{"id":2990,"date":"2017-08-25T19:56:41","date_gmt":"2017-08-25T17:56:41","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=2990"},"modified":"2018-03-12T00:33:05","modified_gmt":"2018-03-11T23:33:05","slug":"oggetti-smarriti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/08\/25\/oggetti-smarriti\/","title":{"rendered":"Oggetti smarriti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/08\/25\/oggetti-smarriti\/img_1529\/\" rel=\"attachment wp-att-2999\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2999 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1529-240x300.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1529-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1529-768x960.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1529-819x1024.jpg 819w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Il ragazzo con i capelli rossi e il viso cosparso di efelidi, seduto nell\u2019atrio della Gare de Lyon, sta scrutando la confezione di un prodotto contro gli acari, la cui efficacia \u00e8 garantita al cento per cento. Ha alzato gli occhiali sulla fronte e tende il viso aguzzo, strizza gli occhi miopi, corruga la fronte nello sforzo di studiare, di capire come quel portentoso unguento gli consentir\u00e0 di sconfiggere i nemici che si celano nella polvere. Seduto di fronte a lui, pochi minuti prima di partire da Parigi, mi chiedo se anche i miei ricordi pi\u00f9 volatili, quelli che tengo nel solaio dei pensieri, verranno sterminati dalla furia anti-acari del ragazzo lentigginoso. Lo vedo rileggere le istruzioni per l\u2019uso e accennare un sorriso. Allora apro il taccuino e cerco di fissare questi giorni d\u2019agosto.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/08\/25\/oggetti-smarriti\/img_1547\/\" rel=\"attachment wp-att-3000\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3000\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1547-240x300.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1547-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1547-768x960.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1547-819x1024.jpg 819w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Fra i molti modi in cui si pu\u00f2 pensare a Parigi, mi piace immaginarla come un immenso Ufficio degli Oggetti Smarriti. Ogni volta che ci vado perdo qualcosa, impercettibilmente, in qualche strada mai vista prima, e ogni volta trovo qualcosa che non conoscevo, o che avevo dimenticato di conoscere. Nel maggio 2015, scendendo da Montmartre, vidi per caso una testa di clown dietro la vetrina di una galleria d\u2019arte. Mi fermai, la fotografai in fretta con il telefono. Da allora quel clown, dipinto da Bernard Buffet nel 1955, \u00e8 rimasto nella mia mente (e nel mio telefono). Mi sembra che dica qualcosa di me, e talvolta permette di verificare la mia esistenza in maniera pi\u00f9 efficace che guardandomi allo specchio. Quest\u2019anno ho cercato di nuovo la galleria, per rivedere il mio clown, ma senza successo: oggetto smarrito.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/08\/25\/oggetti-smarriti\/img_1540\/\" rel=\"attachment wp-att-3001\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3001 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1540-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1540-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1540-768x576.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1540-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel suo libro <em>Imp\u00e9ratif cat\u00e9gorique<\/em> (Seuil 2008), l\u2019autore francese Jacques Roubaud racconta di quando abitava in rue Notre-Dame-de-Lorette e si sedeva spesso al <em>caf\u00e9<\/em> Joconde, in cui c\u2019era una riproduzione della <em>Gioconda<\/em> dipinta da un certo M\u00e9rou. <em>Ho scritto una poesia in onore della <\/em>Gioconda<em> di M\u00e9rou<\/em> \u2013 racconta Roubaud \u2013 <em>e nelle \u201cletture pubbliche\u201d raccomando sempre ai miei uditori di andarla a vedere. Spiego loro che andare a vedere al Louvre quella del suo \u201cplagiario per anticipazione\u201d \u00e8 difficile, poich\u00e9 ci sono almeno un milione settecentonovantacinquemilaseicentosei Giapponesi che premono davanti a lei; mentre l\u00e0, all\u2019angolo della rue de la Rochefoucauld e della rue Notre-Dame-de-Lorette, la folla \u00e8 meno compatta e si pu\u00f2 contemplare a piacere