{"id":2152,"date":"2017-03-09T14:39:41","date_gmt":"2017-03-09T13:39:41","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=2152"},"modified":"2017-10-22T20:29:50","modified_gmt":"2017-10-22T18:29:50","slug":"winter-moon","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/03\/09\/winter-moon\/","title":{"rendered":"Winter moon"},"content":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa \u00e8 venuta un\u2019amica a cena e ha portato un po\u2019 di alghe in una bottiglia di plastica. Aveva con s\u00e9 anche roba pi\u00f9 commestibile \u2013 cioccolatini, vino bianco \u2013 ma io mi sono sentito subito attratto dalle alghe. Non erano da mangiare, non avevano propriet\u00e0 curative e\u00a0in generale\u00a0non sembravano un granch\u00e9: la bottiglia di PET lasciava intravedere filamenti verdi, giallastri o bruni. Ma nella loro banalit\u00e0,\u00a0emanavano un richiamo\u00a0misterioso.\u00a0Mentre ero intento nella contemplazione, mi hanno spiegato che quella minuscola\u00a0cosa verde era una delle specie viventi pi\u00f9 antiche del nostro pianeta.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-copia-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2155 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-copia-4-240x300.jpg\" alt=\"image1-2 copia 4\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-copia-4-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-copia-4-819x1024.jpg 819w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><em>Un po\u2019 come le felci<\/em>, ho detto io. <em>O come le lucertole<\/em>, ha detto qualcun altro. <em>No, no<\/em> \u2013 ha spiegato la persona che aveva portato l\u2019alga \u2013 <em>questa \u00e8 molto pi\u00f9 vecchia. Ha circa 400 milioni di anni.<\/em> Mi sono girato verso la mia amica. <em>Sei sicura?<\/em> Ha annuito. Era sicura, anno pi\u00f9 anno meno. Allora ho guardato di nuovo la bottiglia. Mi sentivo quasi in soggezione. <em>Si chiama <\/em>Isoetes velata, ha aggiunto l\u2019amica. <em>Variet\u00e0 sicula<\/em>. L\u2019alga, nel frattempo, se ne stava assorta nei suoi pensieri.<br \/>\nAbbiamo bevuto un aperitivo, abbiamo parlato, abbiamo mangiato una pizza. E intanto la piccola alga, matriarca di noi esseri viventi, approdata dal mare sconfinato dell\u2019era paleozoica fino a una bottiglietta di PET riciclabile, se ne stava placida nell\u2019acqua. Proprio come ha fatto per milioni di anni, mentre intorno a lei si frantumavano continenti, si sprigionavano vapori, ruotavano senza fine vaste\u00a0correnti oceaniche, nascevano spugne, scorpioni, vermi, animali con cinque occhi, coralli e muschi e meduse e lunghi tenaci millepiedi e pesci con le pinne che annaspavano sul fango delle rive. La piccola alga era gi\u00e0 vecchia nel periodo Triassico, aveva gi\u00e0 visto tutto quando il mondo si stupiva per l\u2019apparizione dei protorotirididi nel Carbonifero. Figuriamoci poi il Giurassico e il Cretaceo, figuriamoci le angiosperme con i loro fiori, ah, la bellezza dei fiori. Il gusto della pizza. I primi primati. Gli australopitechi. La bicicletta. Quel brutto ceffo dell\u2019<em>Homo abilis<\/em>. L\u2019arco e le frecce. Il tubo di scappamento, le sciarpe, i romanzi a puntate. Il coltellino svizzero. Internet, s\u00ec, nella seconda epoca del Quaternario \u00e8 comparso anche internet. Ma prima ancora, \u00e8 saltato fuori il polietilene tereftalato. E nel 1973 Nathaniel Wyeth ha inventato le bottiglie di PET.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2156 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-300x300.jpg\" alt=\"image1-2\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-1024x1024.jpg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2.jpg 1909w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>A questo punto le vie della <em>Isoetes<\/em> e della bottiglia si sono incrociate, come succede in tutte le storie. E qualche ora dopo sono arrivato anch\u2019io. Naturalmente, la <em>Isoetes<\/em> \u00e8 una remota discendente delle sue antenate che popolavano i mari primordiali, ma \u00e8 riuscita a invecchiare senza troppi cambiamenti. Ecco quindi\u00a0un modo poco dispendioso per viaggiare nel tempo: mettersi davanti alla <em>Isoetes velata<\/em> (variet\u00e0 sicula), fissare lo sguardo, cancellare tutto il resto \u2013 la pizza, la casa, la luce elettrica \u2013 e immaginare che quello stesso piccolo filamento avremmo potuto incrociarlo 400 milioni di anni fa, cos\u00ec come lo stiamo vedendo ora.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_9781.