{"id":803,"date":"2016-06-03T12:45:06","date_gmt":"2016-06-03T10:45:06","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=803"},"modified":"2018-06-28T08:07:21","modified_gmt":"2018-06-28T06:07:21","slug":"watermelon-man","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2016\/06\/03\/watermelon-man\/","title":{"rendered":"Watermelon man"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di misterioso, nelle giornate storte. Non arrivano solo per una serie di eventi negativi, ma hanno una loro consistenza particolare. Per esempio ci sono giorni in cui, fin dal mattino, sono incapace di scrivere: pesano i giudizi negativi, la tristezza, il sospetto strisciante che la mia ricerca sia vana. E tutto prende un sapore amarognolo, una forma paludosa. Vorrei conoscere la formula chimica di queste giornate, il loro segreto. Come combatterle? Quando arriva l&#8217;estate, una delle mie strategie \u00e8 fare ricorso all\u2019uomo delle angurie.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/image1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-812 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/image1-300x225.jpg\" alt=\"image1\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/image1-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/image1-1024x767.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel South Side di Chicago, negli anni Quaranta, lo si sentiva arrivare da lontano, con il suo carretto trainato dai cavalli. Le strade erano pavimentate da ciottoli e il <em>clackety-clack clackety-clack<\/em> del carretto era inconfondibile. Il pianista Herbie Hancock, cresciuto a Chicago, se ne ramment\u00f2 nel 1962: aveva 22 anni e desiderava comporre\u00a0qualcosa che affondasse le radici nella sua esperienza. L\u2019uomo delle angurie \u2013 <em>watermelon man<\/em> \u2013 era il personaggio pi\u00f9 caratteristico della sua infanzia: Hancock trasform\u00f2 il <em>clackety clack<\/em> in un ritmo\u00a0caratteristico. Mancava per\u00f2 una melodia. Forse avrebbe potuto usare la cantilena del venditore? <em>Watey-mee-low! Red, ripe, watey mee-low!<\/em> Ma il richiamo, per quanto fosse ritmico, non era abbastanza melodico. Hancock ripens\u00f2 allora alle donne sedute in veranda, che quando lo sentivano arrivare gridavano: <em>Hey-eyyy, watermelon man!<\/em> Eccola, quella era la melodia! Hancock scrisse dunque un arrangiamento funky, con la melodia cadenzata su un pattern ritmico ispirato al rumore delle ruote nei ciottoli, e lo intitol\u00f2 <em>Watermelon man<\/em>. Fra l\u2019altro, questa scelta da parte di un giovane musicista rovesciava anche il luogo comune che associava il <em>watermelon man<\/em> alla <em>caricatura del negretto<\/em> \u2013 per usare le parole dello stesso Hancock \u2013 <em>con le treccine, gli occhioni bianchi e i denti luccicanti<\/em>. La sincerit\u00e0 del ricordo, l\u2019autenticit\u00e0 di quel frammento di una storia intima e nello stesso tempo collettiva, era il miglior antidoto a ogni forma di pregiudizio razziale.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_4305.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-815 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_4305-300x300.jpg\" alt=\"IMG_4305\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_4305-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_4305-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/IMG_4305.jpg 665w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il brano ebbe un certo successo. \u00c8 un blues in sedici battute, con un\u2019estensione per quattro battute della frase finale del blues regolare in dodici. Alla fine del 1962, Hancock aveva un ingaggio con il percussionista cubano Mongo Santamaria. Una sera, durante l\u2019intervallo di un concerto in un locale, cos\u00ec per caso, fece sentire\u00a0<em>Watermelon man<\/em> a Santamaria. Il percussionista cominci\u00f2 a muovere la testa. <em>Continua<\/em>, gli disse, poi si mise alle <em>congas<\/em> e attacc\u00f2 un ritmo chiamato <em>guajira<\/em>. Era perfetto. Gli altri musicisti attaccarono a suonare, i clienti si alzarono dai tavoli e presero a ballare. Da quella <em>jam<\/em> improvvisata l\u00ec per l\u00ec, nacque la versione latina di <em>Watermelon man<\/em>. Pubblicata nel 1963 da Mongo Santamaria, fu un enorme successo.