5 pensieri su “L’albero e la fanciulla

  1. Grazie Andrea per aver condiviso con noi lettori queste belle riflessioni e per la tua capacità di trovare sempre la speranza anche in mezzo al buio!

  2. Grazie mille per le sue parole che mi hanno infuso un po’ di speranza in un giorno orribile. Avevo bisogno di questo.

  3. Caro Andrea, a proposito di speranza…
    L’allievo è furibondo con il mondo. Non parla, è chiuso in sé stesso come in una bara. I suoi l’hanno abbandonato, non si sa bene il perché. L’insegnante di disegno della scuola speciale è deciso a scardinare quel guscio che lo strangola. – Non serve dipingere opere d’arte per sentirsi gratificati – spiega l’uomo al ragazzo. – Mentre dipingi, ti immergi in un mondo ovattato in cui ogni distrazione o preoccupazione restano fuori. Persino i rumori del traffico si attenuano. Credimi – insiste – in quel momento potresti addirittura essere felice.

    1. Grazie mille, Lorenza.
      Mi viene in mente un pensiero di Giacomo Leopardi: «Ma quantunque chi non ha provato la sventura non sappia nulla, è certo che l’immaginazione e anche la sensibilità malinconica non ha forza senza un’aura di prosperità e senza un vigor d’animo che non può stare senza un crepuscolo, un raggio, un barlume di allegrezza» (Zibaldone, 24 giugno 1820).

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