{"id":2290,"date":"2017-03-30T14:34:09","date_gmt":"2017-03-30T12:34:09","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=2290"},"modified":"2020-04-30T11:53:27","modified_gmt":"2020-04-30T09:53:27","slug":"i-lampi-della-magnolia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/03\/30\/i-lampi-della-magnolia\/","title":{"rendered":"I lampi della magnolia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0096.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2297 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0096-300x255.jpg\" alt=\"IMG_0096\" width=\"300\" height=\"255\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0096-300x255.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0096-1024x869.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ogni tanto bisognerebbe prendersi il tempo di sedersi al ciglio di una statua. L\u2019esperienza comporta qualche rischio, ma \u00e8 senz\u2019altro proficua. Quando mi fermo su una panchina o sopra un muretto ai bordi di una piazza, tutto \u00e8 pi\u00f9 semplice. Ai piedi di una statua, invece, sono costretto a fare i conti con una duplice realt\u00e0: le persone che si muovono e parlano intorno a me; la figura di bronzo che sta muta appena sopra di me. All\u2019inizio pare una cosa inoffensiva ma poi, con il passare dei minuti, comincio a sentirmi preso in mezzo. La gente chiacchiera, mi restano appiccicati pezzi di conversazione: <em>Le giornate diventano pi\u00f9 lunghe<\/em>; <em>M<\/em>a s<em>e \u00e8 stato lui a dirmi di farlo!<\/em>; <em>E c\u2019\u00e8 anche la cucina abitabile?<\/em> Nel frattempo la statua tace, come sanno fare solo le statue, e quel silenzio mi rimane addosso, mi entra sotto la pelle.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0112.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2298 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0112-300x300.jpg\" alt=\"IMG_0112\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0112-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0112-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0112-1024x1024.jpg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0112.jpg 1751w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Di recente ero di passaggio a Berna e ho scambiato due parole in silenzio con la statua di Adrian von Bubenberg in Hirschengrabenplatz. Mi sono seduto accanto a due ragazze che mangiavano insalata e granturco da piccoli contenitori di plastica. Davanti a me transitavano uomini e donne in bicicletta (con giubbotto catarifrangente), bambini al\u00a0ritorno da\u00a0scuola, tram dal colore rosso squillante. Adrian stendeva la sua mano su di me. In un primo tempo, intento nel trambusto della piazza, non mi sono accorto di niente. Poi mi \u00e8 parso di capire che la statua mi stesse tacitamente dicendo qualcosa. Ho alzato lo sguardo.<br \/>\n<em>\u2026<\/em> ha detto Adrian.<br \/>\nDopo un secondo di esitazione, gli ho risposto.<br \/>\n<em>\u2026<\/em><br \/>\nAllora lui ha sentito il bisogno di aggiungere:<br \/>\n<em>\u2026<\/em><br \/>\nCome non essere d\u2019accordo? Abbiamo parlato ancora un po\u2019.<br \/>\n<em>\u2026<\/em><br \/>\n<em>\u2026<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0115.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2299 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0115-300x209.jpg\" alt=\"IMG_0115\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0115-300x209.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0115-1024x714.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In quel momento non avevo idea di chi fosse Adrian von Bubenberg. Sapevo soltanto che era nato nel 1424 e che era morto nel 1479. Sul fianco del monumento c\u2019era una scritta: <em>So lange in uns einer Ader lebt gibt keiner Nacht<\/em>. Non so se l\u2019ho capita: qualcosa sul sangue che scorre e tiene lontana la notte. Ma non c\u2019\u00e8 bisogno di conoscere una statua per parlarci insieme.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0111.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2300 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0111-300x225.jpg\" alt=\"IMG_0111\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0111-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0111-1024x767.