempi di kitsch<\/em>. Non so se quest\u2019opera abbia suscitato in me il <em>conflitto interiore<\/em> di cui parla Danto. Intorno al bambolotto c\u2019era un gruppo di persone che discutevano animatamente. Qualcuno leggeva dotte spiegazioni da un volantino, altri scuotevano il capo o indicavano i dettagli della scultura. In un certo senso, mi \u00e8 parso che la vera opera d\u2019arte fossero loro, i visitatori, con la loro presenza e con il fatto che stessero quasi litigando sul senso di quell\u2019inquietante bambolotto.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/09\/17\/you-look-like-my-brother\/img_1959\/\" rel=\"attachment wp-att-3133\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3133 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1959-279x300.jpg\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1959-279x300.jpg 279w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1959-768x827.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1959-951x1024.jpg 951w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/a>Secondo Koons non \u00e8 necessario essere preparati per conoscere l\u2019arte, ma basta accettare s\u00e9 stessi: <em>Volevo che il ciclo <\/em>Banality<em> comunicasse alle persone che la loro storia personale, qualunque sia, \u00e8 perfetta; per creare un\u2019arte eccezionale serve soltanto la propria storia. L\u2019arte che ne uscir\u00e0 rappresenta l\u2019espansione delle vostre possibilit\u00e0. <\/em>Non capisco\u00a0bene che cosa tutto ci\u00f2 voglia dire. Forse abbiamo smarrito la nostra parte infantile, capace di meravigliarsi anche davanti al kitsch? Ho provato a mostrare la cartolina con la riproduzione di <em>Amore<\/em> a una bambina di cinque anni, la quale in effetti non si \u00e8 posta il problema del kitsch. Per\u00f2 non ha nemmeno commentato l\u2019estetica dell\u2019opera, limitandosi invece a chiedere: 1) se fosse una bimba\u00a0travestita da orso; 2) come facesse a stare seduta senza rovesciarsi all\u2019indietro.<br \/>\n<span style=\"font-size: 1rem;\">Anche se l\u2019avessimo smarrita, la nostra parte infantile non pu\u00f2 scomparire. \u00c8 una presenza silenziosa, nel profondo dell\u2019anima, alla quale possiamo attingere in caso di bisogno. Quasi sempre, essa non si manifesta con affermazioni o con apprezzamenti estetici, ma spostando il punto della questione. Ho letto alla bambina la storia di Charms, e lei non ha dubitato nemmeno per per un attimo dell\u2019esistenza del protagonista. Senza battere ciglio, mi ha chiesto: <\/span><em style=\"font-size: 1rem;\">Ma lui dove abita?<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\">\u00a0E dopo qualche secondo ha aggiunto: <\/span><em style=\"font-size: 1rem;\">Di sicuro abita in una casa invisibile<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\">.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/09\/17\/you-look-like-my-brother\/mde-2\/\" rel=\"attachment wp-att-3134\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3134 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Copia-di-image1-6-263x300.jpg\" alt=\"\" width=\"263\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Copia-di-image1-6-263x300.jpg 263w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Copia-di-image1-6-768x874.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Copia-di-image1-6-899x1024.jpg 899w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Copia-di-image1-6.jpg 1357w\" sizes=\"(max-width: 263px) 100vw, 263px\" \/><\/a><\/p>\n<p>PS: Daniil Charms nacque nel 1905 a San Pietroburgo; dopo una vita difficile, venne arrestato nel 1941 e mor\u00ec in un ospedale psichiatrico di Leningrado nel 1942. In italiano \u00e8 uscito il volume <em>Casi<\/em> (Adelphi 1990), a cura di Rosanna Giaquinta, in cui si trova il racconto sull\u2019uomo con i capelli rossi. Le parole di Koons (nato nel 1955) sono tratte da Ulrich Obrist,\u00a0<em>Jeff Koons<\/em>, Walter K\u00f6nig Verlag 2012. Quelle di Danto provengono dal saggio <em>Banality and Celebration. The Art of Jeff Koons<\/em>, in\u00a0<em>Unnatural Wonders<\/em>, Columbia University Press 2007.<\/p>\n<p>PPS: Grazie a Emanuele per alcune delle fotografie di questo articolo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/09\/17\/you-look-like-my-brother\/mde-3\/\" rel=\"attachment wp-att-3135\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3135 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1955-300x229.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1955-300x229.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1955-768x587.jpg 768w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/IMG_1955-1024x782.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco uno dei miei personaggi preferiti. C\u2019era un uomo con i capelli rossi, che non aveva n\u00e9 occhi n\u00e9 orecchie. Non aveva neppure i capelli, per cui dicevano che aveva i capelli rossi tanto per dire. Non poteva parlare, perch\u00e9 non aveva la bocca. Non aveva neanche il naso. Non aveva addirittura n\u00e9 braccia n\u00e9&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/09\/17\/you-look-like-my-brother\/\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">You look like my brother<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[4,24,20],"tags":[357,723,724,725,610,726,355,38,25,21],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3123"}],"collection":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3123"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3123\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3148,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3123\/revisions\/3148"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3123"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3123"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3123"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}