{"id":7095,"date":"2026-05-15T08:39:00","date_gmt":"2026-05-15T06:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=7095"},"modified":"2026-07-20T16:24:49","modified_gmt":"2026-07-20T14:24:49","slug":"lattualita-delle-rose","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2026\/05\/15\/lattualita-delle-rose\/","title":{"rendered":"L&#8217;attualit\u00e0 delle rose"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Per ascoltare questo articolo:<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Nuova-registrazione-32.m4a\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<p>Un pomeriggio d\u2019estate, tornando da una gita in montagna con mio nonno e mio fratello, trovammo un pezzo di falce abbandonato. Aveva la forma di una T allungata, con la stanga superiore corta: sembrava il bastone da passeggio di un uomo di piccola statura. Mio nonno infatti lo impieg\u00f2 come supporto, poi lo regal\u00f2 a me e a mio fratello. Noi prendemmo a chiamarlo la <em>ranza<\/em> (dal nome dialettale della falce) e lo usammo nei nostri giochi di volta in volta come spada, cavallo, scettro, fucile, chitarra, timone di nave o barra di aeroplano. Il bastone si trova oggi nella mia casa di montagna, accanto all\u2019ingresso. Ogni tanto lo guardo e mi chiedo se, un giorno, lo user\u00f2 per aiutarmi a camminare.<br>Ho ritrovato questa vicenda in un tempo e in un paese lontano, come talvolta accade seguendo i percorsi accidentati della letteratura. \u00c8 una poesia di Saigy\u014d, un monaco buddista vissuto fra il 1118 e il 1190.<\/p>\n\n\n\n<p><em>takeuma wo<\/em><br><em>tsue ni mo ky\u014d wa<\/em><br><em>tanomu kana<\/em><br><em>warabe asobi wo<\/em><br><em>omohide tsutsu<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi cerco<br>un bamb\u00f9 come bastone<br>da passeggio<br>mentre ricordo che da bambino<br>ci giocavo a cavalcioni<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi \u00e8 il mio compleanno. Mi trovo quindi a riflettere sul tempo. In maniera confusa, penso che mi piacerebbe unire le due attitudini: usare il bastone per camminare, quando ne avessi bisogno, senza smettere di trasformarlo con la fantasia in una spada o in un cavallo. In effetti, \u00e8 una cosa che faccio tuttora ogni volta che lo afferro, anche per pochi secondi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_0451-scaled.jpeg\"><img loading=\"lazy\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_0451-768x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7154\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_0451-768x1024.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_0451-225x300.jpeg 225w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_0451-1152x1536.jpeg 1152w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_0451-1536x2048.jpeg 1536w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/IMG_0451-scaled.jpeg 1920w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>La dimensione del gioco, come quella dell\u2019arte, ci insegna l\u2019importanza dell\u2019inutile. Soprattutto, ci insegna come diceva Montaigne che \u00abnon c\u2019\u00e8 niente di inutile in natura\u00bb, a ben vedere, \u00abneppure la stessa inutilit\u00e0\u00bb. Perci\u00f2 mi pare che sia opportuno passare qualche minuto in giardino, fra un rovescio di pioggia e l\u2019altro, per controllare lo stato delle rose.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9069-scaled.jpeg\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"758\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9069-1024x758.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7097\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9069-1024x758.jpeg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9069-300x222.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9069-768x569.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9069-1536x1138.jpeg 1536w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9069-2048x1517.jpeg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 le rose non hanno certo bisogno di me. Come scrisse Vita Sackville-West (1892-1962), \u00e8 un errore accanirsi nel volerle educare. Quando l\u2019autrice inglese, durante la guerra, ebbe l\u2019occasione di visitare alcuni giardini abbandonati per forza di cose dai loro proprietari, not\u00f2 la resistenza di questo fiore: \u00abquei giardini erano un triste ammasso di erbacce, ma le rose si ergevano alte, superbe e orgogliose, solo perch\u00e9 non erano state importunate per due, tre, cinque anni\u00bb. Certo, in realt\u00e0 bisogna tenerle d\u2019occhio. Come diceva