{"id":5879,"date":"2020-07-22T22:21:51","date_gmt":"2020-07-22T20:21:51","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=5879"},"modified":"2020-07-31T22:11:17","modified_gmt":"2020-07-31T20:11:17","slug":"tutto-accade-a-me","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2020\/07\/22\/tutto-accade-a-me\/","title":{"rendered":"Tutto accade a me"},"content":{"rendered":"<p>Dov\u2019\u00e8 casa mia? Domanda insidiosa. Nei miei giochi da bambino facevo costruire a vari personaggi elaborate abitazioni di mattoncini. Poi, quando la situazione era stabile, di colpo distruggevo tutto per poter ricominciare dal desiderio di una casa.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/56F15ED0-9DFC-4E11-8094-02DDDFD49188.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5889 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/56F15ED0-9DFC-4E11-8094-02DDDFD49188-300x209.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/56F15ED0-9DFC-4E11-8094-02DDDFD49188-300x209.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/56F15ED0-9DFC-4E11-8094-02DDDFD49188-768x535.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/56F15ED0-9DFC-4E11-8094-02DDDFD49188-1024x713.jpg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/56F15ED0-9DFC-4E11-8094-02DDDFD49188.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Oggi nel mondo ci sono ottanta milioni di profughi, cui si aggiungono almeno centosessanta milioni di persone senza dimora. Ho citato gli ultimi dati disponibili, ma le cifre sono di certo pi\u00f9 alte; senza contare chi abita in un tugurio. \u00c8 un privilegio avere delle pareti, un tetto sopra la testa. Se dispongo di un edificio nel quale vivere non \u00e8 certo merito mio; tutto ci\u00f2 che abbiamo \u2013 lavoro, denaro, relazioni, oggetti \u2013 non \u00e8 mai compiutamente nostro. Credo che la mia inquietudine a proposito del concetto di \u201ccasa\u201d sia legata a questo, ma anche alla scrittura, alla necessit\u00e0 di partire ogni volta dal vuoto per abitarlo con una storia.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/lU8QRdNeOqM\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nDi recente la citt\u00e0 di Lugano mi ha chiesto una citazione per un progetto contro l\u2019ansia da Covid-19 (trovate <a href=\"https:\/\/ticinoscienza.ibsafoundation.org\/ticino_scienza\/il-potere-delle-parole-contro-la-solitudine-e-ansia-da-covid\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a> i dettagli). Ho scelto una frase dal libro <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/CSIlcommissarioelabadante.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il commissario e la badante <\/em><\/a>(<a href=\"https:\/\/www.guanda.it\/libri\/andrea-fazioli-il-commissario-e-la-badante-9788823523159\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Guanda<\/a>).<\/p>\n<p>\u00abCasa\u00a0non \u00e8 famiglia, non basta la famiglia,\u00a0casa\u00a0non \u00e8 patria, e neppure sicurezza o lavoro o figli da crescere. \u00c8 un luogo ideale a cui\u00a0appartenere; un territorio vasto, dove ci si pu\u00f2 perdere, ma nel quale riconoscere i punti di riferimento dell\u2019amicizia, della condivisione, della\u00a0tenerezza.\u00bb<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_5294.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5883 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_5294-235x300.jpg\" alt=\"\" width=\"235\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_5294-235x300.jpg 235w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_5294-768x982.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_5294-800x1024.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 235px) 100vw, 235px\" \/><\/a>Anche dopo aver trovato una casa, bisogna continuare a cercarla. I protagonisti del libro vivono questa tensione verso un modo di abitare pi\u00f9 compiuto, seguendo un filo conduttore che unisce i vari racconti. Un vecchio ex commissario di polizia, non pi\u00f9 del tutto autosufficiente, assume una badante tunisina. Fra i due personaggi c\u2019\u00e8 una spaccatura: lui anziano e lei giovane; lui scettico e lei musulmana; lui benestante, proprietario di un appartamento e lei migrante, strappata alle sue radici. Il riconoscimento dell\u2019alterit\u00e0 \u00e8 un gesto difficile, perch\u00e9 l\u2019istinto suggerisce di eliminare la differenza. Ci sono molteplici reazioni: ignorare l\u2019altro, limitarsi a tollerarlo (ma senza volerlo conoscere), fingere che non sia diverso (rinunciando al concetto stesso d\u2019identit\u00e0), respingerlo o aggredirlo.<br \/>\nInvece la differenza \u00e8 vitale. \u00c8 proprio grazie a essa che un rapporto diventa dinamico. Cos\u00ec succede ai miei personaggi: i punti di vista dell\u2019uno e dell\u2019altra, per forza limitati, si arricchiscono a vicenda. E io? Quando trovai i personaggi, avevo in mente due individui distanti fra di loro, senza riflettere sul fatto che entrambi erano distanti anche da me. All\u2019inizio non fu semplice: la tentazione, pure quando si scrive, \u00e8 sempre quella di rifugiarsi in una casa conosciuta. Poi per\u00f2, racconto dopo racconto, mi sono affidato agli occhi di Zaynab Ammar che incrociavano quelli di Giorgio Robbiani.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_5109.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5891 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_5109-272x300.jpg\" alt=\"\" width=\"272\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_5109-272x300.jpg 272w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_5109-768x848.