{"id":2324,"date":"2017-04-13T13:34:05","date_gmt":"2017-04-13T11:34:05","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=2324"},"modified":"2021-06-05T18:39:46","modified_gmt":"2021-06-05T16:39:46","slug":"le-piogge-daprile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/04\/13\/le-piogge-daprile\/","title":{"rendered":"Le piogge d&#8217;aprile"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0181.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2331 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0181-300x225.jpg\" alt=\"IMG_0181\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0181-300x225.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0181-1024x767.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In questi giorni le mie corde vocali sono affaticate. La mia voce \u00e8 sparita, poi \u00e8 tornata ma \u00e8 roca, fragile. Cos\u00ec cerco di seguire i consigli del medico: quando posso, me sto zitto. Sospetto che tale indicazione abbia una valenza che superi l\u2019aspetto strettamente fisiologico. Mentre siedo in balcone, circondato da questa luce primaverile cos\u00ec tagliente, mi chiedo se il silenzio non abbia qualcosa da dirmi. Penso che, al di l\u00e0 di ogni tentazione morale, l\u2019insegnamento del silenzio consista nel suo non essere silenzioso. Infatti dopo un po\u2019 vengo raggiunto dal fruscio della fontana, dallo stormire del vento nei rami di una betulla, da una lontana conversazione femminile, dall\u2019eco di una moto, dal richiamo di un uccello\u2026 Nell\u2019attimo in cui sembrano negarlo, questi piccoli suoni abitano il silenzio e mi aiutano a percepirlo.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0179.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2332 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0179-300x300.jpg\" alt=\"IMG_0179\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0179-300x300.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0179-150x150.jpg 150w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0179-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Mi viene in mente che fra pochi giorni si festeggia la Pasqua. Cos\u00ec come il Natale, anche questa festa \u00e8 strettamente legata al silenzio. Se nello stupore natalizio pu\u00f2 insinuarsi una certa dolcezza, qui si tratta dello sgomento davanti alla tomba. Non importa se siamo cristiani oppure no; la crudezza inesorabile della morte la conosciamo tutti. Possiamo credere oppure no alla resurrezione, a quella speranza mattutina, ma di certo conosciamo bene l\u2019angoscia pomeridiana, lo strazio della fine. Non \u00e8 forse vero che, minuto dopo minuto, il tempo della nostra vita ci crocifigge? Mutano le stagioni, si rinnova la luce delle primavere, ed eccomi qui seduto sul mio balcone, senza parole. I bambini giocano nel cortile, uomini e donne\u00a0passano nell\u2019aiuola qui sotto con il cane, aspettano che il cane faccia la cacca, raccolgono con cura gli escrementi, li gettano nelle apposite cassette. E mi consuma la tristezza, perch\u00e9 non riesco pi\u00f9 a comprendere, a condividere queste grida, questa luce di primavera \u2013 ah, ma \u00e8 un piacere star fuori in queste giornate! \u2013 questa cura nel ripulire la terra dagli stronzi di cane. Forse, se di colpo venisse a piovere sarebbe pi\u00f9 facile: gente che corre, finestre che si chiudono, il tamburellio contro i vetri.<br \/>\n<em>Ma dove sono andate quelle piogge d\u2019aprile \/ che in mezz\u2019ora lavavano un\u2019anima o una strada \/ e lucidavano in fretta un pensiero o un cortile \/ bucando la terra dura e nuova come una spada?<\/em>\u00a0Dalla memoria risale una canzone di Guccini che mi ricorda\u00a0<em>estati senza fine \/ senza sapere la parola \u201cnostalgia\u201d<\/em>, mi parla di <em>stagioni smisurate quando ogni giorno figurava gli anni a venire \/ e dove a ogni autunno quando finiva l\u2019estate \/ ritrovavi la voglia precisa di ripartire<\/em>.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/jUhuLQC_c_4\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nForse il problema \u00e8 questo. Forse si tratta di <em>momenti svuotati<\/em>, dell\u2019affollarsi di ombre: <em>che ci potrai fare di quelle energie finite, \/ di tutte quelle frasi storiche da dopocena; \/ consumato per sempre il tempo di sole e ferite, \/ basta vivere appena, basta vivere appena\u2026<\/em> A volte non \u00e8 facile mantenere la forza pura del desiderio, quel <em>desiderio inconscio di arrivare pi\u00f9 in fondo \/ per essere pi\u00f9 vero<\/em>. In generale, la stanchezza e la mancanza di slancio misurano una distanza fra me e il mondo, tanto che il perimetro del balcone diventa un fossato invalicabile. In questi momenti lo <em>schiaffo improvviso<\/em> di una pioggia d\u2019aprile corrisponde a ci\u00f2 che Guccini chiama <em>un\u2019occasione ladra, un infinito o un ponte per ricominciare<\/em>.