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Questi attimi\u00a0strappati al fluire di una giornata sono preziosi perch\u00e9 consentono di lanciare un\u2019ancora. Il tempo come sempre porter\u00e0 via la maggior parte dei gesti e dei pensieri, ma ci\u00f2 che s\u2019intuisce sedendo sotto una statua, chiss\u00e0 come, finisce per restare nel cuore un po\u2019 pi\u00f9 a lungo. Ero a Berna per incontrare Yari Bernasconi, con il quale avrei\u00a0tenuto una conferenza all\u2019Universit\u00e0 di Friburgo, invitati dal professor Uberto Motta. Ci siamo seduti\u00a0in un bar, a poca distanza dalla statua, e abbiamo lavorato alla costruzione di un percorso che, fra poesia e prosa, ci aiutasse a spiegare (prima di tutto a noi stessi) il nostro lavoro di scrittori.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_1603.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2301 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_1603-300x225.jpg\" alt=\"IMG_1603\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_1603-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_1603-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Pi\u00f9 tardi, davanti agli studenti e agli insegnanti, abbiamo letto alcune poesie di Yari e alcune pagine dei miei romanzi, cercando di scovare qualche rintocco, qualche segno che avessimo lavorato sullo stesso terreno. Mi \u00e8 sembrato che gli studenti cogliessero il tentativo di condividere aspetti e problemi concreti dei nostri laboratori personali. In particolare, il discorso \u00e8 scivolato sulla scrittura come processo di conoscenza, come cammino verso una migliore comprensione di noi stessi e del mondo. Una ragazza ha alzato la mano e ci ha chiesto: <em>Ma quando scrivete vi sentite a casa?<\/em> Una domanda profonda, difficile. In parte ne ho gi\u00e0 parlato <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/03\/16\/luomo-senza-casa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui sul blog<\/a>, ma a Friburgo abbiamo avuto occasione di approfondire il discorso. Di certo scrivere, cos\u00ec come anche leggere,\u00a0significa\u00a0essere a casa, ma forse bisogna stare attenti a non sentirsi troppo a proprio agio: talvolta le case possono diventare trappole.<br \/>\nIn compenso, pu\u00f2 capitare di sentirsi a casa in luoghi inaspettati, in circostanze imprevedibili. Come scrittori, \u00e8 difficile talvolta vestire di parole questi momenti; tuttavia\u00a0riconoscere quei luoghi e quelle circostanze \u00e8 gi\u00e0 un atto poetico, nel senso esistenziale del termine. Sono epifanie minime, come quelle che ci regalano le statue. Durante la conferenza, abbiamo letto una lirica di Franco Fortini intitolata <em>I lampi della magnolia<\/em>.<\/p>\n<p><em>Vorrei che i nostri occhi potessero vedere<br \/>\n<\/em><em>questo cielo sereno che si \u00e8 aperto,<br \/>\n<\/em><em>la calma delle tegole, la dedizione<br \/>\n<\/em><em>del rivo d\u2019acqua che si scalda.<\/em><\/p>\n<p><em>La parola \u00e8 questa: esiste la primavera,<br \/>\n<\/em><em>la perfezione congiunta all\u2019imperfetto.<br \/>\n<\/em><em>Il fianco della barca asciutta beve<br \/>\n<\/em><em>l\u2019olio della vernice, il ragno trotta.<\/em><\/p>\n<p><em>Diremo pi\u00f9 tardi quello che deve essere detto.<br \/>\n<\/em><em>Per ora guardate la bella curva dell\u2019oleandro,<br \/>\n<\/em><em>i lampi della magnolia.<\/em><\/p>\n<p>Non \u00e8 necessario trovare subito la voce (<em>Diremo pi\u00f9 tardi quello che deve essere detto<\/em>), sebbene il tendere all\u2019espressione sia in s\u00e9 gi\u00e0 un\u2019espressione. In questo caso il lampo della magnolia \u00e8 abitato dalla poesia, e diventa un momento da salvare, con la sua <em>perfezione congiunta all\u2019imperfetto<\/em>.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0117.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2302 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0117-300x225.jpg\" alt=\"IMG_0117\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0117-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0117-1024x767.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Un paio di giorni dopo la conferenza, mentre di nuovo parlavo a un gruppo di studenti in un\u2019aula scolastica (stavolta nella Svizzera italiana), dalla finestra mi ha di nuovo raggiunto il lampo di una magnolia. Allora mi \u00e8 tornato in mente Adrian von Bubenberg. Sono andato sul <a href=\"http:\/\/www.hls-dhs-dss.ch\/textes\/i\/I16654.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sito<\/a> dell\u2019Archivio storico svizzero e ho scoperto che alla fine del XIX secolo ci fu <em>un\u2019aspra controversia<\/em> in occasione della costruzione del monumento a Berna. Si discuteva se la statua dovesse raffigurarlo <em>quale prode cavaliere o piuttosto quale uomo di Stato a piedi (versione infine realizzata, inaugurata nel 1897)<\/em>. Alla fine dunque venne scartata l\u2019idea di una statua a cavallo, forse per una riflessione simile a quella che esprime\u00a0Elias Canetti in un suo aforisma: <em>Il pi\u00f9 bel monumento equestre sarebbe un cavallo che avesse sbalzato l\u2019uomo di sella<\/em>. Adrian invece \u00e8 ben saldo sulle sue gambe: sar\u00e0 un uomo di stato, ma quella mazza chiodata in primo piano, sospesa com&#8217;era proprio sopra la mia testa, non mi sembrava\u00a0un utensile adatto alle aule di un Parlamento (per quanto non si possa mai dire).