{"id":6792,"date":"2025-11-12T15:07:42","date_gmt":"2025-11-12T14:07:42","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=6792"},"modified":"2025-11-13T15:44:39","modified_gmt":"2025-11-13T14:44:39","slug":"lo-scatto-dellasino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2025\/11\/12\/lo-scatto-dellasino\/","title":{"rendered":"Lo scatto dell&#8217;asino"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Per ascoltare questo articolo:<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Nuova-registrazione-12.m4a\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche quando si \u00e8 soli, in bicicletta non si \u00e8 mai da soli.<br>C&#8217;\u00e8 il battito del cuore. Il flusso del sangue che va e viene. Il fiato. I pensieri che corrono dove vogliono. Ecco, questo \u00e8 il punto: i pensieri fuggono, prima che la parte pi\u00f9 cauta e razionale di me possa acciuffarli. Non voglio soffermarmi su un ragionamento, ma essere al massimo grado ricettivo. Desidero accogliere ci\u00f2 che arriva: una sensazione, un colore, il gracchiare di un corvo, il passaggio di un treno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/LagoCarena-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"749\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/LagoCarena-749x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6802\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/LagoCarena-749x1024.jpg 749w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/LagoCarena-219x300.jpg 219w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/LagoCarena-768x1050.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/LagoCarena-1123x1536.jpg 1123w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/LagoCarena-1498x2048.jpg 1498w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/LagoCarena-scaled.jpg 1872w\" sizes=\"(max-width: 749px) 100vw, 749px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>A volte lo sguardo mi porta lontano. Dopo essere salito a Carena, sopra Giubiasco, il blu dell&#8217;acqua mi accompagna lungo la discesa: il lago appare e scompare come un richiamo. Altre volte mi fermo per esaminare una ruga nell&#8217;asfalto, o per investigare l&#8217;origine di un odore. Proprio ieri ho sentito un calpestio attutito, come se qualcuno stesse correndo sull&#8217;erba. Ho rallentato, mi sono guardato intorno e ho visto un&#8217;ombra sulla sinistra. Un asino stava trottando, nel prato accanto alla strada, e mi ha superato di slancio. Poi si \u00e8 fermato. L&#8217;ho raggiunto e lui si \u00e8 rimesso a correre: in quel momento ho capito che mi stava sfidando a una volata. (Ho perso, naturalmente.)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Somaro-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"957\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Somaro-957x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6801\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Somaro-957x1024.jpg 957w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Somaro-280x300.jpg 280w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Somaro-768x821.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Somaro-1436x1536.jpg 1436w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Somaro-1915x2048.jpg 1915w\" sizes=\"(max-width: 957px) 100vw, 957px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Per me la narrazione \u00e8 legata al fatto di muovermi, di camminare. Le mie prime storie nacquero da bambino, nel tragitto fra la casa e la scuola che compivo insieme a qualche amico. A sei, sette anni non sapevamo ancora n\u00e9 leggere n\u00e9 scrivere. Ma dentro di noi c&#8217;era gi\u00e0 il senso del racconto, in parte perch\u00e9 \u00e8 costitutivo della nostra umanit\u00e0, in parte perch\u00e9 suscitato dalle storie che ci ripetevano i nostri genitori e i nostri nonni. E cos\u00ec, per ingannare la noia del tragitto, improvvisavamo lunghe vicende intricate, ricche di colpi di scena assurdi e di personaggi indistruttibili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/BiciGudo-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"800\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/BiciGudo-1024x800.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6803\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/BiciGudo-1024x800.jpg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/BiciGudo-300x234.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/BiciGudo-768x600.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/BiciGudo-1536x1200.jpg 1536w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/BiciGudo-2048x1600.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Ancora oggi, quando devo risolvere un problema di trama, mi viene istintivo uscire in bicicletta. E questo non perch\u00e9 il gesto di pedalare mi aiuti a riflettere. Anzi, la mente divaga: smarrisco i nessi logici e il pensiero, come un detenuto evaso da un carcere, si avventura per boscaglie e periferie. La fatica per\u00f2 mi prepara alla dimensione del racconto. Calcolare la distanza, tenere il ritmo, prestare attenzione al respiro: tutto questo \u00e8 necessario sia per scalare un colle, sia per scrivere un romanzo.<br>Un altro aspetto positivo \u00e8 che la bici mi allontana dalle preoccupazioni e dalle domande sterili. Qualcuno legger\u00e0 ci\u00f2 che scrivo? L&#8217;incrocio fra i miei mestieri precari mi permetter\u00e0 di guadagnare abbastanza per arrivare alla fine del mese? <br>Che importa, succeda quello che succeda. <br>Almeno in questo momento, la mia sola preoccupazione \u00e8 arrivare fino a quella curva. Poi fino alla cima. E poi ancora scendere e gestire il vento lungo la via del ritorno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Sonny Rollins - Jazz \u00e0 Vienne 2011 - LIVE HD\" width=\"739\" height=\"416\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/lxzuvS29lR8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>Il sassofonista Sonny Rollins, uno dei miei preferiti, fra il 1959 e il 1961 si ritir\u00f2 dalla scena. Voleva capire meglio dove stesse andando la sua musica, senza farsi distrarre dal frastuono del mondo. Cos\u00ec ricominci\u00f2 a studiare lo strumento. Per evitare le proteste dei vicini di casa si esercitava su un ponte sull&#8217;East River, a New York. In quel periodo accenn\u00f2 nel suo taccuino all&#8217;esigenza di mantenere la mente lucida e il cuore puro: \u00abNon dovrei essere compiaciuto o scoraggiato per com&#8217;\u00e8 riuscita un&#8217;esibizione o un assolo, ma rivolgere sempre la mia attenzione al SUONO della musica, in maniera che essa corrisponda al mio intento e al mio ideale.\u00bb<br>Lo scrive proprio cos\u00ec: SUONO. Tutto maiuscolo. <br>Nella libert\u00e0 di un giro in bici riesco a capire meglio quanto anche per me sia necessario conservare lo slancio. Ci sono problemi concreti: le scadenze, le copie vendute, le reazioni dei lettori, l&#8217;arte di balzare da un lavoro all&#8217;altro per sbarcare il lunario. Ma ci\u00f2 che conta davvero \u00e8 non smarrire la mia voce, cio\u00e8 la ragione per la quale continuo a raccontare. <br>\u00c8 un ponte, \u00e8 il mio tentativo di dare qualcosa al mondo. <br>Una voce che \u00e8 solo mia, intima, e che per\u00f2 non mi appartiene. Quella stessa voce che ho cominciato a cercare a sei anni, nel cammino avventuroso fra casa e scuola. E che, per fortuna, non ho ancora trovato.<\/p>\n\n\n\n<p>PS: La frase di Rollins risale agli anni del suo ritiro e proviene da <em>The Notebooks of Sonny Rollins<\/em>, a cura di Sam Reese, New York Review Books, 2024 (la traduzione \u00e8 mia). Il concerto nel video mostra invece un Rollins ottantunenne e sempre pieno di brio. Ho scelto quello spettacolo perch\u00e9 mi capit\u00f2 di sentirlo suonare dal vivo, a Zurigo, proprio in occasione della medesima <em>tourn\u00e9e<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per ascoltare questo articolo: Anche quando si \u00e8 soli, in bicicletta non si \u00e8 mai da soli.C&#8217;\u00e8 il battito del cuore. Il flusso del sangue che va e viene. Il fiato. I pensieri che corrono dove vogliono. 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