{"id":3593,"date":"2018-02-01T16:38:52","date_gmt":"2018-02-01T15:38:52","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=3593"},"modified":"2018-02-01T23:03:50","modified_gmt":"2018-02-01T22:03:50","slug":"radio-tivu-e-tam-tam","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/02\/01\/radio-tivu-e-tam-tam\/","title":{"rendered":"Radio, tiv\u00f9 e tam tam"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/02\/01\/radio-tivu-e-tam-tam\/img_4777\/\" rel=\"attachment wp-att-3595\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3595 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4777-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4777-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4777-768x576.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4777-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ogni microfono \u00e8 un invito a stare zitti. Se ne sta l\u00ec come un moscone a cui abbiano tagliato le ali. E tace, aspettando di risucchiare parole. Un microfono amplifica. Trasmette. Registra. Distorce. Prende quello che dici e lo porta altrove. Le persone sagge dovrebbero guardare i microfoni con cautela, da lontano, come fanno i turisti che vanno in Africa a spiare i leoni: senza scendere dalla jeep. Ma con un microfono \u00e8 pi\u00f9 complicato. Di solito, se ci sei finito davanti, \u00e8 perch\u00e9 qualcuno si aspetta che tu scenda dalla jeep.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/02\/01\/radio-tivu-e-tam-tam\/img_4783\/\" rel=\"attachment wp-att-3604\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3604\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4783-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4783-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4783-768x576.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4783-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Come scrittore cerco di essere attento alle parole. Anche una penna o la tastiera di un computer sono un invito a tacere, o meglio, a lasciare che affiorino soltanto le parole necessarie. Credo che la domanda personale \u2013 perch\u00e9 scrivo? \u2013 sia un\u2019eco della Grande Domanda Impegnativa, quella che indaga il senso della letteratura (per non dire della Letteratura). Senza teorizzare troppo, mi riconosco nel pensiero di Giuseppe Pontiggia: <em>Penso che una delle mete di un narratore sia di dar vita a un testo che alla fine ne sappia pi\u00f9 di lui, un testo che rappresenti per lui una fonte di sorpresa, di curiosit\u00e0, di conoscenza, che non lo deluda alla rilettura, ma anzi riveli significati nascosti che lui stesso non poteva prevedere<\/em>. Insomma: <em>un testo \u00e8 riuscito se ne sa di pi\u00f9 dell\u2019autore<\/em>.<br \/>\nMa questo ancora non ci spiega la ragione per cui, davanti a un microfono, dovremmo scendere dalla jeep. Nel mio caso, si tratta di lavoro: la mattina vado alla radio e accendo il microfono perch\u00e9 mi pagano per farlo. Questa tuttavia \u00e8 una spiegazione parziale (e lo \u00e8 pure nel caso della letteratura). Per fare bene il mio lavoro ho bisogno di pormi la domanda personale \u2013 perch\u00e9 dico parole alla radio? \u2013 e anche la Grande Domanda Impegnativa: a che cosa serve nella Confederazione svizzera l\u2019esistenza di una radio pubblica in lingua italiana, con un canale culturale?<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/02\/01\/radio-tivu-e-tam-tam\/img_4780\/\" rel=\"attachment wp-att-3598\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3598 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4780-300x247.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"247\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4780-300x247.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4780-768x632.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4780-1024x843.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Lavoro alla Radiotelevisione svizzera (RSI) dal 2005: come animatore a Rete2 (il canale culturale), come giornalista all\u2019Informazione, come animatore a Rete3 (un altro canale radiofonico), poi come conduttore in un programma televisivo in diretta, oggi di nuovo come conduttore a Rete2. Sono in onda dalle 6 alle 9.30. Mi sveglio alle 4 a Bellinzona e arrivo a Lugano, nella sede della radio, alle 5. Leggo i giornali, mi preparo. Alle 5.30 arriva il regista tecnico. Alle 6 premo il pulsante rosso.<br \/>\nRagionavo sul mio lavoro gi\u00e0 all\u2019epoca in cui mi occupavo dei notiziari. Sedevo davanti a uno schermo sul quale scorrevano le agenzie da tutto il mondo. Ogni sessanta minuti scrivevo un testo con le notizie pi\u00f9 importanti, poi lo leggevo al microfono. Il turno\u00a0dalle 8 alle 17, quello dalle 18 all\u2019una, quello dall\u2019una alle 8. Anche di notte, implacabilmente, un notiziario a ogni scoccare dell\u2019ora. Anni dopo mi capit\u00f2 di andare in onda alla tiv\u00f9 il mattino presto, a partire dalle 7. Ricordo i lunghi corridoi fino alla sala trucco. La conduttrice di solito era gi\u00e0 l\u00ec da un po\u2019 a farsi acconciare i capelli. Io mi sedevo davanti allo specchio e mi trovavo davanti a una faccia che, secondo la truccatrice, era proprio la mia (ma non ne sono ancora sicuro, nemmeno oggi). E mi chiedevo: perch\u00e9?<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/02\/01\/radio-tivu-e-tam-tam\/img_4778\/\" rel=\"attachment wp-att-3596\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3596 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4778-281x300.jpg\" alt=\"\" width=\"281\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4778-281x300.jpg 281w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4778-768x820.