22 pensieri su “Proprietà privata

  1. Bellissimo il racconto su Alessandro Magno! Mi è piaciuto perché rappresenta in maniera artistica quello che prima era detto in maniera più esplicativa. In una scena quante parole si riassumono. E quella scena del condottiero disteso sull’erba, privo di tutto eppure padrone del mondo… mi ha fatto battere il cuore!

    1. Intuisco un accorgimento per ovviare alla barbarie citata nel blog: meno social media, persino quasi niente del tutto.

  2. Grazie per avere portato le sue parole nel mio solitario sabato sera milanese. Come sempre, un’occasione per riflettere.

  3. “Se, per ragioni sociali, accettiamo il concetto di “proprietà privata”, non possiamo dimenticare che le “nostre” cose sono anche degli altri, come destinazione originaria.” Di rado ho trovato questo concetto espresso con tanta efficacia. Posso chiederLe per quale emittente radiofonica? È possibile ascoltarla da Roma?

  4. Lei Fazioli sa scrivere bene, però è tendenzioso, come tutti gli scrittori di questo paese. Il solito piagnisteo di sinistra ce lo poteva evitare, tanto per dire che il Macello è roba di tutti. Le sue balle sulla proprietà privata minano l’ordine stesso della nostra società. Sa che cosa dovrebbe imparare, nel suo mondo di sogni? Il rispetto delle istituzioni. Se mi sbaglio, lo dica: io sto con il Municipio di Lugano, e Lei?

    1. L’articolo è una riflessione nata a partire da un mio stato d’animo, non una da un fatto di cronaca locale. Poi, certo, ogni lettore è libero di leggere ciò che vuole: i testi non appartengono a chi li ha scritti.
      Comunque, circa il fatto in questione, non si sbaglia: deploro il gesto inconsulto di demolire un edificio significativo (dal punto di vista storico, simbolico, culturale) alle tre di notte, di nascosto, con un abuso di potere; per giunta, un edificio nel quale abitavano delle persone. Il municipio di Lugano ha gravemente sbagliato.
      Un cordiale saluto, buona settimana!

      1. Un altro che sta dalla parte dei brozzoni! Ma dove ha il cervello? Non si può permettere l’illegalità di un gruppo che non vuole nemmeno discutere con le autorità, è vergognoso.

    2. Apparentemente un articolo “di getto”, in verità (espressione che non allude a nessun possesso da parte mia, della verità) io credo,… io ritengo sia un articolo profondissimo che pur “di getto” – e proprio in virtù di questa modalità istintiva – esprime una grandezza spirituale dell’autore. Grazie Andrea!

  5. Abito lontano da Lugano e non conosco gli episodi di cronaca locale di cui parlano i signori qui sopra.
    A me l’articolo è piaciuto come riflessione filosofica sulla natura umana, e soprattutto per lo stupendo mini-racconto su Alessandro Magno. Non mi sembra che parli dell’attualità, ma del presente eterno degli esseri umani.

  6. Condivido pienamente questo pensiero. Quante cose crediamo di possedere, in una lunga vita!
    Il racconto su Alessandro mi ha fatto venire dei brividi. È proprio così. Mentre lo leggevo sembrava un film, anzi mi sembrava di essere lui, il Padrone del Mondo che fa il soldato nella steppa.

