{"id":4717,"date":"2019-01-22T11:10:41","date_gmt":"2019-01-22T10:10:41","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=4717"},"modified":"2019-01-24T14:05:50","modified_gmt":"2019-01-24T13:05:50","slug":"lezioni-di-volo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2019\/01\/22\/lezioni-di-volo\/","title":{"rendered":"Lezioni di volo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/7209E3F8-5863-4902-A8D3-CA0A4B8EA851.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4695 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/7209E3F8-5863-4902-A8D3-CA0A4B8EA851-300x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/7209E3F8-5863-4902-A8D3-CA0A4B8EA851-300x300.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/7209E3F8-5863-4902-A8D3-CA0A4B8EA851-150x150.jpeg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/7209E3F8-5863-4902-A8D3-CA0A4B8EA851-768x768.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/7209E3F8-5863-4902-A8D3-CA0A4B8EA851-1024x1024.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sulla mia scrivania c\u2019\u00e8 una pulcinella di mare (<em>fratercula arctica<\/em>). \u00c8 piccola, con il manto nero, il petto bianco. Le zampe e il grande becco sono arancioni. Va precisato che mai la pulcinella di mare spiccher\u00e0 il volo, dal momento che non si tratta di un uccello bens\u00ec di un\u2019ocarina. In altre parole, \u00e8 uno strumento musicale travestito da pulcinella. Ci siamo incontrati qualche mese fa a Lima, in Per\u00f9. Lei stava in una cesta con altre ocarine a forma di uccello. Mi guardava. Io non avevo intenzione di comperare ocarine, per\u00f2 lei mi guardava. E ora eccola qui, accanto al mio computer. Io scrivo, lei continua a fissarmi. Entrambi, lo sappiamo bene, non voleremo mai. Ma entrambi desideriamo volare.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/E111341E-46F2-44C3-A305-01341443BC28.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4709\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/E111341E-46F2-44C3-A305-01341443BC28-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/E111341E-46F2-44C3-A305-01341443BC28-300x169.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/E111341E-46F2-44C3-A305-01341443BC28-768x432.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/E111341E-46F2-44C3-A305-01341443BC28-1024x575.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La <em>fratercula arctica<\/em>\u00a0vive nell\u2019Atlantico settentrionale e sfreccia nell\u2019aria a novanta chilometri all\u2019ora, battendo le ali quattrocento volte al minuto. La mia fratercula da scrivania, invece, proviene dal Per\u00f9, sta ferma e ascolta il ticchettio dei tasti. Credo che, pur essendo di terracotta, conservi dentro di s\u00e9 un barlume di nostalgia per gli immensi cieli nel nord, le scogliere, il fragore delle onde. E io? In quanto essere umano, ovviamente, non posso volare (intendo volare davvero, senza deltaplani, elicotteri, astronavi o paracadute). Ma proprio in quanto <em>homo sapiens<\/em>, covo una segreta aspirazione a librarmi nell\u2019aria. Fra le pi\u00f9 antiche narrazioni giunte fino a noi ci sono testi cuneiformi assiri del II millennio a.C. in cui si menziona il sogno di volare. Ma secondo me gi\u00e0 l\u2019<em>australopithecus afarensis<\/em>, dopo aver imparato a camminare in posizione eretta, deve avere accarezzato il sogno di un altro passo evolutivo: sollevarsi, muoversi nel vuoto, cambiare orizzonte alla velocit\u00e0 con cui mutano i pensieri.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C397B524-01C3-4DC6-BFDF-B15B2C0554FF.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4688 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C397B524-01C3-4DC6-BFDF-B15B2C0554FF-300x193.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"193\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C397B524-01C3-4DC6-BFDF-B15B2C0554FF-300x193.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C397B524-01C3-4DC6-BFDF-B15B2C0554FF-768x493.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C397B524-01C3-4DC6-BFDF-B15B2C0554FF-1024x658.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Torniamo alla tastiera del mio computer. Per due esseri irrimediabilmente terrestri come me e la mia povera <em>fratercula mensae scriptoriae<\/em>, scrivere parole che portino lontano pu\u00f2, almeno in parte, sostituire l\u2019azione di volare.<br \/>\nPrima ho scritto \u201cPer\u00f9\u201d. Adesso aggiungo: domenica mattina, primavera, <em>pisco sour<\/em>, palme, <em>mirador<\/em>. Chiudo gli occhi un istante, li riapro in Plaza de Armas. Appena finiscono di battere le campane della Catedral, una banda attacca a suonare davanti al Palazzo presidenziale.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/AAC13CE5-41D8-412E-8F50-146BA69F0F77.