la <\/em>Gioconda. Il volume di poesie dello stesso Roubaud intitolato <em>La forme d\u2019une ville change plus vite, h\u00e9las, que le coeur des humains<\/em> (Gallimard 1999) pu\u00f2 essere usato quasi come una guida di Parigi. C\u2019\u00e8 anche la lirica dedicata alla <em>Gioconda<\/em>, che comincia cos\u00ec: <em>I veri intenditori\u00a0\/ per veder la Gioconda \/ non vanno in capo al mondo \/ e nemmeno al Louvre \/\/ Vanno all\u2019angolo della rue \/ de la Rochefoucauld e della rue \/ Notre-Dame- \/ de-Lorette \/ entrano nel caff\u00e8 \/ lei \u00e8 l\u00e0 \/\/ Il dipinto \u00e8 sul muro \/ beige e crema \/ la cornice \u00e8 beige e crema e un po\u2019 arancione \/ la tela \u00e8 firmata \/ di pugno dall\u2019artista \/ E. \/ M\u00e9rou. \/ \u00c8 la Gioconda \/ la Gioconda di M\u00e9rou<\/em>. Ma le citt\u00e0 cambiano e gli oggetti si perdono. Oggi il <em>caf\u00e9<\/em> Joconde \u00e8 diventato il <em>caf\u00e9<\/em> Matisse. Era chiuso per ferie. Sbirciando dai vetri ho visto molte riproduzioni di Matisse e nessuna <em>Gioconda<\/em>. Di nuovo: oggetto smarrito. Per fortuna, resta almeno la <em>Joconde<\/em> di Barbara, che dura un minuto e mezzo e che si trova su internet.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/LS8xVH-yqF4\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nBalzando da un poeta all\u2019altro, si potrebbe dire con Jean Tardieu: <em>J\u2019ai beaucoup voyag\u00e9 \/ et n\u2019ai rien retenu \/ que des objets perdus<\/em> (\u201cHo molto viaggiato \/ e niente trattenuto \/ se non oggetti perduti\u201d). Ma forse proprio questi lampi di smarrimento, questi chiaroscuri della memoria sono ci\u00f2 che segnano Parigi d\u2019agosto. Lo stesso Tardieu, in epigrafe a\u00a0<em>Le fleuve cach\u00e9 <\/em>(Gallimard 2013), scriveva<em>: Tutta la mia vita \u00e8 segnata dall\u2019immagine di questi fiumi, nascosti o perduti ai piedi delle montagne. Come loro, l\u2019aspetto delle cose s\u2019immerge e si gioca fra la presenza e l\u2019assenza. Tutto ci\u00f2 che tocco \u00e8 per met\u00e0 di pietra e per met\u00e0 di schiuma<\/em>.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/08\/25\/oggetti-smarriti\/img_1541\/\" rel=\"attachment wp-att-3002\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3002\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1541-240x300.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1541-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1541-768x960.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1541-819x1024.jpg 819w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Il concetto di presenza\/assenza riassume ci\u00f2 che si prova camminando. La natura della citt\u00e0 si mostra nella spaccatura fra l\u2019interno e l\u2019esterno, l\u2019alto e il basso, l\u2019intimo e l\u2019enorme. Nelle profondit\u00e0 della metropolitana, un uomo viaggia accanto a un drone appena acquistato e ne accarezza la scatola, tutto contento; per un istante, la presenza di quel drone sembra sollevarci tutti e portarci fuori, all\u2019aria aperta. Una macchina lunga e nera si ferma davanti a un edificio austero. Un passante chiede: <em>Ma \u00e8 una limousine o un carro funebre?<\/em> E la ragazza di fianco a lui: <em>Perch\u00e9, c\u2019\u00e8 differenza?<\/em> Il centro commerciale a Les Halles, all\u2019ora di chiusura: serrande abbassate, griglie di metallo, vetrine oscurate, scale mobili che salgono e un moto di sorpresa nello scoprire che, fuori, c\u2019\u00e8 ancora la\u00a0luce dorata sui monumenti. Anche i pazzi che gridano per strada riecheggiano una lacerazione: la donna che ogni sera si aggira per il Quartiere Latino, rimproverando il mondo ad alta voce, o il vecchio barbone americano che esprime i suoi interrogativi su <em>this fucking Paris<\/em> in pieno boulevard Saint-Michel.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/08\/25\/oggetti-smarriti\/img_1544\/\" rel=\"attachment wp-att-3004\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3004 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1544-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1544-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1544-768x576.