  7. La riflessione mi è parsa basarsi su una certa filosofia di vita che privilegia il rispetto. Non ho trovato che si volesse negare la legalità o certe consuetudini acquisite della Società così come ce la siamo costruita. Soprattutto non ho trovato nessun esplicito riferimento agli accadimenti luganesi del Centro sociale “accampato” nell’edificio ex Mulino, accadimenti mi paiono seguiti ad una serie di errori reciproci delle due parti che hanno privilegiato lo scontro agli accordi concreti (ma è un danno della nostra Società attuale che sempre meno ricorre alla diplomazia, sempre più alla conflittualità).
    Colloquiando di recente con qualche amico e col mio Medico di famiglia appassionatissimo di Letteratura, persone anche di diverse tendenze partitiche ma che privilegiano la Politica come metodo di tutti, abbiamo notato come ormai siamo diventati vassalli di chi davvero guida il mondo, vassalli di chi ci spinge a privilegiare i consumi, schiavi degli oggetti visti come valore primario e fonte di illimitata ricchezza di pochi: non a caso la crisi pandemica ha prodotto il mantra del voler ritornare come eravamo prima, non ha prodotto il ripensamento degli errori commessi (bon, di positivo ne è uscito almeno il senso del volontariato per chi ha avuto necessità di aiuto).
    Ho trovato ottima la sintesi prodotta dal mio Medico signor Luciano: “occorre enfatizzare come primo valore la Conoscenza. e non il possesso (FROMM) che sarà sempre fonte di infelicità perché “non ne avrai mai abbastanza” mentre un sol verso di Dante può offrirti una serenità olimpica: …AMOR CHE AL COR GENTIL RATTO S’APPRENDE … ”

    my two cents
    Pino

    1. Ti prego scrivi più spesso di getto ,è bellissimo leggerti.
      Casomai avrai due minuti ,ti rimando ad un post “senza opinioni” di un blog di Andrea Sacchini ,lì c’è un commento che mi sconvolge ,quasi come il ricongiungimento della stessa fonte .

      1. Grazie mille. Cercherò di scrivere più spesso…
        (In questo periodo faccio un po’ fatica.)
        Grazie anche per il consiglio. Ho letto l’articolo sul blog.
        L’autore scrive:
        «Ci sono tantissimi argomenti su cui io non riesco a farmi un’opinione e di cui, quindi, non parlo, e la cosa, devo dire, mi provoca un certo rammarico.»
        Anch’io, come tutti credo, sono spesso nella medesima situazione. Non sempre tuttavia direi che «non riesco» a farmi un’opinione. A volte mi sembra che si possa stare davanti al mondo, a una qualunque dinamica del mondo, limitandosi a osservarla, cercando di capire quale sia il suo valore (questo è diverso da avere un'”opinione”). Insomma, non mi rammarico di avere opinioni. Non c’è bisogno di avere tutto chiaro: approfondire la realtà – qualunque argomento – significa approfondirne anche il mistero. E sul mistero non si possono avere opinioni: bisogna casomai entrarci in confidenza, provare a viverlo, o comunque affrontarlo in maniera concreta. Fare, invece di scrivere (o parlare). Un cordiale saluto,
        AF

    2. La mia email riempie un campo “obbligatorio “per me affinché passi il mio modo di sentire. Non porta a nulla e non perché io non esista, è palesemente impossibile questo… dato che la mia essenza si materializza attraverso la scrittura… Tutto questo ho necessità di scriverlo e me ne scuso, vorrei tu mi perdonassi e non pensassi io sia qui a mascherare un contatto inesistente… ho solo deciso da un po’ di anni di liberare la mia parte più spirituale, esattamente quella che esce di getto un po come la tua qui.

      Ho pianto ieri sera leggendo queste righe, un pianto di gioia… in un certo senso mi sono trovata davanti questo tuo post non so come, ha del mistero quello su cui tu ti riferisci, non serve a nulla indagare o sondare. Praticamente in quasi dieci anni di rete e tutti i pezzi lasciati qua e là, attraverso mie osservazioni e libero fluire… ho colto qui un intero mosaico che riassume ogni pezzo o tassello sprigionato altrove.

      Poi la pacatezza nelle risposte a delle provocazioni invece che alimentare fuochi che non portano a nulla se non ad appesantire la parte più bella e autentica di ognuno di noi… ognuno di noi possiede questa parte, assopita… che mette alla prova mettendosi alla prova inconsapevolmente.

      Potevi ignorare, potevi non leggere quel post, invece lo hai fatto senza per nulla sapere chi o cosa fosse… Sei andato ancora di getto…
      Sono felice di sapere che tu esista… da ieri… io so di te.
      Grazie… e mi dispiace di questo periodo faticoso per te… ma sono certa che ha un senso anche se non lo comprendiamo subito… chissà farà parte di quel “mistero”!?

      Ti auguro di cuore una buona serata

      L.