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4693\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/AAC13CE5-41D8-412E-8F50-146BA69F0F77-255x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/AAC13CE5-41D8-412E-8F50-146BA69F0F77-255x300.jpeg 255w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/AAC13CE5-41D8-412E-8F50-146BA69F0F77-768x905.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/AAC13CE5-41D8-412E-8F50-146BA69F0F77-869x1024.jpeg 869w\" sizes=\"(max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/a>Intorno, possenti edifici di colore giallo, con balconi di legno intarsiato, palmizi, una certa atmosfera coloniale, come se il tempo non fosse passato. Ma \u00e8 un\u2019illusione: niente \u00e8 immobile in questa citt\u00e0. La periferia si espande a vista d\u2019occhio, con ondate di migrazione dalle campagne che hanno reso Lima la seconda citt\u00e0 pi\u00f9 popolosa del Sudamerica (dopo San Paolo). Pi\u00f9 di nove milioni di abitanti, pi\u00f9 di nove milioni di cuori che battono, cervelli che sognano e soffrono e sperano, anche loro, di volare.<br \/>\nNel mese di ottobre sono stato in Sudamerica per un giro di conferenze: prima a Lima, in Per\u00f9, poi a Quito (Ecuador) e infine a Bogot\u00e0 (Colombia). Il tutto in una decina di giorni. Poco tempo per vedere con calma, per ascoltare, per tentare di capire una citt\u00e0. Del resto, per capirla davvero non basta una vita. Ma anche in poche ore possono accadere incontri, sorprese, piccole folgorazioni. Se rileggo il mio taccuino, trovo annotazioni accomunate dalla tensione verso l\u2019alto, come se il pensiero sotterraneo del volo avesse permeato quei giorni senza che me ne rendessi conto.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FD1C19B6-FDCA-4F13-B5D7-B1405E2C189E.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4722 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FD1C19B6-FDCA-4F13-B5D7-B1405E2C189E-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FD1C19B6-FDCA-4F13-B5D7-B1405E2C189E-300x169.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FD1C19B6-FDCA-4F13-B5D7-B1405E2C189E-768x432.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FD1C19B6-FDCA-4F13-B5D7-B1405E2C189E-1024x575.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Condivido altre parole con voi e la pulcinella: piramide, argilla, <em>Huaca Pucllana<\/em>, vasosqualo. E subito siamo nel quartiere di Miraflores, a sud della citt\u00e0. Proprio in mezzo al tessuto urbano, sorgono le rovine precolombiane di una piramide che risale al 500 d.C., lasciate da una civilt\u00e0 che abitava la valle del fiume Ribac.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/00187BA9-11DE-4181-AA86-00E9B05D6A1F.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4686\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/00187BA9-11DE-4181-AA86-00E9B05D6A1F-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/00187BA9-11DE-4181-AA86-00E9B05D6A1F-300x225.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/00187BA9-11DE-4181-AA86-00E9B05D6A1F-768x576.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/00187BA9-11DE-4181-AA86-00E9B05D6A1F-1024x768.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Tutto, in questo sito archeologico, trasmette volont\u00e0 di resistenza e trasformazione. La piramide sale, perch\u00e9 i riti pi\u00f9 profondi dovevano avvenire vicino al cielo. I mattoni di <em>adobe\u00a0<\/em>sono disposti in maniera verticale, come tanti libri nello scaffale di una libreria, in maniera da resistere alle scosse sismiche. Nel piccolo museo noto una <em>vasija ceremonial con rostro escult\u00f3rico de tiburones<\/em>. Si tratta di un vaso con la faccia da pescecane, che immagino indeciso fra l\u2019ancestrale esigenza di sbranare e la quotidiana funzione di contenere.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/68C6B3C0-93B3-4402-AD62-3FF6480DE54C.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4687 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/68C6B3C0-93B3-4402-AD62-3FF6480DE54C-287x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"287\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/68C6B3C0-93B3-4402-AD62-3FF6480DE54C-287x300.jpeg 287w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/68C6B3C0-93B3-4402-AD62-3FF6480DE54C-768x804.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/68C6B3C0-93B3-4402-AD62-3FF6480DE54C-978x1024.jpeg 978w\" sizes=\"(max-width: 287px) 100vw, 287px\" \/><\/a>Nello stesso quartiere, a poca distanza, la citt\u00e0 finisce ai bordi dell\u2019Oceano Pacifico. Anche in questo caso, per cogliere l\u2019ampiezza dell\u2019Oceano, bisogna salire fino al punto di osservazione pi\u00f9 alto. In mezzo ai belvedere e ai punti di ristoro, scopro una panchina divelta, mezzo sepolta nell\u2019erba. \u00c8 protetta da un terrapieno, perci\u00f2, appoggiato contro lo schienale, sento svanire le voci dei passanti con il loro turbinio di selfie, sento perdersi anche le strade, le case, le automobili. Per qualche secondo, mi pare di essere solo davanti al Pacifico. Basterebbe cos\u00ec poco. Un fremito del corpo, un battito d\u2019ali. Invece solo il pensiero vola, immaginando velieri, burrasche, isole sconosciute.