{"id":6206,"date":"2021-04-22T18:51:36","date_gmt":"2021-04-22T16:51:36","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=6206"},"modified":"2023-05-14T21:42:48","modified_gmt":"2023-05-14T19:42:48","slug":"lalbero-e-la-fanciulla","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2021\/04\/22\/lalbero-e-la-fanciulla\/","title":{"rendered":"L&#8217;albero e la fanciulla"},"content":{"rendered":"\n<p>Qualche giorno fa, nella citt\u00e0 dove abito, abbiamo votato per eleggere i membri del Municipio e del Consiglio comunale. Mentre scorrevo le liste con i nomi, ognuno con accanto un quadratino pronto ad accogliere la X della preferenza, mi \u00e8 venuto uno strano desiderio: avrei voluto votarli tutti. Era impossibile, naturalmente, per\u00f2 mi \u00e8 spiaciuto lasciare vuoti quei piccoli, fiduciosi quadrati. Avrei voluto votarli perch\u00e9 riconoscevo in quelle donne e in quegli uomini la speranza nel futuro, nonostante tutto. Quella gente ha la certezza che il domani possa essere migliore dell\u2019oggi. Non solo: ognuno di loro pensa di poter contribuire a questo miglioramento, a questa sempre maggiore compiutezza del mondo (o almeno della nostra citt\u00e0).<br>Non \u00e8 un sentimento da prendere alla leggera.<br>Quando scrivo, studio, lavoro, quando faccio tutto quello che devo fare, sono mosso dalla speranza? In teoria direi di s\u00ec: se non avessi speranza non riuscirei a scrivere; senza un minimo di fiducia non \u00e8 possibile compiere un atto creativo. Ma un conto \u00e8 la speranza come quieto fondamento, come ipotesi di base che non richiede pi\u00f9 verifiche. Un altro conto \u00e8 la speranza come brivido, come vitalit\u00e0 che pervade i gesti pi\u00f9 banali, che d\u00e0 senso a ogni parola, a ogni pensiero. Quella speranza non basta raccontarsela, deve scaturire dal mondo, dev\u2019esserci qualcosa nel mondo che incontra il mio io, con tutte le sue ruggini, e che cambia il mio sguardo. Che speranza sarebbe, se non cambiasse lo sguardo?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1001\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Salice-1001x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6208\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Salice-1001x1024.jpg 1001w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Salice-293x300.jpg 293w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Salice-768x786.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Salice-1502x1536.jpg 1502w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Salice-2002x2048.jpg 2002w\" sizes=\"(max-width: 1001px) 100vw, 1001px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Insomma, la speranza deve mutare il mio modo di vivere (e di scrivere). Ma in che modo? La speranza \u00e8 un sommovimento che avviene nel sottosuolo, coinvolgendo parti di me che nemmeno conosco. Spesso mi chiedo dove sia, in quale cunicolo di miniera. Ci sono giornate in cui ogni cosa prende un gusto amaro: l\u2019amicizia, il lavoro, i gesti consueti come gli eventi inattesi. Non mi accade niente di doloroso. Semplicemente la bellezza si ritira dalla realt\u00e0, e di colpo non mi aspetto pi\u00f9 niente. La presenza del male intorno a me e dentro di me \u00e8 particolarmente acuta, come una ferita che pulsa. \u00c8 difficile da spiegare: non perdo la speranza, poich\u00e9 continuo a riconoscere le mie ragioni per avere fiducia. Ma sentite com\u2019\u00e8 astratta questa frase?&nbsp;<em>Continuo a riconoscere le mie ragioni per avere fiducia<\/em>. Provate a ripeterla una, due, dieci volte, e vi accorgerete che il senso svanisce. E allora? Allora non mi resta che aspettare. Le cose accadono, questo \u00e8 certo. Prima o poi le cose accadono, dentro gli esseri umani e fuori, nel tessuto della quotidianit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Vista-dal-balcone-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6209\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Vista-dal-balcone-1024x768.jpg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Vista-dal-balcone-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Vista-dal-balcone-768x576.