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/IMG_5109-927x1024.jpg 927w\" sizes=\"(max-width: 272px) 100vw, 272px\" \/><\/a>Questo incontro ha mutato anche il mio modo di narrare. Proprio per questo nelle storie affiorano stili diversi (dall\u2019umorismo alla tensione drammatica) e generi diversi (dal poliziesco al racconto minimalista). Anche i luoghi, dalla Svizzera italiana a Milano, da Zurigo alla Toscana, appartengono alla mia vicenda personale, rinnovata dalle vite di Zaynab e Robbiani. Le loro vicissitudini, le loro sofferenze e le loro gioie diventavano le mie. In un certo senso tutto \u00e8 accaduto a me: la perdita della moglie dopo anni di matrimonio, lo sbarco in Europa, la stanchezza della vecchiaia, il prendersi cura di un estraneo, la paura, la curiosit\u00e0, l\u2019accettazione della propria fragilit\u00e0. Tutto continua ad accadere: anche se ho concluso la serie di racconti, Zaynab e Robbiani continuano a vivere in chi legge il libro\u2026 e di tanto in tanto tornano nei miei pensieri.<br \/>\n<em>Everything Happens to Me\u00a0<\/em>(\u201ctutto accade a me\u201d) \u00e8 il titolo di una canzone del 1940, scritta da Tom Adair (parole) e Matt Dennis (musica). Diventata uno standard del jazz, venne interpretata da numerosi musicisti e cantanti, da Bill Evans a Sonny Rollins, da Ella Fitzgerald a Billie Holiday, da Thelonious Monk a Gerry Mulligan, Stan Getz, Joe Pass e altri ancora. Di recente ho ascoltato la versione del saxofonista Tina Brooks, che mi avvince in maniera particolare.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/6oVzhPK_-Dk\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nBrooks indugia nella melodia, con un suono caldo e insieme un po\u2019 ruvido, accompagnato da grandi musicisti: Lee Morgan alla tromba, Sonny Clark al piano, Doug Watkins al basso e Art Blakey alla batteria. Le frasi di Brooks mostrano un musicista consapevole, capace di pensiero logico e di arguzia (per esempio nella cadenza finale). Ci\u00f2 che mi colpisce \u00e8 pensare che il brano, inciso nel 1958 per l\u2019album <em>Minor Mood\u00a0<\/em>(Blue Note), usc\u00ec soltanto nel 1980 in Giappone, sei anni dopo la morte di Brooks.<br \/>\n\u00c8 malinconica la vicenda di Harold Floyd \u201cTina\u201d Brooks (Fayetteville, 7 giugno 1932 \u2013 New York, 13 agosto 1974). Amato e stimato da molti altri musicisti, non ebbe mai la piena fiducia della sua casa discografica. <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/A0246F15-6B3D-4844-96C7-7F53D15F67AD.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-5893 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/A0246F15-6B3D-4844-96C7-7F53D15F67AD-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/A0246F15-6B3D-4844-96C7-7F53D15F67AD-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/A0246F15-6B3D-4844-96C7-7F53D15F67AD-768x576.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/A0246F15-6B3D-4844-96C7-7F53D15F67AD-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nonostante la sua indubbia bravura, venne tenuto all\u2019ombra: suon\u00f2 nei dischi degli altri, ma registr\u00f2 pochissimo a suo nome (e ancora meno venne pubblicato). Questo accadde forse a causa del suo carattere schivo, della sua incapacit\u00e0 di imporsi; era sicuro di s\u00e9 solo quando suonava. Fin da bambino non si sentiva a suo agio in mezzo agli altri. Quando la sua famiglia si trasfer\u00ec a New York, nel 1944, il dodicenne Tina non riusc\u00ec a legare con nessuno, venne isolato e maltrattato dai suoi coetanei, tanto che lo rimandarono a Fayetteville, in una famiglia di parenti, fino al 1949. Registr\u00f2 per l\u2019ultima volta in studio nel 1961, poi divenne sempre pi\u00f9 dipendente dall\u2019eroina. Mor\u00ec di un\u2019insufficienza renale nel 1974, ormai ridotto a mendicare per vivere. Ecco, per Tina Brooks, per chi viene lasciato indietro, per chi si ritrova sulla strada, per chi sente il taglio della solitudine, della disperazione, per tutti loro \u2013 anche se magari non serve a niente \u2013 cerco di non sentirmi mai troppo a casa. Soprattutto quando scrivo.<\/p>\n<p>PS: Il primo video di questo articolo \u00e8 il \u201cbooktrailer\u201d realizzato da Alessandro Tomarchio. Trovate <a href=\"https:\/\/www.andreafazioli.ch\/libri\/il-commissario-e-la-badante\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a> altre informazioni su <em><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/CSIlcommissarioelabadante.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il commissario e la badante<\/a>\u00a0<\/em>e <a href=\"https:\/\/www.andreafazioli.ch\/novita\/robbianizaynab-on-tour\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a> le date delle prossime presentazioni.<\/p>\n<p>PPS: Di recente ho traslocato. A mezza via mi sono trovato in bilico tra due case vuote, o semivuote; le fotografie che illustrano l\u2019articolo sono state scattate durante questa esperienza di sospensione esistenziale.<\/p>\n<p>PPPS: I dati sui profughi provengono dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.unhcr.org\/figures-at-a-glance.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ACNUR<\/a>, l\u2019Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. I dati sui senza casa sono tratti da uno studio della <a href=\"https:\/\/yaleglobal.yale.edu\/content\/cities-grow-so-do-numbers-homeless\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Yale University<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dov\u2019\u00e8 casa mia? Domanda insidiosa. Nei miei giochi da bambino facevo costruire a vari personaggi elaborate abitazioni di mattoncini. Poi, quando la situazione era stabile, di colpo distruggevo tutto per poter ricominciare dal desiderio di una casa. 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