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/F6F6B661-73DC-4A87-8B28-1F2EC3CA9814.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4735\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/F6F6B661-73DC-4A87-8B28-1F2EC3CA9814-248x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/F6F6B661-73DC-4A87-8B28-1F2EC3CA9814-248x300.jpeg 248w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/F6F6B661-73DC-4A87-8B28-1F2EC3CA9814-768x929.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/F6F6B661-73DC-4A87-8B28-1F2EC3CA9814-847x1024.jpeg 847w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/F6F6B661-73DC-4A87-8B28-1F2EC3CA9814.jpeg 1052w\" sizes=\"(max-width: 248px) 100vw, 248px\" \/><\/a>Mentre andavo all\u2019Istituto italiano di cultura, dove avrei tenuto una conferenza, mi sono imbattuto in una libreria. Un piccolo volume di poesie ha attirato la mia attenzione: Eduardo Chirinos, <em>Breve historia de la m\u00fasica<\/em>. Ogni lirica \u00e8 abbinata a un brano musicale, dai compositori del XIV secolo a Cage, passando per Mozart, Gershwin e molti altri. Fra le composizioni che hanno ispirato l\u2019autore c\u2019\u00e8 un canto anonimo siciliano del 1492: <em>Ayo visto lo mappamundi<\/em>. Percorrendo la carta del mondo a volo d\u2019uccello, l\u2019anonimo autore esprime la convinzione che la Sicilia sia la regione pi\u00f9 bella di tutte, facendo poi un gioco di parole fra due significati di <em>Cicilia<\/em>: il luogo geografico e il nome della sua amata. Chirinos fa suo lo sguardo dell\u2019anonimo siciliano: con il dito percorre dall\u2019alto le catene montuose, i mari, i deserti. E si chiede: <i>\u00bfVer\u00e9 tu nombre en el\u00a0mapa?<\/i>\u00a0Vedr\u00f2 il tuo nome sulla mappa?<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/828AC7F8-33FC-48C0-B0E9-98929AB2E8FE.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4710 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/828AC7F8-33FC-48C0-B0E9-98929AB2E8FE-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/828AC7F8-33FC-48C0-B0E9-98929AB2E8FE-300x169.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/828AC7F8-33FC-48C0-B0E9-98929AB2E8FE-768x432.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/828AC7F8-33FC-48C0-B0E9-98929AB2E8FE-1024x575.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Durante la conferenza ho letto la poesia di Chirinos e in seguito, commentandola insieme al pubblico, ci siamo detti che lo scopo di ogni viaggio \u00e8 proprio questo: entrare nel paesaggio, animarlo, aggiungere il proprio nome a quelli segnati sulla mappa. Ora, accanto alla mia pulcinella, mi viene in mente che osservare una mappa \u00e8 un modo per imitare lo sguardo di chi si muove nel cielo\u2026 e di nuovo torna il motivo ricorrente del volo e dell\u2019altezza.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/68193743-DE2F-4751-B470-A185F8E78A75.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4732 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/68193743-DE2F-4751-B470-A185F8E78A75-225x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/68193743-DE2F-4751-B470-A185F8E78A75-225x300.jpeg 225w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/68193743-DE2F-4751-B470-A185F8E78A75-768x1024.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/68193743-DE2F-4751-B470-A185F8E78A75.jpeg 1536w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Levitiamo quindi fino ai 2.850 metri di Quito, in Ecuador. Rispetto a Lima, basta salire un poco per vedere i confini della zona urbana: la citt\u00e0, circondata da montagne verdi, si sviluppa nel senso della lunghezza. Ho l\u2019impressione che la breve permanenza a Quito sia stata segnata da una serie di ascensioni. Per esempio quella che porta al Panecillo, una collina a 3000 metri di quota. Proprio sulla cima c\u2019\u00e8 una statua in alluminio della Madonna: la <em>Virgen del Panecillo<\/em>, alta 45 metri. Venne creata nel 1976 dall\u2019artista spagnolo Agust\u00edn de la Herr\u00e1n Matorras; \u00e8 la copia di una statua alta 30 cm, scolpita da Bernardo de Legarda nel 1734 e visibile sull\u2019altare della chiesa di San Francesco, sempre a Quito. La Vergine \u00e8 raffigurata secondo l\u2019iconografia tradizionale, tranne un dettaglio: la Madonna ha le ali, come quelle di un angelo. Secondo la gente del posto \u00e8 l\u2019unica statua di Madonna alata al mondo.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/BDA7E534-A8FF-414A-BC8A-8A1FBE634EAD.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4694 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/BDA7E534-A8FF-414A-BC8A-8A1FBE634EAD-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/BDA7E534-A8FF-414A-BC8A-8A1FBE634EAD-300x225.