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1544-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Basta poco per scivolare dalla Parigi esterna e visibile a quella interna e velata. La vertigine multicolore della Sainte Chapelle, dove lo spettacolo delle vetrate si mescola a quello dei turisti con il naso all\u2019ins\u00f9. Il fervore silenzioso della Chapelle de la M\u00e9daille Miraculeuse, in rue du Bac, a pochi passi dalle vetrine sontuose del Bon March\u00e9. La quieta freschezza di un t\u00e8 alla menta al bar della Grande Moschea. Lo sguardo senza tempo dell\u2019axolotl, al Jardin des Plantes, che ho ritrovato esattamente nella stessa posizione in cui lo avevo lasciato due anni fa. Il retro del palcoscenico del cinema Le Grand Rex, dove si aggirano fantasmi in bianco e nero; l\u2019ombra accogliente dei bistrot; gli eterni anni \u201980\u00a0del bar \u201cBreakfast in America\u201d; le partite di <em>p\u00e9tanque<\/em> e l\u2019assenza\/presenza del commissario Maigret in place Dauphine.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/08\/25\/oggetti-smarriti\/img_1539\/\" rel=\"attachment wp-att-3006\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3006\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1539-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1539-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1539-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1539-768x768.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1539-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Al Museo d\u2019Orsay, non sapendo pi\u00f9 davanti a quale classico arenarmi, ho scelto di partecipare al <em>Bal au moulin de la Galette<\/em>, cos\u00ec come lo vide Renoir nel 1876. Ma non in prima fila: mi sono messo sulla sinistra\u00a0e ho fissato un punto periferico, dove gli esseri umani appena accennati diventano macchie di colore.<br \/>\nSuccede qualche volta, nella vita, di sentirsi figure sullo sfondo di un dipinto: la festa trascina i personaggi visibili in primo piano mentre noi, nel nostro angolo, con la nostra sensibilit\u00e0, tentiamo di capire le ragioni della nostra presenza\/assenza.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DVLStJ2VEqU\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nPerch\u00e9 qualcosa ci appartenga \u00e8 necessario fissarla a lungo o ascoltarla senza distrazioni. Bisogna andare, vedere e poi tornare di nuovo. Succede con i quadri, ma anche con le parole smarrite nelle piazze piene di gente. In place de la Contrescarpe, tagliando fuori ogni altro suono, mi sono concentrato sulla frase di contatto dei camerieri, che tornava ad accendersi uguale, sempre con la stessa intonazione: <em>Bonjour! Vous avez choisi?<\/em> Le parole dentro di me hanno superato il loro significato e sono diventate una frase musicale: sib-sol, fa-fa-fa-fa-sol\u2026 qualcosa da cui potrei partire per improvvisare un ricordo di viaggio al sax.<\/p>\n<!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');<\/script><![endif]-->\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-2990-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Bonjour-Vous-avez-choisi.m4a?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Bonjour-Vous-avez-choisi.m4a\">http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/Bonjour-Vous-avez-choisi.m4a<\/a><\/audio>\n<p>Dalle parti di rue Lepic, mi sono fermato a sfogliare il libro di Roubaud. <em>Scendevo questa via che era diritta, inclinata di sole, tra automobili di una lentezza imprecisa. Scendendo questa strada, avevo la sensazione di un passato, di un lontano passato, di un\u2019altra strada. <\/em><em>[&#8230;] <\/em><em>Quella strada l\u00e0, che non era questa strada qui, come sarebbe tornata presente, come si sarebbe presentata, mentre camminavo, inseguito dal sole, dallo scintillio degli alberi, le pieghe di polvere? <\/em>La domanda \u00e8 di quelle urgenti, perch\u00e9 tutte le strade del nostro qui e ora contengono strade inghiottite dall\u2019oblio e promettono strade future. Si pu\u00f2\u00a0evitare che ci\u00f2 che vediamo divenga come l\u2019illustrazione di una rivista, sempre pi\u00f9 stinta con il passare degli anni? Come combattere il prodotto anti-acari garantito al cento per cento? O in altre parole, dove trovare il bandolo che possa legare le Parigi del passato e le Parigi del futuro, con tutti i loro oggetti smarriti e ritrovati?