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4778-959x1024.jpg 959w\" sizes=\"(max-width: 281px) 100vw, 281px\" \/><\/a>L\u2019alba \u00e8 il momento delle domande. Guardo il parcheggio, spettrale, illuminato da un lampione che ce la mette tutta ma sembra addormentato pure lui. A che cosa serve questo lavoro? Me lo chiedo guidando lungo l\u2019autostrada deserta, poi quando finalmente saluto le ascoltatrici e gli ascoltatori. Forse la risposta si trova proprio in quella solitudine che, il mattino presto, sembra avvolgere il mondo.<br \/>\nDi recente mi \u00e8 capitato di leggere una poesia di Antonia Pozzi, intitolata <em>Lieve offerta<\/em>. I versi finali esprimono un auspicio: <em>Vorrei che la mia anima ti fosse \/ leggera, \/ che la mia poesia ti fosse un ponte, \/ sottile e saldo, \/ bianco \u2013 \/ sulle oscure voragini \/ della terra<\/em>. Antonia Pozzi affida alla poesia il ruolo di un ponte. Questo pu\u00f2 essere vero sia per la scrittura, sia per la radio e la tiv\u00f9. Le parole hanno la capacit\u00e0 prodigiosa di fare da ponti, di costruire connessioni fra persone che non si vedono e che magari non s\u2019incontreranno mai. Ma la voce di una radio accesa \u00e8 gi\u00e0 un incontro, cos\u00ec come lo \u00e8 il riconoscersi nei personaggi di un romanzo. Tutti sappiamo quanto possano essere <em>oscure<\/em> le <em>voragini della terra<\/em>, e quanto gli esseri umani abbiano l\u2019esigenza di riconoscersi negli altri.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/02\/01\/radio-tivu-e-tam-tam\/img_4796\/\" rel=\"attachment wp-att-3603\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3603 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4796-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4796-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4796-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4796-768x768.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4796-1024x1024.jpg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4796.jpg 1433w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Esiste un mezzo pi\u00f9 antico e pi\u00f9 potente della radio e della tiv\u00f9. Forse anche pi\u00f9 potente della scrittura. Parlo del tam tam, il tamburo africano che veniva usato per trasmettere a distanza segnali e messaggi. Mi ha sempre stupito, fin da bambino, l\u2019estrema essenzialit\u00e0 del codice: una sequenza di colpi assume un significato, come se i battiti del cuore diventassero parole. Inoltre, mi affascinava la classica scena da storia avventurosa, con i personaggi che camminano nella giungla e sentono all\u2019improvviso risuonare i tamburi. Qualcuno immancabilmente chiede: <em>Che cosa stanno dicendo?<\/em> E la guida, con tono brusco: <em>Parlano di noi<\/em>.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/02\/01\/radio-tivu-e-tam-tam\/img_4775\/\" rel=\"attachment wp-att-3597\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3597 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4775-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4775-300x224.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4775-768x573.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/IMG_4775-1024x764.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Parlano di noi. \u00c8 tutto qui. Parlano di noi. Sempre Pontiggia diceva che <em>parlare \u00e8 scoprire, attraverso il dialogo, qualcosa che non si sapeva di conoscere<\/em>. In un buon programma radiofonico o televisivo, ogni discorso \u00e8 un dialogo: fra il conduttore e l\u2019ospite oppure fra il conduttore e il pubblico (anche se non parla, resta un interlocutore, presente e concreto). Ecco una possibile risposta alla domanda personale e alla Grande Domanda Impegnativa. Sebbene non abbiano la potenza primordiale dei tam tam, la radio e la tiv\u00f9 sanno tessere una rete di legami. Oggi pi\u00f9 che mai \u00e8 utile e preziosa una radiotelevisione che crei un ponte fra il vasto e intricato mondo e la Svizzera italiana, fra la Svizzera italiana stessa e i suoi abitanti, fra le diverse anime e lingue della Confederazione e, non da ultimo, fra me e me stesso, fra me il mondo, fra me e te.<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2018\/02\/01\/radio-tivu-e-tam-tam\/img_4811\/\" rel=\"attachment wp-att-3625\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3625 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_4811-300x273.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"273\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_4811-300x273.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_4811-768x699.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/IMG_4811-1024x932.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><span style=\"font-size: 1rem;\">PS:\u00a0Giuseppe Pontiggia \u00e8 uno dei miei maestri. Le frasi che ho riportate provengono da una serie di conversazioni tenute nel 1994 e registrate dalla radio italiana (Radio 2 RAI). Si trovano nel volume <\/span><em style=\"font-size: 1rem;\">Dentro la sera. Conversazioni sullo scrivere<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\"> (Belleville 2016). Antonia Pozzi, nata nel 1912, mor\u00ec suicida a 26 anni nel 1938. Il 5 agosto 1934 scrisse la lirica che ho citato (<\/span><a style=\"font-size: 1rem;\" href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/Antonia-Pozzi-Lieve-offerta.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a><span style=\"font-size: 1rem;\"> il testo completo). La poesia \u00e8 tratta dal volume <\/span><em style=\"font-size: 1rem;\">Lieve offerta<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\"> (Bietti, 2014).<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni microfono \u00e8 un invito a stare zitti. Se ne sta l\u00ec come un moscone a cui abbiano tagliato le ali. 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