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/BDA7E534-A8FF-414A-BC8A-8A1FBE634EAD-768x576.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/BDA7E534-A8FF-414A-BC8A-8A1FBE634EAD-1024x768.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Mentre ero a Quito, sebbene non avessi ancora cominciato a riflettere sul volo, sentivo un oscuro bisogno di continuare a salire. Ai margini del centro c\u2019\u00e8 una teleferica che, in un quarto d\u2019ora, supera mille metri di dislivello e arriva fino a 4000 metri sul livello del mare. \u00c8 uno dei pi\u00f9 alti impianti del genere al mondo. La stazione d\u2019arrivo si trova sulle pendici del Cruz Loma, nel massiccio vulcanico del Pichincha. Uno dei vulcani, il Guagua Pichincha, ha ripreso negli ultimi anni l\u2019attivit\u00e0 e ogni tanto esala sbuffi di vapore, gas solforosi, colonne di fumo.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/528404A0-3A08-489A-96AD-CEAEB9A94866.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4712 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/528404A0-3A08-489A-96AD-CEAEB9A94866-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/528404A0-3A08-489A-96AD-CEAEB9A94866-300x169.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/528404A0-3A08-489A-96AD-CEAEB9A94866-768x432.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/528404A0-3A08-489A-96AD-CEAEB9A94866-1024x575.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Non ero mai stato tanto in alto. L\u2019aria sottile, l\u2019erba verde, i fiori colorati e le nuvole che si stracciavano all\u2019orizzonte. Ogni cosa era limpida, ogni passo aveva un peso, un significato. Pi\u00f9 in basso le case di Quito, come un\u2019onda bianca, seguivano il saliscendi delle montagne. Tutto era lontano, minuscolo; le preoccupazioni, i crucci, le malinconie si riempivano di vento e volavano via, come palloncini. Il sole depositava minuscoli granelli d\u2019oro nei miei pensieri, nei miei ricordi. Uno splendore molto simile si trova anche nel centro di Quito, racchiuso nella chiesa San Ignacio de Loyola de La Compa\u00f1\u00eda de Jes\u00fas, detta semplicemente La Compa\u00f1\u00eda. Costruito fra il 1605 e il 1765, \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti monumenti barocchi al mondo: le navate, le colonne, le pareti sono interamente ricoperte da lamine d\u2019oro, tanto da creare l\u2019impressione di essere vicinissimi al sole, anzi, di essere scivolati nel cuore del sole, nel punto in cui nascono i raggi.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/55845CE3-18BE-42A3-B892-AC3706E7ECCD.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4689 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/55845CE3-18BE-42A3-B892-AC3706E7ECCD-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/55845CE3-18BE-42A3-B892-AC3706E7ECCD-300x225.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/55845CE3-18BE-42A3-B892-AC3706E7ECCD-768x576.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/55845CE3-18BE-42A3-B892-AC3706E7ECCD-1024x768.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A Quito ho avuto l\u2019occasione di tenere un laboratorio di scrittura, nella sede della Societ\u00e0 Dante Alighieri. Abbiamo letto insieme un testo di Calvino che comincia cos\u00ec: \u00abLa luna di pomeriggio nessuno la guarda, ed \u00e8 quello il momento in cui avrebbe pi\u00f9 bisogno del nostro interessamento, dato che la sua esistenza \u00e8 ancora in forse. \u00c8 un\u2019ombra biancastra che affiora dall\u2019azzurro intenso del cielo, carico di luce solare; chi ci assicura che ce la far\u00e0 anche stavolta a prendere forma e lucentezza? \u00c8 cos\u00ec fragile e pallida e sottile; solo da una parte comincia ad acquistare un contorno netto come un arco di falce, e il resto \u00e8 ancora tutto imbevuto di celeste.\u00bb Attraverso la luna, e senza mai aver letto Leopardi, gli studenti hanno scritto di s\u00e9 stessi, di che cosa significhi vivere oggi a Quito, delle loro angosce, delle loro speranze. Un po\u2019 in spagnolo, un po\u2019 in italiano, abbiamo trovato un punto d\u2019intesa che non era n\u00e9 il mio paese n\u00e9 l\u2019Ecuador. Era la luna, che in un certo senso li contiene entrambi.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/33717490-0577-47C8-9778-D30DF6127785.