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Vista-dal-balcone-1536x1152.jpg 1536w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Vista-dal-balcone-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Stamattina mi sono affacciato al balcone. Sulla strada sotto casa passavano due ragazzini: lui in bicicletta e lei su un monopattino. Saranno stati sui dieci, undici anni. Lui stava dicendo una frase che mi ha sorpreso: \u00abOrmai ho imparato a tenere sempre le mani sul manubrio\u00bb. Lei gli ha risposto qualcosa che non ho capito e poi gli ha fatto una domanda. Lui si scherniva: \u00abNo, \u00e8 meglio di no!\u00bb. Stavano passando dietro l\u2019angolo quando, prima che sparissero alla mia vista, il ragazzo ha staccato le mani dal manubrio. Subito dopo ho sentito la risata di lei: squillante, due toni acuti in crescendo. E lui: \u00abEcco, vedi?\u00bb Ho immaginato che le avesse dato un saggio della sua incapacit\u00e0 di pedalare senza mani. E lei aveva riso. Quella risata mi \u00e8 rimasta nelle orecchie. Non era di scherno, e non era nemmeno finta. Era quasi un singulto, una piccola, stridula esplosione. La grazia di quel suono consisteva proprio nel suo essere goffo. Era una risata di quelle che risuonano nella fanciullezza, e che poi si sentono sempre pi\u00f9 di rado.<br>All\u2019et\u00e0 del ragazzino che teneva le mani sul manubrio, una risata del genere sarebbe bastata per farmi invaghire della sua coetanea in monopattino. Gli innamoramenti giovanili sembrano assurdi solo a chi ha dimenticato che cosa siano quegli anni, quelle lunghe incertezze, quelle bufere. Saranno sentimenti goffi, proprio come la risata, ma non per questo superficiali.<br>Alla mia et\u00e0, invece, la risata mi ha colpito come la frase di un blues. Nella mia mente la musica era triste, era la percezione di una distanza. Ma nel fondo della tristezza c\u2019era un moto di allegria inestirpabile. Non \u00e8 sempre necessario riepilogare le ragioni della speranza: a volte essa si presenta da sola, vivida, intatta, come un\u2019evidenza alla quale non posso che arrendermi. Ovviamente non \u00e8 priva di senso \u2013 non sto parlando di un sentimento assurdo \u2013 ma \u00e8 qualcosa in pi\u00f9 di tutte le sue ragioni: il totale non corrisponde agli addendi. \u00c8 come lo zampillo di una sorgente in una terra inaridita. Tutti gli indizi, le misurazioni, i calcoli mi portano a sapere che l\u00e0 sotto c\u2019\u00e8 una falda acquifera, a immaginarne la direzione e le dimensioni. Ma una sorgente che sgorga da una roccia \u00e8 sempre una cosa diversa.<br>\u00c8 tutto qui. La speranza \u00e8 una cosa diversa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"932\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/PrimaveraBzona-932x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6210\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/PrimaveraBzona-932x1024.jpg 932w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/PrimaveraBzona-273x300.jpg 273w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/PrimaveraBzona-768x843.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/PrimaveraBzona-1399x1536.jpg 1399w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/PrimaveraBzona-1865x2048.jpg 1865w\" sizes=\"(max-width: 932px) 100vw, 932px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Sto parlando degli aspetti antropologici della speranza. Volutamente non ne approfondisco la sostanza, cio\u00e8 le ragioni di cui scrivevo sopra. Ognuno potr\u00e0 confrontare le mie osservazioni con la propria storia personale. Anche se le radici differiscono, infatti, credo che nel suo nascondersi e manifestarsi ogni forma di speranza si assomigli. Proprio per questo ho cominciato questa divagazione parlando degli inesorabili quadratini elettorali. Qualcuno dir\u00e0 che i candidati esprimono speranze completamente differenti fra di loro; senza dubbio, ma quello che pi\u00f9 mi preme \u00e8 l\u2019essenza comune della speranza, come espressione costitutiva del nostro essere uomini e donne capaci d\u2019immaginazione, desiderio e volont\u00e0.