<br \/>\nNel 1973 la canzone conobbe una nuova giovinezza quando il batterista Harvey Mason propose a Hancock di riarrangiarla, per renderla ancora pi\u00f9 funky. Il percussionista Bill Summers, un altro membro del gruppo, ebbe l\u2019idea di usare alcuni elementi dello <em>h<\/em><em>indewhu<\/em>, uno stile musicale dei pigmei Babenz\u00e9l\u00e9. Riemp\u00ec d\u2019acqua una bottiglia di birra e s\u2019invent\u00f2 un ritmo\u00a0a tre note, la prima e la terza cantata, la seconda prodotta soffiando sulla bocca della bottiglia (sempre con la bottiglia, sovraincise poi alcune contromelodie).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/image2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-813 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/image2-300x300.jpg\" alt=\"image2\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/image2-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/image2-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/image2-1024x1024.jpg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/image2.jpg 1649w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Perch\u00e9 questa lunga rassegna storica su <em>Watermelon man<\/em>? Perch\u00e9 l\u2019arrivo dell\u2019uomo delle angurie, con il suo carrettino, non \u00e8 pi\u00f9 solo un evento confinato alla Chicago degli anni Quaranta. Lo possiamo sentire anche oggi, oltre il suono del traffico e gli squilli di cellulare, oltre la patina delle giornate storte. \u00c8 un grido della quotidianit\u00e0, un richiamo da quartiere popolare che ha saputo diventare musica e incidersi nei cuori di pi\u00f9 generazioni.<br \/>\nL\u2019impasto chimico delle giornate storte \u00e8 potente. Hai voglia di pensare che tutto passer\u00e0, che ci\u00f2 che scrivi non \u00e8 inutile, che i fallimenti sono occasioni da cogliere, ci sono momenti in cui la palude prende il sopravvento. Allora, per rimettervi in moto, provate\u00a0tendere l\u2019orecchio, pronti ad afferrare il <em>clackety-clack<\/em> dell\u2019uomo delle angurie.<br \/>\nA seconda dei momenti, potete scegliere la versione pi\u00f9 opportuna.<br \/>\n1) L\u2019incisione originale del 1962 \u00e8 appropriata per un ascolto serale. Ci devono essere ombre nella stanza, ed \u00e8 meglio che siate seduti comodi. Le braccia distese, le dita chiuse intorno a un bicchiere dal vetro spesso. Dopo un po\u2019, senza volerlo, il piede comincer\u00e0 a battere il tempo, come mosso da una volont\u00e0 propria.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZbHJHPTikQA\" width=\"420\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n2) La versione di Mongo Santamaria \u00e8 adatta alle mattine estive, magari ascoltata in macchina\u00a0a un volume pi\u00f9 alto del necessario. Ma funziona anche all\u2019ora dell\u2019aperitivo, mentre qualcuno sta arrostendo qualcosa sulla griglia e dal prato arrivano grida di ragazzi, con il rumore di un tosaerba sullo sfondo.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/I43vckpRjMk\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n3) La versione del 1973 \u00e8 pi\u00f9 elusiva, pi\u00f9 lenta ed esotica. \u00c8 ideale se doveste svegliarvi nel cuore della notte, senza pi\u00f9 sonno. Anche questa funziona in macchina; non in autostrada, per\u00f2. Pu\u00f2 suonare bene in una strada di campagna, piena di curve, con il buio profondo del bosco che circonda il vostro viaggio.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4bjPlBC4h_8\" width=\"420\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nPerch\u00e9 <em>Watermelon man<\/em> mi aiuta a combattere le giornate storte? Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcosa di irrimediabilmente fiducioso in quel richiamo, in quel ritmo inesorabile. Ma anche perch\u00e9 per un attimo mi guarisce dall\u2019ascolto di me stesso, delle mie esitazioni. In questo senso, Herbie Hancock mi d\u00e0 una lezione importante: per scrivere bene, bisogna imparare a togliersi di mezzo. Lo ripete anche nella sua autobiografia\u00a0<em>Possibilities<\/em> (pubblicata in italiano da Minimum Fax nel 2015). <em>Improvvisare significa esplorare ci\u00f2 che non sai. Significa entrare in una stanza buia nella quale non riconosci nulla. Significa lasciarti guidare dall\u2019istinto pi\u00f9 che dalla mente. \u00c8 un obiettivo al quale continuo a lavorare ogni giorno: imparare a togliermi di mezzo. Non \u00e8 facile, ma quando ci si riesce \u00e8 magia vera.