<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/08\/25\/oggetti-smarriti\/img_1526\/\" rel=\"attachment wp-att-3003\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3003\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1526-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1526-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1526-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1526-768x768.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1526-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Credo che la risposta stia nel paradosso. Fuori dalla Grande Moschea, in una libreria in place du Puits de l\u2019Ermite, ho comprato una versione del <em>Div\u00e2n<\/em>, l\u2019opera pi\u00f9 celebre del poeta persiano Kh\u0101je Shams o-D\u012bn Mo\u1e25ammad \u1e24\u0101fe\u1e93-e Sh\u012br\u0101z\u012b, detto H\u0101fez, vissuto a Shir\u0101z fra il 1315 e il 1390. Sfogliando il volume, ho trovato due versi\u00a0che racchiudono il paradosso: <em>Ho lo spirito sereno presso l\u2019Essere che dona la pace, \/ Colui che all\u2019improvviso ha tolto la quiete dal mio cuore<\/em>. Questa condizione di pace inquieta serve a tenere\u00a0desta l\u2019attenzione: fungendo da pungolo, permette a ogni viaggio\u00a0di farsi significativo, nonostante il pericolo della dimenticanza. La mia fatica\u00a0\u00e8 di essere presente in ogni momento, pure\u00a0in quelli vuoti, cercando di trasformare la malinconia in serenit\u00e0 inquieta. Tale\u00a0operazione non viene compiuta dall\u2019atmosfera n\u00e9 dalla novit\u00e0 del paesaggio, ma richiede\u00a0la presenza dei compagni di viaggio.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/08\/25\/oggetti-smarriti\/img_1545\/\" rel=\"attachment wp-att-3005\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3005 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1545-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1545-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1545-768x576.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1545-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ci pensavo al museo Pompidou, davanti all\u2019opera <a href=\"https:\/\/www.centrepompidou.fr\/cpv\/ressource.action?param.id=FR_R-82fbf8a7aaa9f4aa688f9665e2e277&amp;param.idSource=FR_O-e0584f505610b1469f28d64dff1e4e5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Senza titolo<\/em><\/a> realizzata da Robert Ryman nel 1974. Sostanzialmente si tratta di un trittico monocromatico: tre grandi pannelli (182 x 546 cm) laccati di bianco. Quello spazio sterminato, quel campo dove tutto \u00e8 possibile non si lascia comprimere\u00a0nei confini di un luogo fisico. L\u2019aspetto pi\u00f9 misterioso di ogni viaggio, per quanto attraversi posti esotici e meravigliosi, consister\u00e0 sempre nei viaggiatori stessi. Pi\u00f9 dei monumenti, pi\u00f9 delle opere d\u2019arte, pi\u00f9 dei sapori e degli odori.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/08\/25\/oggetti-smarriti\/img_1538\/\" rel=\"attachment wp-att-3007\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-3007\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1538-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1538-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1538-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1538-768x768.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1538-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Davvero c\u2019\u00e8 la speranza che rimanga\u00a0qualcosa di una strada percorsa nella fragilit\u00e0 del presente? Se tale speranza esiste, essa non pu\u00f2 che nascere nell\u2019intesa, nello scambio, in quella strana alchimia di silenzio e parola che accade quando il viaggio sta gi\u00e0 diventando il racconto del viaggio. Gli aperitivi, le cene, i pranzi nei giardini pubblici o in una fritteria, le frasi scambiate al volo, i momenti dove nessuno dice niente. \u00c8 in questi interstizi che il grande Ufficio degli Oggetti Smarriti pu\u00f2 concedere i suoi doni segreti. Insieme all\u2019inevitabile smarrimento, la citt\u00e0 \u00e8 pronta a offrirci qualcosa che \u2013 pur essendoci ignoto \u2013 riconosciamo come nostro: per esempio l\u2019<a href=\"https:\/\/travelfranceonline.com\/arbre-bleu-street-art-rue-descartes\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Arbre Bleu<\/a>, dipinto nel 2000 da Pierre Alechinsky in rue Descartes. L\u2019opera \u00e8 affiancata dai versi scritti appositamente da Yves Bonnefoy: <em>[&#8230;] Car m\u00eame d\u00e9chir\u00e9, souill\u00e9, \/ l\u2019arbre des rues, \/ c\u2019est toute