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0114.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2303 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0114-240x300.jpg\" alt=\"IMG_0114\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0114-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0114-819x1024.jpg 819w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Nel sito dell\u2019Archivio storico scopro anche che Adrian von Bubenberg <em>nel 1455 si rec\u00f2 con una propria truppa a Digione per partecipare alla crociata contro i Turchi, guidata dal duca Filippo il Buono di Borgogna ma poi annullata<\/em>. Se conosco appena un po\u2019 l\u2019indole nazionale elvetica, posso immaginare la stizza con cui Adrian avr\u00e0 accolto l\u2019improvviso annullamento della crociata (senza preavviso e senza clausola di rescissione). In generale il nostro Adrian ebbe una carriera politica turbolenta: a un certo punto cadde in disgrazia, ma poi fu chiamato alla difesa di Morat. Sotto la sua guida, la citt\u00e0 resistette per dodici giorni all\u2019assedio dei Borgognoni, che vennero infine sconfitti il 22 giugno 1476 nella battaglia di Morat. Questo successo riavvi\u00f2\u00a0la carriera politica di Adrian, che probabilmente si ringalluzz\u00ec. Infatti leggo che <em>nel dicembre del 1478 guid\u00f2 attraverso il San Gottardo la campagna bernese contro Bellinzona<\/em>. Ecco, questa \u00e8 una provocazione. Ma come, io mi siedo pacifico sotto il ciglio della sua statua, e Adrian\u00a0guida una campagna contro la mia citt\u00e0? Mi riprometto di tornare a Berna, presto o tardi, per rimproverare quella faccia di bronzo. Tanto, una cosa sicura delle statue \u00e8 che in genere le ritrovi dove le hai lasciate.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0097.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2304 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0097-300x261.jpg\" alt=\"IMG_0097\" width=\"300\" height=\"261\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0097-300x261.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0097-1024x890.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Un altro\u00a0monumento\u00a0con il\u00a0quale ho conversato per qualche minuto\u00a0si trova a Mosca, in un quartiere periferico. Ricordo che qualche anno fa venni invitato in occasione di un festival a presentare una traduzione in russo di un mio romanzo. Sulla via del ritorno, mi fermai\u00a0a mangiare in un Burger King. E chi scopro l\u00e0 fuori, condannato dalla storia a fissare senza scampo proprio l\u2019insegna del fast food? Vladimir Lenin. \u00c8 proprio vero che, in questo mondo, non c\u2019\u00e8 pace nemmeno per le statue.<\/p>\n<p>PS: La\u00a0fotografia che vedete qui sopra \u00e8 stata scattata\u00a0dalla vetrina del Burger King moscovita. Quella del tavolo di lavoro ripreso dall\u2019alto \u00e8 di Yari Bernasconi. La lirica di Franco Fortini proviene da <em>Paesaggio con serpente<\/em> (Einaudi 1984). L\u2019aforisma di Canetti \u00e8 tratto da una\u00a0raccolta di appunti presi dal 1942 al 1972, intitolata\u00a0<em>Die Provinz des Menschen<\/em> (<em>La provincia dell\u2019uomo<\/em>, Adelphi 1978). La voce dell\u2019Archivio storico su Bubenberg risale al 1979 ed \u00e8 firmata da\u00a0K. F. W\u00e4lchli.<\/p>\n<p>PPS: Proprio questa sera\u00a0Yari Bernasconi e io riproporremo nella Svizzera italiana la conferenza che abbiamo tenuto a Friburgo: l\u2019appuntamento \u00e8 alle 20.30 nella Sala multiuso comunale di Magliaso. Adrian von Bubenberg non ci sar\u00e0; in compenso, non mancheranno le magnolie.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0118.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2305 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0118-300x300.jpg\" alt=\"IMG_0118\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0118-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0118-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_0118-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni tanto bisognerebbe prendersi il tempo di sedersi al ciglio di una statua. L\u2019esperienza comporta qualche rischio, ma \u00e8 senz\u2019altro proficua. 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