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4715\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/33717490-0577-47C8-9778-D30DF6127785-243x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/33717490-0577-47C8-9778-D30DF6127785-243x300.jpeg 243w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/33717490-0577-47C8-9778-D30DF6127785.jpeg 415w\" sizes=\"(max-width: 243px) 100vw, 243px\" \/><\/a>Mi accorgo che la pulcinella di mare d\u00e0 segni d\u2019impazienza. Forse ci ha preso gusto e vuole volare ancora. Ormai ha imparato come si fa: basta dire sciamano, pipistrello, <em>yopo<\/em>, gioielli, metamorfosi\u2026 e siamo al <em>Museo del oro\u00a0<\/em>di Bogot\u00e0. All\u2019interno, ancora una volta gli occhi sono invasi dallo splendore. La storia del museo cominci\u00f2 nel 1939 con un <em>poporo quimbaya\u00a0<\/em>(un vaso cerimoniale). Oggi l\u2019edificio completamente rinnovato, nel centro di Bogot\u00e0, assembla la pi\u00f9 importante collezione al mondo di arte pre-colombiana. Sono pi\u00f9 di cinquantamila oggetti in metallo, ceramica, pietra, legno o stoffa; ma la maggior parte \u00e8 naturalmente d\u2019oro: gioielli, statue, oggetti sacri, maschere, bastoni, pettorali che brillano nelle varie sale. Il percorso espositivo permette di confrontare i tratti artistici delle varie culture indigene, che rivelano spesso un\u2019impronta grafica soprendentemente moderna.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/E8A543C0-AE1C-45EC-B1AE-C5F1F5E6ECE2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4713 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/E8A543C0-AE1C-45EC-B1AE-C5F1F5E6ECE2-300x200.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/E8A543C0-AE1C-45EC-B1AE-C5F1F5E6ECE2-300x200.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/E8A543C0-AE1C-45EC-B1AE-C5F1F5E6ECE2-768x512.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/E8A543C0-AE1C-45EC-B1AE-C5F1F5E6ECE2.jpeg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Osservando la collezione, si capisce come sia potuta nascere la leggenda che illuse tanti avventurieri europei. Uno di loro si chiamava Sebastian Moyano, detto Sebastian de Belalcazar dal nome del suo paese di nascita in Andalusia. Fu proprio lui che nel 1537 sent\u00ec parlare di un misterioso re che s\u2019immergeva in una laguna ricoperto di polvere d\u2019oro, gettando oggetti d\u2019oro nella profondit\u00e0 delle acque. Presto crebbe la leggenda di una citt\u00e0 lastricata di metallo giallo, governata dal misterioso e ricchissimo El Dorado. Qualcosa di vero c\u2019era: effettivamente gli indigeni\u00a0<em>muisca<\/em>\u00a0cospargevano il corpo del loro <em>cacique<\/em>, del loro capo, di finissima polvere d\u2019oro; ed effettivamente gettavano monili e altri oggetti nella laguna sacra di Guatavita, nei dintorni di Bogot\u00e0. Fra i reperti conservati al museo c\u2019\u00e8 la statua di una zattera, fatta di oro, che raffigura il <em>cacique\u00a0<\/em>ricoperto d\u2019oro, adornato di gioielli d\u2019oro, attorniato da altri personaggi che recano stendardi d\u2019oro\u2026 immagino come questa parola \u2013 oro! oro! oro! \u2013 martellasse nelle orecchie dei <em>conquistadores<\/em>, facendo loro perdere la testa (in senso figurato e in senso proprio).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/2719EE04-675F-4F9A-B2E5-FF6DB1E92F9B.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4714\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/2719EE04-675F-4F9A-B2E5-FF6DB1E92F9B-300x248.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"248\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/2719EE04-675F-4F9A-B2E5-FF6DB1E92F9B-300x248.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/2719EE04-675F-4F9A-B2E5-FF6DB1E92F9B.jpeg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E il volo? La pulcinella di mare m\u2019incalza. Vuole sapere se anche a Bogot\u00e0 c\u2019era qualcosa o qualcuno che volasse. Basterebbe evocare il pesce con le ali trovato in una tomba a San Agust\u00edn. Lungo una decina di centimetri, sinuoso ed elegante come un sogno a occhi aperti, raffigura l\u2019incontro fra acqua e aria, i due elementi che permettono ogni forma di esistenza. La sua bellezza, il suo mistero mi colpiscono e lasciano una ferita aperta, una domanda su di me, sulla mia vita, sul senso di questo impasto di idrogeno, ossigeno, carbonio e azoto, sul destino di questi sette miliardi di miliardi di miliardi di atomi che rispondono al nome di Andrea.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FC5C4FB2-6C72-4D18-98ED-8B61D665783C.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4682 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FC5C4FB2-6C72-4D18-98ED-8B61D665783C-300x244.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"244\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FC5C4FB2-6C72-4D18-98ED-8B61D665783C-300x244.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FC5C4FB2-6C72-4D18-98ED-8B61D665783C-768x624.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/FC5C4FB2-6C72-4D18-98ED-8B61D665783C-1024x832.