la nature, \/ tout le ciel, \/ l\u2019oiseau s\u2019y pose, \/ le vent y bouge, le soleil \/ y dit le m\u00eame espoir malgr\u00e9 \/ la mort [&#8230;]<\/em> (\u201cPerch\u00e9 anche lacerato, sporco, \/ l\u2019albero delle strade \/ \u00e8 tutta la natura, \/ tutto il cielo, \/ l\u2019uccello si posa \/ il vento si muove, il sole \/ dice la stessa speranza nonostante \/ la morte\u201d). Questo viaggio a Parigi, nel cuore di agosto, \u00e8 stato per me come un albero blu che resiste alle intemperie. Un albero che invita a fermarsi per bere qualcosa sotto le sue fronde, con animo serenamente inquieto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/08\/25\/oggetti-smarriti\/img_1530\/\" rel=\"attachment wp-att-3009\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3009 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1530-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1530-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1530-768x576.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1530-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>PS: Ringrazio\u00a0i miei compagni di viaggio per la loro presenza e per la loro pazienza. Grazie anche per avermi inviato alcune delle fotografie che appaiono in questo articolo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/08\/25\/oggetti-smarriti\/img_1546\/\" rel=\"attachment wp-att-3012\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3012 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1546-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1546-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1546-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1546-768x768.jpg 768w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/IMG_1546-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nPPS: I versi di Tardieu sono tratti dallo stesso volume di cui cito l\u2019epigrafe. Le traduzioni in italiano sono sempre mie, compresa quella di H\u0101fez (il volume che ho comprato: H\u0101fez de Chiraz, <em>Le Div\u00e2n. \u0152uvre lyrique d\u2019un spirituel en Perse au XIV\u00e8me si\u00e8cle<\/em>, a cura di Charles-Henri de Fouch\u00e9cour). La canzone di Barbara \u00e8 tratta dall\u2019album <em>Barbara \u00e0 l\u2019\u00c9cluse<\/em> (La voix de son ma\u00eetre 1959). La canzone di Giorgio Conte\u00a0\u00e8 un piccolo capolavoro umoristico ispirato a una visita al Museo d\u2019Orsay: si trova nell\u2019album <em>Come Quando Fuori Piove<\/em> (Ala Bianca 2011). Infine, per chi non fosse pago, ecco\u00a0Charles Aznavour: <em>Chaque rue, chaque pierre \/ Semblaient n\u2019\u00eatre qu\u2019\u00e0 nous \/ Nous \u00e9tions seuls sur terre \/ \u00c0 Paris au mois d&#8217;ao\u00fbt<\/em>\u2026 La canzone, che proviene dall\u2019album <em>La Boh\u00e8me<\/em> (EMI 1966), \u00e8 parte della colonna sonora del film <em>Paris au mois d\u2019ao\u00fbt<\/em>, girato da Pierre Granier-Deferre nel 1966 e tratto dal romanzo omonimo pubblicato da Ren\u00e9 Fallet nel 1964.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/gcm5PA-X8yY\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ragazzo con i capelli rossi e il viso cosparso di efelidi, seduto nell\u2019atrio della Gare de Lyon, sta scrutando la confezione di un prodotto contro gli acari, la cui efficacia \u00e8 garantita al cento per cento. Ha alzato gli occhiali sulla fronte e tende il viso aguzzo, strizza gli occhi miopi, corruga la fronte&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/08\/25\/oggetti-smarriti\/\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Oggetti smarriti<\/span> <span class=\"meta-nav\" aria-hidden=\"true\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[34,8,20],"tags":[694,357,358,702,515,707,699,706,291,701,705,698,700,697,35,39,703,498,11,663,21,708,704],"post_mailing_queue_ids":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2990"}],"collection":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2990"}],"version-history":[{"count":34,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2990\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3683,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2990\/revisions\/3683"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2990"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2990"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2990"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}