{"id":233,"date":"2015-12-29T12:10:12","date_gmt":"2015-12-29T11:10:12","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=233"},"modified":"2015-12-29T14:35:19","modified_gmt":"2015-12-29T13:35:19","slug":"taganrog","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2015\/12\/29\/taganrog\/","title":{"rendered":"Taganrog"},"content":{"rendered":"<p>La prima volta che incontrai Anton \u010cechov ero in vacanza al mare, in Toscana. Mi ero portato un volume di racconti e avevo assaporato il privilegio di trovarmi nel cuore della steppa, avvolto da turbini di neve, mentre intorno a me strillavano bambini e crescevano castelli di sabbia.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/18366.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-240 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/18366.jpg\" alt=\"18366\" width=\"202\" height=\"260\" \/><\/a>Di recente, ho scoperto che due cose interessavano Anton \u010cechov pi\u00f9 di tutto: i circhi e i cimiteri. Cos\u00ec riferisce Aleksej Suvorin, suo editore, amico e compagno di viaggio. Mi colpisce l\u2019accostamento tra la festa e la morte, le risate e il silenzio. In fondo, questo miscuglio \u00e8 proprio l\u2019atmosfera che si ritrova nei racconti di \u010cechov. Quando pubblic\u00f2 la sua prima raccolta, <em>Fiabe di Melpomene<\/em>, un conoscente lo present\u00f2 in un piccolo giornale: <em>\u00c8 divertente, e questo ti stringe il cuore<\/em>. Non capita spesso che la prima recensione sull\u2019opera di uno scrittore, in meno di dieci parole, dica gi\u00e0 tutto.<br \/>\nAnton Pavlovi\u010d \u010cechov nacque a Taganrog, nella Russia meridionale. Un giorno, quando era bambino, un circo si accamp\u00f2 in periferia. Paul Egorovi\u010d \u010cechov decise di portarci la famiglia ma, nella folla che premeva intorno all\u2019ingresso, gli rubarono il portafogli. Ecco dunque che la famiglia \u010cechov dovette tristemente tornare a casa. Quell\u2019ignoto borseggiatore potrebbe aver contribuito, senza volerlo, alla storia della letteratura\u2026 Sempre a Taganrog, Anton amava guardare i cimiteri nei villaggi intorno alla citt\u00e0: erano circondati da alberi di ciliegio i cui frutti, in primavera, lasciavano cadere minuscole gocce di sangue sulle tombe.<br \/>\nGli scrittori che amiamo sono con noi anche quando non ce l\u2019aspettiamo. Ci accompagnano nei momenti drammatici, in quelli lieti, perfino in quelli banali. Basta un paesaggio, un rumore di fondo, un odore colto per caso durante una passeggiata.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/IMG_1090.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-246 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/IMG_1090-300x300.jpg\" alt=\"IMG_1090\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/IMG_1090-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/IMG_1090-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/IMG_1090-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Un albero nero, spogliato dall\u2019inverno. Perch\u00e9 mi ha fatto pensare a \u010cechov? Non c\u2019\u00e8 un legame diretto; o almeno, in questo momento non mi viene in mente. Forse \u00e8 stata la tristezza di quei rami contorti, sullo sfondo di un cielo nuvoloso, e insieme la bellezza del ricamo, come una mappa geografica o la foce di un grande fiume in un continente inesplorato. \u00c8 stato un attimo. Il cielo bianco, i rami scuri, la luce invernale. Ho pensato: peccato che \u010cechov non sia qui con me, perch\u00e9 questo albero \u00e8 insieme un circo e un cimitero.<br \/>\nL\u2019autrice neozelandese Katherine Mansfield non conobbe \u010cechov di persona. Ma scrisse nel suo diario: Ach<em>, \u010cechov! Perch\u00e9 sei morto? Perch\u00e9 non posso parlare con te in una grande stanza scura, a tarda sera, quando la luce \u00e8 tinta di verde dagli alberi che oscillano di fuori?<\/em><\/p>\n<p>PS: I dettagli su Anton \u010cechov provengono da un libro\u00a0di Roger Grenier:\u00a0<em>Regardez la neige qui tombe. Impressions de Tch\u00e9khov<\/em> (Folio). \u00c8 un\u2019opera interessante. Anche soltanto\u00a0il titolo, nella sua semplicit\u00e0, mi pare evocativo. \u00c8 tratto da <em>Le tre sorelle<\/em>, dove Tuzenbach dice: <em>Il senso? Ecco, guardate la neve che cade. Che senso ha?<\/em> Una domanda che, questo inverno, ancora non ci dobbiamo porre\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima volta che incontrai Anton \u010cechov ero in vacanza al mare, in Toscana. Mi ero portato un volume di racconti e avevo assaporato il privilegio di trovarmi nel cuore della steppa, avvolto da turbini di neve, mentre intorno a me strillavano bambini e crescevano castelli di sabbia. 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