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Un altro aspetto che mi ha stupito \u00e8 la continua metamorfosi. Nelle sale del museo appaiono figure votive e gioielli che mostrano sciamani nell\u2019atto di trasformarsi. Nella Sierra Nevada di Santa Marta prevaleva l\u2019uomo-pipistrello, presso i Muisca l\u2019uomo-uccello, nel Sud Ovest l\u2019uomo-giaguaro; ma ci sono anche uomini-rana, uomini-lucertola, uomini-cervo e uomini-granchio. Lo sciamano acquisiva le doti dell\u2019animale: forza, potenza visiva, coraggio, capacit\u00e0 di volare. Per quanto riguarda il pipistrello, per esempio, ad attrarre gli sciamani era la facolt\u00e0 di dormire a testa in gi\u00f9 e la capacit\u00e0 di muoversi al buio, durante la notte. Soprattutto, gli sciamani erano attratti \u2013 come potete immaginare \u2013 dalla possibilit\u00e0 di volare, sia dei pipistrelli sia degli uccelli. Un capo muisca del villaggio di Ubaque raccont\u00f2 agli Spagnoli che durante i suoi voli giungeva fino a Santa Marta, sulla costa dei Caraibi, cio\u00e8 a mille chilometri di distanza, e che tornava indietro nella stessa notte. Queste metamorfosi venivano compiute grazie a riti, digiuni, danze estenuanti e assunzione di allucinogeni come lo <em>yopo<\/em>.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1F6EAF76-5BB4-4E02-A693-23EF801E3E8E.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4736\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1F6EAF76-5BB4-4E02-A693-23EF801E3E8E-225x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1F6EAF76-5BB4-4E02-A693-23EF801E3E8E-225x300.jpeg 225w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1F6EAF76-5BB4-4E02-A693-23EF801E3E8E-768x1024.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/1F6EAF76-5BB4-4E02-A693-23EF801E3E8E.jpeg 1536w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>La Colombia ha una storia vecchia di quindicimila anni. L\u2019eredit\u00e0 delle popolazioni indigene \u00e8 sempre viva: oggi si contano 84 gruppi che parlano 65 diverse lingue aborigene. Alcuni conservano la loro religione e usano nei loro rituali l\u2019oro ereditato dai loro antenati. La loro cultura, incontrando quella europea e quella africana, ha generato il crogiolo di tradizioni, popoli, storie che contraddistingue la Colombia. Basta camminare per le vie del centro per vedere forme moderne di El Dorado (un uomo travestito da statua d\u2019oro che si esibisce per i passanti), un poeta di strada (un uomo che batte a macchina e vende i suoi versi), studenti universitari, famiglie, uomini in giacca e cravatta, anziane donne con abiti colorati. Passando dalla periferia, si nota anche la stanchezza di questo paese, le sue lacerazioni, s\u2019indovina la tensione sociale e il rischio della violenza. Le differenze culturali, come sempre, sono una ricchezza ma generano anche incomprensioni, paure, steccati ideologici.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/4BA96296-8FAC-4178-BE52-FDDC1D5942A1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4683 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/4BA96296-8FAC-4178-BE52-FDDC1D5942A1-240x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/4BA96296-8FAC-4178-BE52-FDDC1D5942A1-240x300.jpeg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/4BA96296-8FAC-4178-BE52-FDDC1D5942A1-768x960.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/4BA96296-8FAC-4178-BE52-FDDC1D5942A1-819x1024.jpeg 819w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Come a Lima e a Quito, anche a Bogot\u00e0 non sono mancati gli incontri, sempre preziosi perch\u00e9 mi hanno permesso di assorbire qualche frammento non solo dei monumenti e dei paesaggi, ma anche delle faccende quotidiane, che sono la vera anima di un luogo. Incontri in libreria, conferenze, lezioni\u2026 la parte ufficiale del viaggio \u00e8 stata un\u2019occasione per riflettere sul mio lavoro di scrittore, sulla mia identit\u00e0 multipla, sul senso delle mie parole. Ma i pranzi, le cene, le conversazioni a tu per tu durante un aperitivo o dopo una conferenza mi hanno donato quel valore aggiunto, quel supplemento di umanit\u00e0 che \u00e8 stato il vero cuore di questa esperienza. I viaggi pi\u00f9 riusciti, in fondo, non sono quelli da cui si torna con fotografie e souvenir, ma quelli che ci lasciano un bagaglio di volti, accenti diversi e parole da custodire.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/7DBFE944-A440-407E-8A5D-BD3CB9A2A616.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4692\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/7DBFE944-A440-407E-8A5D-BD3CB9A2A616-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/7DBFE944-A440-407E-8A5D-BD3CB9A2A616-300x225.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/7DBFE944-A440-407E-8A5D-BD3CB9A2A616-768x576.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/7DBFE944-A440-407E-8A5D-BD3CB9A2A616-1024x768.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nessuno sa con precisione come e dove le pulcinelle di mare passino la maggior parte dell\u2019anno. Alla fine dell\u2019estate abbandonano la terra e vanno da qualche parte nel mare aperto. Usano i piedi palmati e le ali per nuotare, e sanno immergersi fino a sessanta metri di profondit\u00e0. Vivono, mangiano, si riposano sulle onde, circondati solo dall\u2019acqua e dal cielo. Poi, in primavera, ogni anno partono e ritrovano esattemente lo stesso nido nella stessa scogliera. Gli studiosi non hanno mai capito come riescano ogni anno a indovinare la via per tornare a casa. Probabilmente usano punti di riferimento visivi insieme a odori e suoni. Qualcuno dice che a guidarli siano i campi magnetici della terra. Altri sono convinti che si orientino con le stelle.