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0180.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2333 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0180-300x225.jpg\" alt=\"IMG_0180\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0180-300x225.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0180-1024x767.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Credo che il ponte, se c\u2019\u00e8, non possa che portarci verso il mattino. Mi piace pensare che, nella canzone di Guccini, a costruire questo ponte sia il sax di Antonio Marangolo. Sar\u00e0 colpa delle mie corde vocali infiammate, ma ho l\u2019impressione che il ponte debba nascere dal silenzio, sbocciando all\u2019improvviso cos\u00ec come sgorga un assolo di sax alla fine di una strofa. Anch\u2019io non posso fare altro che provare la mia voce, aspettando le parole giuste. Per me scrivere significa proprio tracciare un ponte. Tento di animare i miei personaggi per riflettermi dentro di loro, per muoverli al di l\u00e0 del fossato. Non so se questo basti, e mi rendo conto che forse la scrittura non pu\u00f2 essere un ponte davvero solido. Ma di certo \u00e8 un principio: nel gesto di cercare le parole, di raccoglierle con cura (come se fossero escrementi di cane) c\u2019\u00e8 di sicuro un\u2019ombra di desiderio. Non si pu\u00f2 raccontare una storia senza credere, sia pure\u00a0in maniera inconscia, che la vita possa cominciare di nuovo, anche quando tutto sembra perso nel buio pomeridiano.\u00a0Mi sembra di aver colto qualcosa del genere in una lirica di Melania Panico.<\/p>\n<p><em>Se il silenzio potesse parlare<br \/>\n<\/em><em>farebbe crollare palazzi<br \/>\n<\/em><em>o restaurerebbe<br \/>\n<\/em><em>portoni infestati da tarli.<br \/>\n<\/em><em>Ma il silenzio non pu\u00f2<br \/>\n<\/em><em>parlare<br \/>\n<\/em><em>e i palazzi resistono<br \/>\n<\/em><em>e i portoni dei palazzi<br \/>\n<\/em><em>sopportano la pioggia<br \/>\n<\/em><em>restando muti<br \/>\n<\/em><em>fino al prossimo<br \/>\n<\/em><em>mattino.<\/em><\/p>\n<p>Chiss\u00e0, magari in qualche modo il silenzio pu\u00f2 restaurare anche me (e le mie corde vocali), magari a un certo punto anche sul mio balcone piover\u00e0. In questi giorni di primavera sono pi\u00f9 sensibile alla presenza del male: le mie ferite, quelle di chi mi sta accanto, la sofferenza che dilania il mondo, tra solitudini, malattie, innocenti massacrati e vite che bruciano senza che nessuno se ne accorga, nel corso di un tranquillo, banale pomeriggio di aprile. Auguro a me e ai lettori di questo blog, comunque siano messi di fronte alla Pasqua, il coraggio di non cedere alla disperazione. Bisogna avere fiducia e tentare di avvertire, dietro lo schermo del pomeriggio, il silenzio pieno di meraviglia del prossimo mattino.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0178.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2334 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0178-300x225.jpg\" alt=\"IMG_0178\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0178-300x225.jpg 300w, https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/IMG_0178-1024x767.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>PS: La canzone di Francesco Guccini si chiama <em>Le piogge d\u2019aprile<\/em> ed \u00e8 tratta dall\u2019album <em>Signora Bovary<\/em> (EMI 1987). Melania Panico \u00e8 una poetessa nata nel 1985 a\u00a0Napoli; la sua raccolta\u00a0<em>Campionature di fragilit\u00e0<\/em> \u00e8 stata pubblicata da La Vita Felice nel 2015. La poesia che d\u00e0 il titolo al libro finisce con due versi che, in un certo senso, sono anche un augurio: <em>Il peso da dare alle cose \/ lo scriviamo ad occhi aperti<\/em>. Il resto ve lo lascio scoprire da soli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni le mie corde vocali sono affaticate. La mia voce \u00e8 sparita, poi \u00e8 tornata ma \u00e8 roca, fragile. Cos\u00ec cerco di seguire i consigli del medico: quando posso, me sto zitto. Sospetto che tale indicazione abbia una valenza che superi l\u2019aspetto strettamente fisiologico. Mentre siedo in balcone, circondato da questa luce primaverile&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/04\/13\/le-piogge-daprile\/\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Le piogge d&#8217;aprile<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[34,8],"tags":[582,170,583,265,580,581,401,57,168,39,169,11,584,173],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2324"}],"collection":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2324"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2324\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2386,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2324\/revisions\/2386"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2324"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}