{"id":6288,"date":"2022-03-14T15:20:00","date_gmt":"2022-03-14T14:20:00","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=6288"},"modified":"2022-08-12T17:22:56","modified_gmt":"2022-08-12T15:22:56","slug":"ah-se-sapessi-disegnare","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2022\/03\/14\/ah-se-sapessi-disegnare\/","title":{"rendered":"Ah, se sapessi disegnare!"},"content":{"rendered":"\n<p><em>#Rubruk2022 \u00e8 un progetto di Yari Bernasconi e Andrea Fazioli<br><\/em><br><em>Guglielmo di Rubruk part\u00ec nel 1253 per una lunga spedizione in Asia. Il suo <\/em>Itinerarium<em>, redatto in latino, \u00e8 fra i pi\u00f9 bei resoconti di viaggio che siano mai stati scritti. Basta leggerne poche frasi per trovarsi nel cuore dell\u2019ignoto, oggi come ieri, desiderosi di conoscere ci\u00f2 che \u00e8 diverso da noi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RubrukFotoAutostrada-scaled.jpeg\"><img loading=\"lazy\" width=\"779\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RubrukFotoAutostrada-779x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6294\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RubrukFotoAutostrada-779x1024.jpeg 779w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RubrukFotoAutostrada-228x300.jpeg 228w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RubrukFotoAutostrada-768x1009.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RubrukFotoAutostrada-1169x1536.jpeg 1169w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RubrukFotoAutostrada-1558x2048.jpeg 1558w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RubrukFotoAutostrada-scaled.jpeg 1948w\" sizes=\"(max-width: 779px) 100vw, 779px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-container-1 wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container\">\n<p class=\"has-text-align-center has-medium-font-size\"><strong>Rubruk<\/strong><br>Divagazioni intorno ai viaggi di Guglielmo di Rubruk<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Secondo episodio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>3) <strong>\u00abIn nessun luogo hanno una citt\u00e0 stabile, e neppure sanno dove l\u2019avranno domani\u00bb.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Stiamo pedalando affiancati, quando comincia a piovere. L\u2019asfalto diventa scivoloso. La salita \u00e8 ancora lunga, cos\u00ec decidiamo di fermarci sotto una tettoia arrugginita. Sembra la vecchia fermata di un autobus. Met\u00e0 della struttura \u00e8 ricoperta di erica e altri rampicanti. Sotto, seminascosto dalle erbacce, c\u2019\u00e8 il pannello che un tempo doveva ospitare gli orari. Appoggiamo le biciclette a un grosso albero, forse un faggio. Lasciamo il casco sulla testa e ascoltiamo il nostro respiro che torna regolare.<br>\u2013 Guarda come viene gi\u00f9.<br>\u2013 Che facciamo, aspettiamo?<br>\u2013 Ma s\u00ec, fra poco smette.<br>\u2013 Tanto abbiamo tempo.<br>Parliamo senza pensarci, come per dimostrare a noi stessi che non stiamo sognando, siamo l\u00ec veramente, in piedi, uno accanto all\u2019altro. Dietro le nuvole e la pioggia c\u2019\u00e8 ancora il sole a scaldare l\u2019aria.<br>Poi succede tutto in un attimo: chiudiamo gli occhi e siamo a casa. Per una manciata di secondi sentiamo di appartenere a qualcosa. Siamo in viaggio, sostiamo sotto un riparo improvvisato, quasi nulla sappiamo della terra su cui poggiano i nostri piedi, eppure la consapevolezza \u00e8 talmente forte che quando apriamo gli occhi quello ci\u00f2 che abbiamo intorno \u2013 la ruggine, l\u2019edera, gli alberi, l\u2019asfalto \u2013 assume un nuovo, prezioso significato.<br>Ieri, in autostrada, ci siamo fermati in un\u2019area di servizio dove stazionavano molte roulotte. Era un gruppo di Jenisch. Alcune bambine che giocavano con un pallone ci hanno salutato con le mani, gridando qualcosa. Abbiamo risposto incuriositi. Quelle erano le loro abitazioni, pronte per ripartire. Fisse nel movimento. Radicate in quella geografia mobile che tanto sembra impossibile agli stanziali, e che invece loro continuano a chiamare casa.<br>Chiss\u00e0 dove saranno oggi, ci chiediamo a mezza voce. Poi recuperiamo le biciclette, beviamo un sorso d\u2019acqua e riprendiamo la salita.<\/p>\n\n\n\n<p>4) <strong>\u00abEntrando in casa, gli uomini non appendono mai la loro faretra sul lato delle donne\u00bb.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel Medioevo li chiamavano Tartari. Allora come oggi, basta nominarli per evocare guerrieri indecifrabili e possenti, assalti all\u2019arma bianca, tempeste di frecce, maestose cavalcate nell\u2019infinito enigma della steppa. Eppure anche il Tartaro, quando la sera rientra a casa, ha le sue piccole abitudini. Noi appoggiamo le chiavi sul piattino all\u2019ingresso, lui appende la faretra sempre dalla stessa parte.<\/p>\n\n\n\n<p>5) <strong>\u00abLe donne si fanno costruire dei carri bellissimi, che saprei descrivervi solo con un disegno; ma in verit\u00e0 tutto quanto vi avrei dipinto, se sapessi disegnare!\u00bb.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Guglielmo scrive. Poi si volta. Ci scruta in silenzio per qualche secondo. Infine borbotta: \u00abNon \u00e8 che voi sapete disegnare, per caso?