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2158 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_9781-300x300.jpg\" alt=\"IMG_9781\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_9781-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_9781-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_9781-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Lo studioso Renato Giovannoli precisa che l\u2019ammissione della possibilit\u00e0 di un viaggio a ritroso nel tempo, nella scienza o nella fantascienza, <em>avrebbe conseguenze devastanti sul piano cosmologico, e per lo stesso \u201ctessuto logico\u201d della realt\u00e0<\/em>. Da sempre gli scienziati e gli scrittori si trovano alle prese con paradossi insormontabili; Giovannoli li analizza meticolosamente fino a intravedere una soluzione nella <em>pluralit\u00e0 dei mondi<\/em>. Ma si pu\u00f2 tentare anche la strada dell\u2019empatia e dell\u2019immedesimazione. Il viaggio nel tempo non \u00e8 reale? Certo, cos\u00ec parrebbe, ma chi dice che per qualche secondo, per un\u2019infinitesima frazione di secondo, i miei occhi non abbiano scrutato davvero nelle profondit\u00e0 del Paleozoico?<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/70a3e084f90e85938540b60de2f51840.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2166 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/70a3e084f90e85938540b60de2f51840-219x300.jpg\" alt=\"70a3e084f90e85938540b60de2f51840\" width=\"219\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/70a3e084f90e85938540b60de2f51840-219x300.jpg 219w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/70a3e084f90e85938540b60de2f51840-748x1024.jpg 748w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/70a3e084f90e85938540b60de2f51840.jpg 900w\" sizes=\"(max-width: 219px) 100vw, 219px\" \/><\/a>Non c\u2019\u00e8 nemmeno bisogno di un\u2019alga preistorica, basta una notte serena. Di recente mi \u00e8 capitato di guidare la notte e di avvistare, sospesa sulle montagne, una falce di luna immensa, limpida e luminosa, come se fosse a pochi metri dalla terra. In questi casi, a volte, parcheggio\u00a0la macchina e muovo qualche passo fuori dal ciglio della strada, inoltrandomi nei campi o nei boschi. Quando non vedo pi\u00f9 tracce della civilt\u00e0 contemporanea, mi fermo. Intorno a me ci sono arbusti, un masso di pietra, i rami spogli di un faggio. Allora, alzando gli occhi al cielo, guardo la luna.<br \/>\nIn questo momento, che differenza c\u2019\u00e8 tra me e un mio antenato del XIX secolo? Che cosa mi distingue da un uomo del medioevo? La\u00a0situazione \u2013 immobile, ai margini\u00a0di un bosco, la luna sopra la testa \u2013 mi rende contemporaneo di\u00a0Giulio Cesare, di Napoleone Bonaparte, di un contadino cinese dell\u2019anno mille.<br \/>\nLa luna ci accompagna fin dall\u2019inizio. Passano le epoche, cambiano i popoli e la tecnologia, ma il gesto di alzare gli occhi ci lega inestricabilmente ai nostri progenitori. Siamo certi che davvero, per un secondo, non si crei un cortocircuito, una sovrapposizione di universi, siamo certi che per un istante io non possa trovarmi davvero in un\u2019altra epoca? E se tornassi verso la strada e incontrassi solo una mulattiera? E se nessuno sapesse pi\u00f9 niente delle automobili e dei computer?<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/sQPh4f9wrqk\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nLa fantasticheria\u00a0dura per un minuto, poi mi rendo conto che sono sempre\u00a0io, soltanto io, Andrea Fazioli, con tutta la mia inevitabile andreafaziolitudine, e che questa \u00e8 ineluttabilmente una sera di marzo del 2017. Aveva ragione Eraclito l\u2019Oscuro, quando nel 500 avanti Cristo ammoniva: <em>Non scenderai due volte nello stesso fiume<\/em>. La nostra umanit\u00e0 ci vincola al tempo, siamo inchiodati alla nostra identit\u00e0, al qui e ora di\u00a0questa epoca, e sentiamo il tempo che lentamente muta e consuma tutto ci\u00f2 che conosciamo, compresi noi stessi. Nemmeno la luna \u00e8 pi\u00f9 la stessa luna che guardavano Giulio Cesare o il contadino cinese dell\u2019anno mille. Cos\u00ec dice Borges in una breve lirica: <em>C\u2019\u00e8 tanta solitudine in quell\u2019oro. \/ La luna delle notti non \u00e8 la luna \/ che vide il primo Adamo. I lunghi secoli \/ della veglia umana l\u2019hanno colmata \/ di antico pianto. Guardala. \u00c8 il tuo specchio<\/em>. Lass\u00f9 non ci sono mondi fantastici, ampolle di senno perduto o conigli giganti, ma ci siamo noi, le nostre sofferenze, le speranze che nei millenni si sono accese\u00a0in ogni singolo uomo e in ogni singola donna che almeno per un istante, nel corso di una vita, abbia alzato gli occhi verso la luna. Guardiamola. \u00c8 il nostro specchio.