<\/em><\/p>\n<p>PS: Ecco un video dove Herbie Hancock, prima di suonare <em>Watermelon man<\/em>, spiega la genesi del brano. Sono pi\u00f9 o meno le stesse cose che ho scritto sopra, prendendole in parte proprio dal video e in parte dall\u2019autobiografia. (Si noti come Hancock usi un pianoforte di marca &#8220;Fazioli&#8221;&#8230; anche questo \u00e8 un segno!)<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RzPZvKSdN7g\" width=\"420\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>PPS: L&#8217;immagine del prete che addenta l&#8217;anguria \u00e8 di Giovannino Guareschi. L&#8217;ho tratta\u00a0dalla copertina del volume <em>Lo spumarino pallido<\/em> (Rizzoli, 1988). Non c&#8217;entra niente con il <em>watermelon<\/em> di Chicago: questa \u00e8 un&#8217;anguria (o un cocomero) della Bassa parmense&#8230; ma senza dubbio, anche Guareschi \u00e8\u00a0un ottimo\u00a0antidoto contro le giornate storte.<\/p>\n<p>PPPS: Per completezza, aggiungo che <em>Watermelon man<\/em> \u00e8 stato negli anni interpretato da molti artisti di generi assai differenti. Non sto a elencare jazzisti: sarebbero troppi (mi limito a indicare\u00a0di sfuggita la versione di Errol Garner nel 1968). Nel mondo del blues, segnalo Buddy Guy, Albert King e Little Walter. Nel 1963, Jon Hendricks scrisse delle parole, cos\u00ec come fecero anche altri cantanti. Nel suo libro <em>Gli standard. Una guida al repertorio <\/em>(EDT), Ted Gioia racconta che il brano<em>\u00a0fu perfino adottato come sigla dalle ATA Airlines<\/em>. E aggiunge: <em>\u00c8 davvero strano che in una carriera cos\u00ec fortunata il pezzo pi\u00f9 famoso sia venuto dal primo brano del primissimo disco che Hancock incise da leader, quando ancora era un giovane pianista sconosciuto di Chicago<\/em>. Misteri della vita (e della musica).<br \/>\nPer chi ancora avesse qualche minuto, ecco una versione con\u00a0Miles Davis, in un concerto tenuto\u00a0a Parigi nel luglio 1991, poco prima della morte di Miles.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ltEkBitLLgw\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nFra l&#8217;altro, Hancock racconta &#8211; sempre nella sua autobiografia &#8211; di aver fatto uno scherzo a Davis durante l&#8217;interpretazione di <em>Watermelon man<\/em>: impost\u00f2 la tastiera portatile in maniera che suonasse come la tromba sordinata dello stesso Davis (fra le risate dei musicisti, dal minuto 1.06). L&#8217;idea pu\u00f2 piacere o non piacere, ma di certo dimostra come l&#8217;uomo delle angurie abbia sempre in serbo una sorpresa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di misterioso, nelle giornate storte. Non arrivano solo per una serie di eventi negativi, ma hanno una loro consistenza particolare. Per esempio ci sono giorni in cui, fin dal mattino, sono incapace di scrivere: pesano i giudizi negativi, la tristezza, il sospetto strisciante che la mia ricerca sia vana. E tutto prende un&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2016\/06\/03\/watermelon-man\/\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Watermelon man<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[13,8,24],"tags":[235,237,236,60,233,166,30,165,238,232,57,754,234,11,239,231],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/803"}],"collection":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=803"}],"version-history":[{"count":32,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/803\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4085,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/803\/revisions\/4085"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=803"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=803"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=803"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}