{"id":783,"date":"2016-05-27T09:46:15","date_gmt":"2016-05-27T07:46:15","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=783"},"modified":"2016-05-27T15:44:50","modified_gmt":"2016-05-27T13:44:50","slug":"un-panino-al-salame","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2016\/05\/27\/un-panino-al-salame\/","title":{"rendered":"Un panino al salame"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 1rem; line-height: 1.75;\">Perch\u00e9 salire? La domanda mi arriva cos\u00ec, dopo una curva. I muscoli, il fiato, la catena, le ruote, tutti lavorano. Quest\u2019anno per\u00f2 sono fuori allenamento e perci\u00f2, nella mia prima scalata verso Carena, devo fare i conti con una mozione di protesta. 1) Le gambe: <\/span><em style=\"font-size: 1rem; line-height: 1.75;\">Una bicicletta da corsa\u2026 era necessario?<\/em><span style=\"font-size: 1rem; line-height: 1.75;\"> 2) I polmoni: <\/span><em style=\"font-size: 1rem; line-height: 1.75;\">Che cosa\u2026 c\u2019\u00e8\u2026 che non va\u2026 nella dolcezza della pianura?<\/em><span style=\"font-size: 1rem; line-height: 1.75;\"> 3) Il cuore: <\/span><em style=\"font-size: 1rem; line-height: 1.75;\">Povero me, perch\u00e9 proprio la stessa salita che percorrevi a diciotto anni?<\/em><span style=\"font-size: 1rem; line-height: 1.75;\"> 4) Il cervello: <\/span><em style=\"font-size: 1rem; line-height: 1.75;\">No comment<\/em><span style=\"font-size: 1rem; line-height: 1.75;\">. 5) Coro: <\/span><em style=\"font-size: 1rem; line-height: 1.75;\">E quindi, in conclusione, chi te lo fa fare?<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-786 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-3-300x300.jpg\" alt=\"image1 copia 3\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-3-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-3-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-3-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em>Parto da Giubiasco, vicino a Bellinzona, a una quota di 244 metri sul livello del mare, e arrivo a Carena (958 mslm) dopo un percorso di 10,6 chilometri. Durante il tragitto passo da L\u00f4ro, Pianezzo, Vellano, Carmena e Melera. \u00c8 una strada che conosco a memoria. Quanto ci metto? All\u2019incirca trenta minuti, quando non sono in forma. Altrimenti cerco di stare sotto i venticinque.<br \/>\nAttenzione, la frase precedente l\u2019ho scritta nell\u2019intento di far sobbalzare &#8211; sia pure soltanto per una frazione di secondo &#8211; gli eventuali appassionati di ciclismo che leggono questo blog. Naturalmente, sono ben lontano da questi tempi\u2026 e lo ero anche a diciotto anni! Non ho l\u2019abitudine di conometrare e mie uscite in bicicletta (vado a pedalare proprio per starmene lontano dagli orologi, in senso proprio e metaforico). So che impiego pi\u00f9 o meno un\u2019ora, ma il contachilometri che ho sul manubrio ha esaurito le batterie anni fa, e non ne ho mai comprate di nuove.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image12.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-789 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image12-300x300.jpg\" alt=\"image1\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image12-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image12-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image12-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quando cominciai a uscire in bicicletta, durante l\u2019adolescenza, seguivo il ciclismo con interesse. Ancora oggi mi tengo aggiornato, guardando qualche gara alla tiv\u00f9 o pi\u00f9 spesso sfogliando le pagine sportive dei giornali. Di recente, mi \u00e8 capitato di leggere un breve romanzo di atmosfera ciclistica: <em>Cicale al carbonio<\/em>, scritto da Carlo Zanzi e pubblicato nel 2008 dal Gruppo editoriale Eureka. L\u2019autore suggerisce che la domanda con cui si apre questo articolo possa risuonare anche in un gruppo di professionisti: <em>Un piccolo lago, alberghi e il bosco pi\u00f9 fitto. Ai tornanti cartelli indicavano l\u2019altitudine: millesettecentotrenta metri sopra il livello del mare. Nessuno si era permesso di scattare, neppure gli avventurieri alla caccia di qualche ripresa televisiva. Avevano tutti freddo l\u00ec in mezzo. Quando potevano, s\u2019avvicinavano per scaldarsi. Ma nel gruppo allungato, biscia colorata a picco su Canazei, scoppiavano soprattutto imprecazioni, battute e, non dette, ricerche di un senso a tutta quella sofferenza fra i monti.<br \/>\n<\/em>Ecco,\u00a0si tratta proprio di questo: <em>sofferenza fra i monti<\/em>.<br \/>\nPerch\u00e9, dunque?<br \/>\nDurante la salita lascio che la mente divaghi. Forse per il tempo che passa adagio, forse per la fatica nei muscoli e nel sangue, mi capita spesso di pensare a persone che ho conosciuto e che non ci sono pi\u00f9. \u00c8 come se la tormentosa ascesa del corpo, in qualche modo, favorisse anche quella del pensiero. Qualche volta, se ci sono lavori in corso, mi devo fermare per pochi secondi. Bevo un sorso d\u2019acqua, aspetto che il solenne autopostale giallo davanti a me riprenda a salire.