Ippolito Pizzetti, \u00abse squallidissimi sono quei giardini pettinati e geometrici in cui tutto \u00e8 ordinato come in un\u2019aiuola di una stazione ferroviaria, folle d\u2019altra parte \u00e8 pensare che non vi sia nulla di meglio che lasciar fare alla natura\u00bb. Il giardino, in effetti, \u00e8 un punto d\u2019incontro fra il libero flusso della vegetazione e il pensiero umano. Forse questo accade in ogni ambito: quando scrivo, per esempio, ripeto le stesse narrazioni che l\u2019umanit\u00e0 racconta da sempre \u2013 l\u2019eroe, l\u2019ostacolo, il tradimento, la redenzione \u2013 ma nello stesso tempo le incarno in un qui e ora che mi appartiene, con i suoi difetti, le sue acciaccature. Con la sua irripetibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Rosa1-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"677\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Rosa1-677x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7098\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Rosa1-677x1024.jpg 677w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Rosa1-198x300.jpg 198w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Rosa1-768x1162.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Rosa1-1016x1536.jpg 1016w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Rosa1-1354x2048.jpg 1354w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Rosa1-scaled.jpg 1693w\" sizes=\"(max-width: 677px) 100vw, 677px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma sto divagando. Torno al giardino, dove la pioggia ha disfatto alcune rose che trionfavano pochi giorni fa. In compenso ne ha fatte crescere altre: alcune sono sul punto di schiudersi. In questo caso, sembrano dare ragione a Sackville-West: hanno ricevuto una potatura sommaria, un po\u2019 di concime ma niente di che, eppure mi sembra che stiano bene. Il grande giardiniere William Robinson (1838-1935) cita la lettera ricevuta da un suo corrispondente, un tale Greenwood Pim, il quale asseriva che le rose rampicanti \u00ablasciate a s\u00e9 stesse offriranno il miglior spettacolo possibile, e per ottenerlo \u00e8 sufficiente fornire loro un terreno profondo e compatto e assicurarsi che abbiano una discreta quantit\u00e0 di luce da ogni lato\u00bb.<br>Ecco, mi sembra che questo possa essere un auspicio per il mio lavoro. Non so che cosa vorr\u00f2 e riuscir\u00f2 a scrivere ancora. Non so nemmeno quanto chi legge possa apprezzare le mie storie, come quella che racconter\u00f2 nel nuovo romanzo in uscita fra pochi mesi. Per conto mio, posso solo tentare di vivere meglio che posso, badando ad ascoltare le persone, a leggere, a osservare il mondo. In questo modo fornir\u00f2 alle storie un \u00abterreno profondo e compatto\u00bb, assicurandomi che \u00ababbiano una discreta quantit\u00e0 di luce da ogni lato\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9072.jpeg\"><img loading=\"lazy\" width=\"1001\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9072-1001x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7099\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9072-1001x1024.jpeg 1001w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9072-293x300.jpeg 293w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9072-768x786.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9072-1501x1536.jpeg 1501w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9072-2002x2048.jpeg 2002w\" sizes=\"(max-width: 1001px) 100vw, 1001px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Certo, l\u2019insicurezza nel mio caso \u00e8 sempre in agguato. Mi chiedo: sar\u00f2 all\u2019altezza? Riusciranno i miei romanzi a cogliere lo spirito della nostra epoca? O potranno almeno aiutare qualcuno a passare qualche ora in maniera piacevole? Mi chiedo per\u00f2 se sia davvero necessario. Quando si cerca d\u2019intercettare il presente, si sprofonda nel passato. Basta guardare il flusso di post di qualunque rete sociale e paragonarli invece a queste rose bagnate, che sono sempre d\u2019attualit\u00e0. Per giunta le rose \u2013 nella loro gloriosa inutilit\u00e0 \u2013 sono sempre una buona notizia. Lo scriveva gi\u00e0 Dante:<\/p>\n\n\n\n<p>ch\u2019i\u2019 ho veduto tutto \u2019l verno prima<br>lo prun mostrarsi rigido e feroce<br>poscia portar la rosa in su la cima.