  8. “A volte mi sembra che si possa stare davanti al mondo, a una qualunque dinamica del mondo, limitandosi a osservarla, cercando di capire quale sia il suo valore (questo è diverso da avere un’”opinione”). Insomma, non mi rammarico di avere opinioni. Non c’è bisogno di avere tutto chiaro: approfondire la realtà – qualunque argomento – significa approfondirne anche il mistero. E sul mistero non si possono avere opinioni: bisogna casomai entrarci in confidenza, provare a viverlo, o comunque affrontarlo in maniera concreta.”

    C’è una semplicità sconvolgente in queste righe e ci sono anche valori che arrivano al Valore di cui scrivi, quello dato dall’ascolto e soprattutto dal silenzio…

    Non sempre scrivo, spesso osservo e ascolto… poi accade qualcosa, soprattutto quando intuisco che le persone preferiscono ferirsi per far prevalere le proprie ideologie, piuttosto che amarsi e discuterle nello stesso piatto. Ecco in queste circostanze il mio andare di getto non mira a nessun do ut des, è semplicemente lì, spogliato da qualunque tipo di tornaconto e visibilità, e si esprime liberamente.

    Ne sono felice di tutto questo… nonostante ciò che osservo è davvero molto doloroso e triste.

    Chissà… se quando ripasserò da te, troverò un altro pezzo di te come qui, senza che tu lo senta faticoso… buonanotte e grazie per l’ascolto.

    1. Di nuovo, gentile Lara, grazie mille per le sue considerazioni. Nelle prossime settimane prevedo di scrivere un paio di nuovi articoli… vedremo! Intanto, un cordiale saluto!

  9. In questi giorni ho sentito accendersi una nuova luce che mi porta a leggere meglio questo concetto di “spontaneità”, questa forza naturale che non ha ancora subito nessun processo di modifica o di condizionamento esterno… come se dentro di noi si facesse spazio per poi lanciarsi come satellite nell’universo. Forse è dopo che tutto cambia e che può avere una destinazione a frantumarsi ma non necessariamente a morirne… magari qualche pezzo arriva a buona destinazione rigenerandosi.

    Scrivere di getto, ascoltare ciò che il cuore in quel determinato momento ci suggerisce e poi dargli in mano questa penna che con una velocità sorprendente compone parole e frasi con un senso preciso, affrettandosi a farlo per timore di non poter recuperare l’attimo, il momento che è li a testimoniare un frammento di bellezza avvolgente, nulla di inventato, nulla di confuso, è tutto chiaro lì… qui. E nel momento conclusivo una gioia dentro che si congratula con la nostra anima… ecco,bene, ce l’hai fatta, depositami pure qui e nel caso in cui mi cercherai saprai come e dove mi hai lasciato, un involucro in cui potrai sempre sentirti a casa… a casa.

    Quanta bellezza ci avvolge, ma ne parliamo sempre così poco e vediamo sempre più dare spazio a quella parte piu oscura, come le notizie che devi comunicare che vanno a scontarsi con il tuo mondo interiore… e qualcosa ritorna a farti star male, perché sai che la vita, l’ universo non è e non può mai essere tutta questa cronaca nera.

    Io non so chi sia tu e giuro che mai vorrei turbare la pace dei tuoi silenzi ,dei tuoi spazi, del tuo essere… come potrei, chi o cosa dovrei essere io, però so che mi trovo qui a scriverti come se ti conoscessi in qualche modo, credo ad un livello spirituale.

    È un linguaggio “alieno ” il mio :))… sirrudo, forse è più razionale pensare che io soffra di chissà quale disturbo… ma è questo il punto, se mi mettessi ad indagare su, come indagano gli altri per arrivare a capire il “mistero”, io perderei un contatto irrazionale… esattamente quello legato e collegato all’amore.
    Tornando al tuo scritto su… l’Amore è il primo insegnamento al Non possesso… non possiede e non vuole essere posseduto… da qui poi tutto ciò che è terreno va compreso allo stesso livello… una forma di coniugazione che non ha tempi come i nostri verbi, in quanto è Eterna.

    Buona domenica e Grazie per l’ascolto.

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