<br>Tutto pu\u00f2 richiamare la speranza: un quadrato vuoto in una lista, la risata di una ragazzina o un albero in primavera, come scrive Margherita Guidacci in una poesia intitolata&nbsp;<em>Inizio di primavera<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Una fanciulla ride dentro di me, incantevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio albero ha contato gli anelli<br>del suo midollo, senza tralasciarne<br>neppur uno, conosce ogni grinza<br>della sua corteccia, il suo logoro corpo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la sua anima ride dentro ogni foglia nuova.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi versi mi sono tornati in mente dopo l\u2019episodio della risata. Nella poesia per\u00f2 si tratta di una \u201cfanciulla interiore\u201d\u2026 forse \u00e8 cos\u00ec, forse quel tipo di risata, quella particolare forma di leggiadria si pu\u00f2 ritrovare anche dentro di noi. Per me comunque \u00e8 pi\u00f9 facile immedesimarmi nell\u2019albero. Mi rendo conto che non sempre la mia anima riesce a ridere \u00abdentro ogni foglia nuova\u00bb, anche perch\u00e9 non sempre ha coscienza della novit\u00e0. Di certo \u00e8 pi\u00f9 facile sentire gli anelli, le grinze della corteccia, le rugosit\u00e0 del proprio rimuginare. Un aspetto che mi colpisce \u00e8 l\u2019intima connessione fra questo cuore legnoso e le foglie nuove: in fondo esse scaturiscono proprio dal \u00ablogoro corpo\u00bb, con tutte le sue ferite.<br>La speranza \u00e8 per forza di cose intricata con il dolore, la sofferenza. Altrimenti sarebbe solo un ottimismo stolido. Vorrei precisare il sentimento da me provato sul balcone con l\u2019aiuto di un brano musicale. Pi\u00f9 che un blues, penso a uno spiritual: <em>Sometimes I feel like a motherless child<\/em>, nell\u2019interpretazione che ne danno in duo Archie Shepp al saxofono e Horace Parlan al pianoforte.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Sometimes I Feel Like a Motherless Child\" width=\"739\" height=\"554\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/IcmGBVFbZoI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>La voce del sax esprime la solitudine, anzi, la desolazione. Le parole non ci sono, ma \u00e8 come se ci fossero, nascoste nell\u2019improvvisazione di Shepp. \u00c8 un pianto, \u00e8 il lamento di chi si sente come un bambino senza madre, perduto, lontano da casa:&nbsp;<em>a long way is from home\u2026<\/em> Ma la canzone lascia uno spiraglio, anche solo perch\u00e9 il testo dice&nbsp;<em>sometimes<\/em>, qualche volta, non sempre. Perfino in quei momenti oscuri resta la possibilit\u00e0 di un altro stato d\u2019animo. Del resto, insieme alla scalata verso le note acute, verso il singhiozzo aspro, la voce del sax canta anche nelle note basse, che sembrano corrispondere a una sorta di presenza materna. La voce di chi \u00e8 strappato via, di chi \u00e8 senza casa, si mescola a questa vibrazione bassa, intensa, come un promemoria: tieni duro, tutto questo passer\u00e0, tutto questo non cancella la speranza di una madre, di una casa, di una presenza amica.<\/p>\n\n\n\n<p>PS: La poesia&nbsp;<em>Inizio di primavera<\/em> \u00e8 tratta dalla raccolta&nbsp;<em>Inno alla gioia<\/em> (Nardini, 1983) e si trova pure in&nbsp;<em>Poesia come un albero<\/em> (Marietti, 2010). Il brano di Archie Shepp proviene dall\u2019album&nbsp;<em>Goin\u2019 Home<\/em> (Steeplechase, 1977).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa, nella citt\u00e0 dove abito, abbiamo votato per eleggere i membri del Municipio e del Consiglio comunale. Mentre scorrevo le liste con i nomi, ognuno con accanto un quadratino pronto ad accogliere la X della preferenza, mi \u00e8 venuto uno strano desiderio: avrei voluto votarli tutti. Era impossibile, naturalmente, per\u00f2 mi \u00e8 spiaciuto&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2021\/04\/22\/lalbero-e-la-fanciulla\/\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">L&#8217;albero e la fanciulla<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[13,34,8],"tags":[252,1337,353,1344,1170,1339,1338,1340,1345,1341,45,1342,173,1343,566],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6206"}],"collection":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6206"}],"version-history":[{"count":8,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6206\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6469,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6206\/revisions\/6469"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}