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-788 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-2-300x300.jpg\" alt=\"image1 copia 2\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-2-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-2-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-2-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Tutto \u00e8 molto verde, molto azzurro. Un ciclista sulla cinquantina, dal fisico nodoso, mi raggiunge e mi supera, lentamente, concentrato nel suo ritmo. Lo lascio andare e rimango solo, in un tratto di strada meno ripido. Guardo le montagne: le case sembrano appoggiate sulle macchie di prato da un bambino che giochi a creare un piccolo mondo. Ci sono greggi di pecore: campane, belati, la corsa di un agnello (il suo belato, pi\u00f9 urgente, \u00e8 di un\u2019ottava pi\u00f9 alto). Passo e colgo brandelli di paesaggio, di conversazione. All\u2019ombra dei portici siedono persone rilassate, nel cuore del pomeriggio. Il fruscio di una fontana mi accompagna per qualche metro. \u00c8 uno scenario che, in questo momento, non mi appartiene. Ho il fiato breve, il cuore che pulsa. Insomma: sto faticando. Perch\u00e9 invece non mi siedo anch\u2019io all\u2019ombra, con una birra fresca?<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Copia-di-image11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-787 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Copia-di-image11-300x300.jpg\" alt=\"Copia di image1\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Copia-di-image11-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Copia-di-image11-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Copia-di-image11-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Perch\u00e9, a pensarci bene, sta succedendo qualcosa. Un\u2019uscita in bicicletta per me non \u00e8 un banale allenamento sportivo, ma una storia minima, un viaggio, un arco narrativo dalla fatica al sollievo, dalla freschezza iniziale al rimescolio del sangue fino allo scioglimento finale, con il respiro che ritrova la sua compostezza e i pensieri che tornano alla quiete. Mi piace pedalare cos\u00ec come mi piace camminare: senza fretta, seguendo un ritmo profondo. Affronto le salite proprio come affronto il lavoro della scrittura: \u00e8 un percorso che si costruisce un pezzo alla volta, senza mai sapere che cosa si vedr\u00e0 dietro la prossima curva. Anche quando conosco le strade, sono abbastanza distratto per dimenticarle. Cos\u00ec accade quando scrivo, quando viaggio, perfino quando suono. In un certo senso, forse, \u00e8 uno dei segreti della creativit\u00e0: essere pronti a dimenticare le strade note.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-790 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-4-300x300.jpg\" alt=\"image1 copia 4\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-4-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-4-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-4-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quando arrivo a Carena, appoggio la bicicletta contro il muro. Di fianco a me c\u2019\u00e8 l\u2019edificio della vecchia dogana: in passato tra queste zone e la val Cavargna (in Italia) correvano traffici pi\u00f9 o meno legali. Ora \u00e8 tutto tranquillo e oltre al mio fiato si sente soltanto il gorgoglio del vecchio lavatoio (<em>\u00e8 severamente vietato lordare l\u2019acqua<\/em>, mi avvisa un cartello, e <em>i trasgressori verranno puniti a norma di regolamento<\/em>).<br \/>\nSvito il tappo della borraccia, la riempio di acqua fresca. Perch\u00e9 salire? La risposta alla domanda iniziale \u00e8 tutta in quei pochi secondi di pausa, prima di portare la borraccia alle labbra. Sono sentimenti semplici: la sete, il calore, la freschezza, la dolcezza sublime dell\u2019acqua che si dirama lungo il sistema nervoso. Ecco perch\u00e9 vado in bicicletta: perch\u00e9 prima di bere, bisogna avere sete.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-794 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-5-300x300.jpg\" alt=\"image1 copia 5\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-5-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-5-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/image1-copia-5-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Anche Carlo Zanzi, in un momento significativo del suo\u00a0<em>Cicale al carbonio<\/em>, nota qualcosa del genere:\u00a0<em>Marco saliva e la fatica si spegneva, lasciandogli nelle gambe e nella pancia una bella sensazione. Alz\u00f2 lo sguardo verso la fine della scalata; pi\u00f9 a destra, fra il Cuvignone e la cima del Monte Nudo, galleggiavano nel cielo tre parapendii. Uomini appesi a una tela colorata sfidavano il vuoto e la loro paura. Li segu\u00ec nel loro volo lieve, curando con la coda dell\u2019occhio di non finire nella scarpata, dentro buche o contro i sassi lasciati in strada dall\u2019inverno. Si sent\u00ec leggero e felice. Prov\u00f2 desiderio di un panino al salame.<\/em><\/p>\n<p>PS: Per apprezzare l&#8217;ultima fotografia\u00a0di questo articolo, credo che sia necessario un accenno di colonna sonora. Eccolo:<\/p>\n<!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');<\/script><![endif]-->\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-783-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Nuova-registrazione-2.m4a?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Nuova-registrazione-2.m4a\">http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Nuova-registrazione-2.m4a<\/a><\/audio>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 salire? La domanda mi arriva cos\u00ec, dopo una curva. I muscoli, il fiato, la catena, le ruote, tutti lavorano. 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