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019altra parte del mondo, poco pi\u00f9 di un secolo prima di Dante, rifletteva sui fiori e sui pruni anche lo stesso Saigy\u014d, con il suo bastone di bamb\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><em>kono haru wa<\/em><br><em>shizu ga kakiho ni<\/em><br><em>furewabite<\/em><br><em>ume ga kaori tomemu<\/em><br><em>hito shitashimamu<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per questa primavera<br>voglio fare amicizia<br>con chi si accosta<br>alla mia siepe dimessa<br>cercando il profumo di pruno<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, in fondo si tratta di \u00abfare amicizia\u00bb. Bench\u00e9 la siepe sia \u00abdimessa\u00bb, il profumo \u00e8 sempre unico, \u00e8 sempre dotato di personalit\u00e0: nessuna intelligenza artificiale riuscir\u00e0 mai a sprigionarlo. L\u2019odore di una rosa o di una storia serve se crea un legame, anche minimo, anche provvisorio, se getta un ponte ideale fra me e gli altri, fra me e il mondo. Ho cominciato a raccontare quando fingevo che la <em>ranza<\/em> trovata con mio nonno fosse un cavallo o una spada, continuo adesso che sono pi\u00f9 vecchio e medito nel giardino intriso di pioggia. In fondo non c\u2019\u00e8 altro da dire.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9062-scaled.jpeg\"><img loading=\"lazy\" width=\"837\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9062-837x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7100\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9062-837x1024.jpeg 837w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9062-245x300.jpeg 245w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9062-768x939.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9062-1256x1536.jpeg 1256w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG_9062-1674x2048.jpeg 1674w\" sizes=\"(max-width: 837px) 100vw, 837px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Di solito per il mio compleanno pubblico un racconto inedito. Quest\u2019anno per\u00f2 faccio un\u2019eccezione. Visto che come dicevo sta per uscire il prossimo romanzo, di cui sto correggendo l\u2019ultima stesura, mi permetto invece di mettere il link a una lunga intervista con Michela Daghini, andata in onda di recente alla radio svizzera. Se qualcuno non ne avesse abbastanza di queste divagazioni sulle rose e le favole, qui trover\u00e0 altri cinquantotto minuti di parole.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.rsi.ch\/rete-uno\/programmi\/intrattenimento\/gli-incontri-di-rete-uno\/Andrea-Fazioli--3699510.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ascolta l&#8217;intervista<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo le parole, viene il tempo del silenzio.<br>Ricomincia a piovere.<br>Lascio il giardino, torno in casa. La mia figlia pi\u00f9 piccola, che ha poco pi\u00f9 di tre anni, ha detto di avere cucinato con sua madre \u00abuna torta a forma di volpe\u00bb per il mio compleanno. \u00abDevi assaggiarla!\u00bb mi ordina. \u00abSenti come profuma!\u00bb<br>Prima di chiudere \u2013 e prima di mangiare \u2013 ecco il sottofondo. Pu\u00f2 accompagnare sia la lettura, sia la contemplazione delle rose. \u00c8 il brano <em>To a wild rose<\/em>, composto da Edward Mac Dowell nel 1896 e interpretato con il sax tenore da Sonny Rollins a Montreux nel 1974. Buon ascolto, a presto!<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Sonny Rollins - To A Wild Rose (Live Montreux \/ 1974) (Official Audio)\" width=\"739\" height=\"416\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/PZaFPoGp14M?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>PS: Ecco infine le indicazioni dei libri che ho citato. Saigy\u014d, <em>Poesie dal mio rifugio<\/em>, a cura di Peter Otiv Norton, traduzione di Matteo Contrini, La Vita Felice, 2020. Vita Sackville-West, <em>Un giardino per tutte le stagioni<\/em>, traduzione di Marta Suatoni, Franco Muzzio, 1991 (2002); il libro contiene una raccolta degli articoli che Sackville-West pubblic\u00f2 nella sua rubrica di giardinaggio sull\u2019<em>Observer<\/em> fra il 1946 e il 1961. Ippolito Pizzetti, <em>Rosa<\/em>, in <em>Fiori e giardino<\/em>, Garzanti, 1998. William Robinson, <em>Il giardino naturale<\/em>, traduzione di Melani Traini, Franco Muzzio, 2014; il testo originale \u00e8 un grande classico della letteratura sul giardinaggio: risale al 1881 ed \u00e8 tuttora valido. Le parole di Montaigne provengono dal primo capitolo del terzo libro dei <em>Saggi<\/em>, i versi di Dante dal canto XIII del <em>Paradiso<\/em> (vv. 133-35).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per ascoltare questo articolo: Un pomeriggio d\u2019estate, tornando da una gita in montagna con mio nonno e mio fratello, trovammo un pezzo di falce abbandonato. 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