\u00bb Ci guardiamo negli occhi. Non \u00e8 stato facile convincerlo a portarci con lui: non sembriamo esattamente due esploratori pronti a un viaggio nella steppa, fra sconosciute trib\u00f9 di Tartari. Per\u00f2 avevamo i nostri due taccuini, una scorta di buona volont\u00e0, oltre a maglioni di lana e scarpe robuste. Guglielmo, che gira invece per la steppa con i sandali da frate, ci ha raccomandato pi\u00f9 volte di non perderci e noi facciamo del nostro meglio. Ma un disegno? \u00abDisegnare non \u00e8 il nostro forte, purtroppo\u00bb. Lui risponde qualcosa d\u2019incomprensibile in fiammingo. Forse si chiede quale sia il nostro forte.<br>La bellezza di quei carri rester\u00e0 insomma un mistero. Gli storici descriveranno esemplari simili, gli esperti ne ricostruiranno la forma e gli addobbi. Quei carri, per\u00f2, proprio quelli, cos\u00ec come apparivano nell\u2019estate del 1253, saranno per sempre velati dalla loro stessa bellezza: <em>pulcherrimas bigas<\/em>, scrive Gugliemo, ammutolito per lo stupore. Noi in verit\u00e0 qualche schizzo sui taccuini l\u2019abbiamo fatto. E senza dubbio avremmo potuto scattare una foto con i nostri cellulari (li abbiamo infilati nello zaino di nascosto). Ma perch\u00e9? A che proposito? Ci sono cose che non si possono dire, ed \u00e8 bene che sia cos\u00ec. Il mondo ha bisogno anche di silenzio.<br><em>Ah, se sapessi disegnare!<\/em> Lo stile di Guglielmo \u00e8 immediato, pieno di vita, e i suoi silenzi sono eloquenti. Ancora oggi, del resto, noi ci aggrappiamo alla sua tonaca per partecipare al suo viaggio, e giorno dopo giorno impariamo a conoscere il mondo. E se Guglielmo vivesse nel 2022? Se avesse postato tutto sul suo profilo Instagram, fotografie e dirette video? Vogliamo credere che anche oggi Guglielmo avrebbe avuto la saggezza di spegnere il cellulare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RubrukGraffiti2-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" data-id=\"6296\"  src=\"https:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RubrukGraffiti2-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6296\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RubrukGraffiti2-1024x768.jpg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RubrukGraffiti2-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RubrukGraffiti2-768x576.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RubrukGraffiti2-1536x1152.jpg 1536w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/RubrukGraffiti2-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>PS: Potete leggere <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2022\/01\/31\/un-altro-mondo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a> il primo episodio.<\/p>\n\n\n\n<p>PPS: Le frasi in grassetto sono tratte dall\u2019<em>Itinerarium<\/em> di Guglielmo, secondo l\u2019edizione stabilita da Paolo Chiesa in G. di Rubruk, <em>Viaggio in Mongolia<\/em>, Fondazione Lorenzo Valla \/ Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2011. Spesso abbiamo usato la versione italiana dello stesso Chiesa; qualche volta abbiamo invece tradotto noi stessi dal testo latino.<\/p>\n\n\n\n<p>PPPS: Negli anni fra il 1237 e il 1242 un\u2019orda di guerrieri mongoli avanz\u00f2 verso l\u2019Europa. I Tartari, come venivano chiamati, si spinsero in Russia, Polonia, Boemia, Ungheria, devastando citt\u00e0 e villaggi. L\u2019esercito arriv\u00f2 fino all\u2019Adriatico e si ritir\u00f2 soltanto alla morte del comandante \u00d6gedei Khan. Qualche anno dopo, nel 1253, il re di Francia Luigi IX decise d\u2019inviare un ambasciatore verso le steppe, per tentare qualche relazione con i Mongoli. Il sovrano si affid\u00f2 a un frate fiammingo, Guglielmo di Rubruk, che viaggi\u00f2 per due anni nei territori dell\u2019Asia Centrale fino a Karakorum, dove risiedeva il Gran Khan M\u00f6ngke. Guglielmo, capace di percorrere grandi distanze in poco tempo (pi\u00f9 di dodicimila chilometri in totale) era colto, robusto e dotato di buon senso. Sapeva parlare con i re e con i poveri, con un monaco buddista o con uno sciamano, con un soldato o con un prigioniero. Era aperto e curioso nei confronti delle lingue, delle usanze, delle abitudini dei popoli stranieri. Il suo <em>Itinerarium<\/em> \u00e8 uno dei pi\u00f9 bei libri di viaggio medievali (e anche oltre).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>#Rubruk2022 \u00e8 un progetto di Yari Bernasconi e Andrea FazioliGuglielmo di Rubruk part\u00ec nel 1253 per una lunga spedizione in Asia. Il suo Itinerarium, redatto in latino, \u00e8 fra i pi\u00f9 bei resoconti di viaggio che siano mai stati scritti. Basta leggerne poche frasi per trovarsi nel cuore dell\u2019ignoto, oggi come ieri, desiderosi di conoscere&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2022\/03\/14\/ah-se-sapessi-disegnare\/\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Ah, se sapessi disegnare!<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[81,6,20],"tags":[1375,84,1376,1369,1370,1368,1374,1364,1365,120,1366,663,1367,21,708,155],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6288"}],"collection":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6288"}],"version-history":[{"count":15,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6288\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6309,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6288\/revisions\/6309"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6288"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6288"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6288"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}