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-copia-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2159 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-copia-3-300x300.jpg\" alt=\"image1-2 copia 3\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-copia-3-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-copia-3-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-copia-3-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nonostante le catene del qui e ora, \u00e8 forte nell\u2019uomo la tentazione di correre pi\u00f9 in fretta del tempo, o di fermarlo per poterlo assaporare. Perci\u00f2\u00a0sono nate mille storie di fantascienza, mille sogni paradossali. \u00c8 cos\u00ec fin dal Big Bang, quando l\u2019universo \u00e8 sbucato dal nulla ed \u00e8 subito caduto nel tempo, \u00e8 cos\u00ec fin dall\u2019attimo del nostro concepimento, che \u00e8 come un big bang personale. Tuttavia, possiamo incontrare una distorsione del tempo\u00a0quando meno ce l\u2019aspettiamo. A me \u00e8 successo tre volte in questi giorni: prima con l\u2019alga preistorica, poi con la luna invernale sulle montagne e infine \u2013 insospettabilmente \u2013 facendo la spesa. Infatti anche alla luce artificiale di un grande magazzino potete\u00a0vivere un\u2019esperienza di crono-distorsione. Basta che all\u2019improvviso,\u00a0nel settore dei dolci, vi troviate davanti una fila di panettoni, un mucchio di frittelle di Carnevale e un\u00a0coniglio di cioccolato\u00a0che vi scruta con i suoi occhietti folli. Allora di sicuro vi fermerete. Natale, Carnevale, Pasqua. Con un soprassalto interiore, vi chiederete: ma che giorno \u00e8? Basta poco. Pochissimo. E state gi\u00e0 viaggiando nel tempo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_9771.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2157 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_9771-300x273.jpg\" alt=\"IMG_9771\" width=\"300\" height=\"273\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_9771-300x273.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/IMG_9771-1024x932.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>PS: Il brano <em>Winter moon<\/em> venne inciso dal saxofonista Art Pepper nel 1980 per l\u2019album omonimo, pubblicato dalla Galaxy nel 1981. Pepper, nato nel 1925, sarebbe morto l\u2019anno successivo. Aveva sempre desiderato suonare con un\u2019orchestra di archi, e fu lieto di poterlo fare in un periodo tranquillo\u00a0della sua carriera: negli ultimi anni, pur segnato dalle ferite della droga, del carcere e dell\u2019internamento terapeutico, era tornato a lavorare\u00a0con una certa serenit\u00e0. Il suo suono \u00e8 sempre elegante, con un rintocco doloroso. Le\u00a0note lunghe dei violini tratteggiano l\u2019oscurit\u00e0 del cielo invernale; le vibrazioni del basso costruiscono la struttura su cui, come un fantasma lirico, si arrampica il contralto di Pepper, su, su, fino a disegnare il contorno della luna. Insieme a lui Stanley Cowell (piano), Howard Roberts (chitarra), Cecil McBee (contrabbasso), Carl Burnett (batteria) e gli archi\u00a0diretti da Bill Holman, che \u00e8 pure\u00a0l\u2019arrangiatore del brano, composto da Hoagy Carmichael negli anni Cinquanta.<\/p>\n<p>PPS: A chi ama la fantascienza consiglio caldamente la lettura dell\u2019opera di Renato Giovannoli, intitolata <em>La scienza della fantascienza<\/em> e pubblicata in edizione riveduta e aggiornata da Bompiani nel 2015 (la prima edizione risale al 1991). Ho citato anche il frammento 91a di Eraclito (lo trovate in <em>I frammenti<\/em>, Marcos y Marcos 1989) e la lirica\u00a0<em>La luna<\/em> di Jorge Luis Borges, tratta da <em>La moneda de hierro<\/em>, una raccolta del 1976\u00a0(in\u00a0<em>Tutte le opere,\u00a0<\/em>Mondadori 1985). Ecco il testo originale: <em>Hay tanta soledad en ese oro. \/ La luna de las noches no es la luna \/ que vio el primer Adam. Los largos siglos \/ de la vigilia humana la han colmado \/ de antiguo llanto. Mirala. Es tu espejo<\/em>.<br \/>\nIl dipinto \u00e8 di Ren\u00e9 Magritte: <em>Le ma\u00eetre d\u2019\u00e9cole<\/em> (1954).<\/p>\n<p>PPPS: Grazie ad Alice per l\u2019<em>Isoetes velata<\/em> (variet\u00e0 sicula).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Copia-di-image1-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2160\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Copia-di-image1-2-240x300.jpg\" alt=\"Copia di image1-2\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Copia-di-image1-2-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Copia-di-image1-2-819x1024.jpg 819w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-copia-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2161\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-copia-2-240x300.jpg\" alt=\"image1-2 copia 2\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-copia-2-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/image1-2-copia-2-819x1024.jpg 819w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa \u00e8 venuta un\u2019amica a cena e ha portato un po\u2019 di alghe in una bottiglia di plastica. 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