<br \/>\nMi rivolgo alla mia fratercula. Partire \u00e8 una grande sfida, ma ritrovare la strada \u00e8 ancora pi\u00f9 stupefacente. Come si fa, le chiedo. Come si pu\u00f2 vivere nel mare aperto, senza confini, e poi nonostante tutto tornare a casa? La pulcinella mi guarda e non risponde. Accenna appena un sorriso. E rimane l\u00ec, sul punto di spiccare il volo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/66A8EAAF-05B4-4C6F-8F4F-A44099E56664.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4691 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/66A8EAAF-05B4-4C6F-8F4F-A44099E56664-300x168.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/66A8EAAF-05B4-4C6F-8F4F-A44099E56664-300x168.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/66A8EAAF-05B4-4C6F-8F4F-A44099E56664-768x431.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/66A8EAAF-05B4-4C6F-8F4F-A44099E56664-1024x575.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>PS: Grazie a Gregorio, il mio compagno di viaggio e l\u2019autore della maggior parte delle fotografie che corredano questo articolo. Senza di lui non avrei potuto n\u00e9 partire, n\u00e9 ritrovare la strada di casa.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/0197777D-0609-4610-938C-80329AFC9633.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4711 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/0197777D-0609-4610-938C-80329AFC9633-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/0197777D-0609-4610-938C-80329AFC9633-300x169.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/0197777D-0609-4610-938C-80329AFC9633-768x432.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/0197777D-0609-4610-938C-80329AFC9633-1024x575.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nPPS: Esprimo la mia gratitudine a tutte le persone che mi hanno accolto. Primo fra tutti Patrick Egloff, dell\u2019ambasciata Svizzera in Colombia, che ha ideato e coordinato questo tour sudamericano. Ringrazio Markus-Alexander Antonietti, ambasciatore svizzero in Per\u00f9; Esther Marie-Merz dell\u2019ambasciata svizzera in Per\u00f9; Gabriele La Posta, direttore dell\u2019Istituto italiano di cultura di Lima; Giancarlo Maria Curcio, ambasciatore italiano in Per\u00f9, e tutti i suoi collaboratori; Uberto Malizia, direttore dell\u2019Istituto italiano di cultura a Bogot\u00e0; Michela Licitra dell\u2019ambasciata italiana in Colombia; Andrea Izquierdo dell\u2019Istituto italiano di cultura a Bogot\u00e0; Sergio Bardaro dell\u2019ambasciata svizzera in Ecuador; Fabio Fusi, direttore della Societ\u00e0 Dante Alighieri di Quito; Ximena Lopez Arias dell\u2019ambasciata svizzera in Colombia; Manuela Leimgruber, che ha organizzato uno splendido cocktail; Fabrizio Poretti, Ana Gonzales Rojas e le altre persone conosciute al cocktail; Sveva Borla e, in generale, tutte le persone che ho incontrato alle conferenze, a pranzo, a cena o in libreria; le studentesse e gli studenti; Nathalie Lugo e tutte le traduttrici che mi hanno aiutato a raccontare le mie storie.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/A8BBD190-C5B4-4877-AAD8-5E5D2483386A.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4742 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/A8BBD190-C5B4-4877-AAD8-5E5D2483386A-300x168.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/A8BBD190-C5B4-4877-AAD8-5E5D2483386A-300x168.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/A8BBD190-C5B4-4877-AAD8-5E5D2483386A-768x431.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/A8BBD190-C5B4-4877-AAD8-5E5D2483386A-1024x575.jpeg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/A8BBD190-C5B4-4877-AAD8-5E5D2483386A.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nPPPS: Per scrivere questo articolo ho consultato il sito del National Geographic e i seguenti volumi: Caspar Henderson, <em>Il libro degli esseri a malapena immaginari\u00a0<\/em>(Adelphi 2018, traduzione di Massimo Bocchiola; l\u2019originale <em>The book of barely imagined beings<\/em>\u00a0risale al 2012); Yuri Leveratto, <em>La ricerca dell\u2019El Dorado\u00a0<\/em>(Infinito 2008); AAVV, <em>Museo del oro\u00a0<\/em>(Banco de la rep\u00fablica 2008).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/B482AE65-938A-4F28-81AE-D6514CED1D2E.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4756 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/B482AE65-938A-4F28-81AE-D6514CED1D2E-300x218.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/B482AE65-938A-4F28-81AE-D6514CED1D2E-300x218.