{"id":90,"date":"2015-11-26T12:05:24","date_gmt":"2015-11-26T11:05:24","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=90"},"modified":"2016-02-10T17:28:26","modified_gmt":"2016-02-10T16:28:26","slug":"sulle-tracce-del-fallimento","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2015\/11\/26\/sulle-tracce-del-fallimento\/","title":{"rendered":"Sulle tracce del fallimento"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono degli uffici in cui non si vorrebbe mettere piede. La mente lavora sulle sfumature, si aggrappa alle speranze, ma la burocrazia \u00e8 senza piet\u00e0. Mi \u00e8 capitato di conoscere sia l\u2019Ufficio Fallimenti (che sar\u00e0 nel mio prossimo romanzo) sia la Cassa Disoccupazione, che \u00e8 un luogo d\u2019incontri significativi. Per me raccontare storie non vuol dire\u00a0soltanto narrare di omicidi o di fatti eccezionali, ma anche della quotidianit\u00e0, delle vicissitudini meno appariscenti. Nella mia citt\u00e0 la Cassa Disoccupazione si affaccia su un parcheggio: la gente passa, di fretta, ognuno trascinando borse della spesa, figli, preoccupazioni. E proprio l\u00ec, dietro una vetrina, si fermano invece le persone che sono fuori dalla giostra, dal giro casa-lavoro-vacanze.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/IMG_2010.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-91 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/IMG_2010-300x225.jpg\" alt=\"IMG_2010\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/IMG_2010-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/IMG_2010-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dietro la vetrina si parla di soldi. Di cifre. Del 40% perso o del 15% che si spera di trovare. Ma fatalmente uno pensa anche alle domande che suscita ogni lavoro: chi sono io? perch\u00e9 mi trovo a fare questo o quest\u2019altro? qual \u00e8 il mio talento, e a che cosa serve? Davanti a questi interrogativi i funzionari sono impotenti, anche perch\u00e9 i loro formulari chiedono cifre, non stati d\u2019animo.<br \/>\nL\u2019Ufficio Fallimenti invece si trova nello stesso edificio in cui prendo le lezioni di sassofono. L\u2019ho scoperto mentre lavoravo al romanzo <em>L\u2019arte del fallimento<\/em>. Devo dire che la cosa mi ha dato da pensare. Io me ne stavo l\u00ec a cercare i suoni sovracuti, oltre il fa diesis, e due stanze sopra andava in scena il dramma della bancarotta.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/image1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-92 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/image1-300x300.jpg\" alt=\"image1\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/image1-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/image1-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/image1-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Forse a causa di questa coincidenza mi sono ispirato alla musica jazz per narrare la dinamica psicologica che sta dietro l\u2019esperienza del fallimento. Nel romanzo si racconta delle peripezie\u00a0di chi vede sgretolarsi ci\u00f2 che ha costruito. I funzionari dell\u2019Ufficio Fallimenti devono gestire i crolli, assicurare lo svolgimento dignitoso della sconfitta. Uno dei protagonisti suona, e nell\u2019improvvisare cerca di esprimere quello che prova, cerca di trovare la forza per resistere, per accettare ci\u00f2 che gli succede e afferrare\u00a0ci\u00f2 che di buono la vita ancora gli riserva.<br \/>\nPrima che <em>L\u2019arte del fallimento<\/em> arrivi in libreria, mi piacerebbe anticiparvi ancora qualche brano, <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2015\/10\/29\/in-a-sentimental-mood\/\" target=\"_blank\">come ho gi\u00e0 fatto un paio di settimane fa<\/a>. Ma oggi voglio lasciare spazio alla musica (con un disco citato nel romanzo). Al sax contralto, nel 1957, Art Pepper suona una vecchia canzone di Cole Porter. Insieme a lui una sezione ritmica eccezionale: Red Garland al piano, Paul Chambers al basso, Philly Joe Jones alla batteria. Pepper \u00e8 stato in prigione, non riesce a liberarsi dalla droga, ha dei problemi tecnici al sax. In pi\u00f9, sono anni che non suona regolarmente. Eppure la musica esce limpida e preziosa, come per miracolo.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/xISaCzXYYg8\" width=\"420\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nQuesto \u00e8 un genere di miracolo che nasce dalla dedizione. Sentite il suono di Pepper, com\u2019\u00e8 liscio, rilassato, appena un po\u2019 stanco. Sentite come ogni nota arriva al momento giusto, portando sollievo.<br \/>\nEcco, mi piacerebbe riuscire a scrivere con questa precisione. Non sempre nella mia vita dedico alla scrittura il tempo e la concentrazione che vorrei. Eppure, per fortuna, a volte le cose si aggiustano proprio nel momento in cui falliscono. Come diceva Ernest Hemingway: <em>La gran cosa \u00e8 resistere e fare il nostro lavoro e vedere e udire e imparare e capire, e scrivere quando si sa qualcosa; e non prima; e, porco cane, non troppo dopo<\/em>. Nella scrittura, nell\u2019arte della vita e del fallimento, tento sempre di muovermi con il tempo giusto\u2026 o magari con appena un po\u2019 di ritardo, come fa Art Pepper. Non sempre mi riesce. Ma anche questo fa parte dello swing.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono degli uffici in cui non si vorrebbe mettere piede. La mente lavora sulle sfumature, si aggrappa alle speranze, ma la burocrazia \u00e8 senza piet\u00e0. Mi \u00e8 capitato di conoscere sia l\u2019Ufficio Fallimenti (che sar\u00e0 nel mio prossimo romanzo) sia la Cassa Disoccupazione, che \u00e8 un luogo d\u2019incontri significativi. 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