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/B482AE65-938A-4F28-81AE-D6514CED1D2E-768x558.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/B482AE65-938A-4F28-81AE-D6514CED1D2E-1024x744.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>PPPPS: Ecco la poesia di Eduardo Chirinos (tratta da <em>Breve Historia de la m\u00fasica<\/em>, Colecci\u00f3n Visor de Poesia, Madrid 2001). L\u2019autore nacque a Lima nel 1960 e mor\u00ec nel 2016.<\/p>\n<p><em>AYO VISTO LO MAPPAMUNDI<br \/>\n<\/em><em>(An\u00f3nimo siciliano, c. 1492)<\/em><\/p>\n<p><em>Una vez m\u00e1s<br \/>\n<\/em><em>abr\u00ed las ventanas del mar<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>(Qu\u00e9 mudo el espumoso mar<br \/>\n<\/em><em>qu\u00e9 ciegas las monta\u00f1as)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>\u00bfVer\u00e9 tu nombre en el mapa?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>Con el dedo recorr\u00ed<br \/>\n<\/em><em>mil desiertos y comarcas<br \/>\n<\/em><em>Con mil ojos los mares<br \/>\n<\/em><em>donde navegan las barcas<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>(Qu\u00e9 callada noche cautiva<br \/>\n<\/em><em>qu\u00e9 silenciosa ma\u00f1ana)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>\u00bfVer\u00e9 tu nombre en el mapa?<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C334F8A2-F4C5-41E2-9B2D-2B5859D6E44A.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4741 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C334F8A2-F4C5-41E2-9B2D-2B5859D6E44A-300x137.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"137\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C334F8A2-F4C5-41E2-9B2D-2B5859D6E44A-300x137.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C334F8A2-F4C5-41E2-9B2D-2B5859D6E44A-768x349.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C334F8A2-F4C5-41E2-9B2D-2B5859D6E44A-1024x466.jpeg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C334F8A2-F4C5-41E2-9B2D-2B5859D6E44A.jpeg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/90159938-9A28-4359-902A-F11533FC4962.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-4754 alignnone\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/90159938-9A28-4359-902A-F11533FC4962-300x199.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/90159938-9A28-4359-902A-F11533FC4962-300x199.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/90159938-9A28-4359-902A-F11533FC4962-768x510.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/90159938-9A28-4359-902A-F11533FC4962-1024x680.jpeg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/90159938-9A28-4359-902A-F11533FC4962.jpeg 2000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C584D83E-5B0D-4ACC-9337-07842A84CB89.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4753\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C584D83E-5B0D-4ACC-9337-07842A84CB89-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C584D83E-5B0D-4ACC-9337-07842A84CB89-300x225.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C584D83E-5B0D-4ACC-9337-07842A84CB89-768x576.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/C584D83E-5B0D-4ACC-9337-07842A84CB89.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/932DC9F2-B820-4F73-9E91-B3D00681832C.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-4755\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/932DC9F2-B820-4F73-9E91-B3D00681832C-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/932DC9F2-B820-4F73-9E91-B3D00681832C-300x225.jpeg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/932DC9F2-B820-4F73-9E91-B3D00681832C-768x576.jpeg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/932DC9F2-B820-4F73-9E91-B3D00681832C.jpeg 980w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla mia scrivania c\u2019\u00e8 una pulcinella di mare (fratercula arctica). \u00c8 piccola, con il manto nero, il petto bianco. Le zampe e il grande becco sono arancioni. Va precisato che mai la pulcinella di mare spiccher\u00e0 il volo, dal momento che non si tratta di un uccello bens\u00ec di un\u2019ocarina. In altre parole, \u00e8 uno&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2019\/01\/22\/lezioni-di-volo\/\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Lezioni di volo<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[20],"tags":[357,990,992,993,998,997,996,988,991,995,989,994,663,21,258],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4717"}],"collection":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4717"}],"version-history":[{"count":23,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4717\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4792,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4717\/revisions\/4792"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4717"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4717"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4717"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}