{"id":2074,"date":"2017-02-24T14:36:25","date_gmt":"2017-02-24T13:36:25","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=2074"},"modified":"2017-06-01T20:49:31","modified_gmt":"2017-06-01T18:49:31","slug":"z","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2017\/02\/24\/z\/","title":{"rendered":"Z"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9567.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2079 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9567-300x225.jpg\" alt=\"IMG_9567\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9567-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9567-1024x767.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La casa \u00e8 molto vecchia, con i muri di colore ocra e le imposte verdi. Dietro, comincia subito la montagna. Fra i cespugli e le rocce, una baracca che alloggia cinque grossi conigli. In alto, dove il pendio \u00e8 pi\u00f9 scosceso, la terra \u00e8 umida: sotto il suolo si nasconde una sorgente. L\u2019operaio portoghese che alleva i conigli sta lavorando per riportarla alla luce. \u00c8 probabile che all\u2019inizio del Novecento la fonte scorresse\u00a0fino alla vasca di una fontana presso la casa. Ancora oggi nel quartiere si dice che fosse un\u2019acqua fresca e buonissima, tanto che da lontano venivano al numero 14 di via Nocca, a Ravecchia, per riempire otri e bottiglie.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9569.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2080 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9569-300x225.jpg\" alt=\"IMG_9569\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9569-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9569-1024x767.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il portoghese ogni tanto si arrampica sul pendio e appoggia delle assi contro il terreno, per evitare che la montagna frani sul pollaio. Qualche settimana fa, fermandosi un momento\u00a0a riposare, ha notato qualcosa di strano in una lastra di pietra. Si \u00e8 avvicinato e, osservando meglio, ha scoperto che qualcuno aveva inciso una parola. Mettendo il dito nei solchi \u00e8 riuscito a leggere. Era un nome: FAZIOLI, scritto con la Z al contrario.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9575.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2081 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9575-300x225.jpg\" alt=\"IMG_9575\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9575-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9575-1024x767.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il portoghese, incuriosito, ne ha parlato con il proprietario della casa. Questi si \u00e8 ricordato che, pi\u00f9 o meno cento anni fa, in quella casa viveva il mio bisnonno Benvenuto Fazioli con la sua famiglia. Ho gi\u00e0 scritto\u00a0di lui <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2016\/03\/09\/il-citofono-di-cremona\/\" target=\"_blank\">qui sul blog<\/a>, raccontando come a quindici anni sia partito da Cremona, balzando su un treno in cerca di avventura. Per un po\u2019 visse a Zurigo, poi si trasfer\u00ec nel Canton Ticino. Mio nonno Luigi nacque a Bellinzona, proprio in via Nocca, e abit\u00f2 al numero 14 fino all\u2019adolescenza.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9563.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2082 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9563-300x225.jpg\" alt=\"IMG_9563\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9563-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9563-1024x767.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La casa \u00e8 sempre la stessa, costruita a ridosso della roccia. Le cantine profonde e silenziose si addentrano nella montagna. Muovendo un passo nell\u2019oscurit\u00e0, ho l\u2019impressione di venire accolto nella caverna senza tempo dove giacciono le cose che sono passate e quelle che devono ancora venire. Le pareti si perdono nel buio. Si percepisce che poco distante, nel cuore\u00a0della terra, sgorga la sorgente, la stessa sorgente che ancora dipinge di verde l\u2019erba e gli alberi e le montagne. La stessa che ogni anno accoglie la primavera. La sorgente che attraverso segni impercettibili\u00a0suscita la trasformazione del mondo.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9571.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2083 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9571-240x300.jpg\" alt=\"IMG_9571\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9571-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9571-819x1024.jpg 819w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Anche il mio bisnonno, o uno dei suoi figli, volle lasciare un segno. La Z al contrario fa pensare che a scrivere sia stato un ragazzino, oppure un adulto non pratico di ortografia. Anch\u2019io, forse perch\u00e9 sono mancino, ho passato anni a rovesciare la Z. Talvolta mi prende ancora\u00a0la tentazione di partire da destra e scivolare verso sinistra, per poi scendere in diagonale e scivolare di nuovo a sinistra. Se ci penso, per me la zeta non \u00e8 mai stata una consonante facile. Non lo \u00e8 nemmeno oggi. La digito sulla tastiera del computer: Z. Sembra inoffensiva. Semplice. Perfino banale, con quegli angoli acuti e quella vibrazione sonora: Z Z Z. Ma dentro di me, la vivo al rovescio. Cos\u00ec: \u00a0 \u00a0 \u00a0 .<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9573.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2084 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9573-240x300.jpg\" alt=\"IMG_9573\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9573-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9573-819x1024.jpg 819w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Cento anni fa, vicino\u00a0al canale con l\u2019acqua\u00a0fresca, quel lastrone di pietra sembrava un luogo\u00a0propizio. Il mio antenato si avvicin\u00f2 e con lo scalpello incise il suo nome. Poi, giorno dopo giorno, continu\u00f2 a vivere secondo il ritmo inesorabile che pare\u00a0fermo e che ti porta via: lavoro, riposo, disgrazie, gioia, domande, il profilo delle montagne, lo zoccolio dei cavalli, l\u2019intreccio di voci al\u00a0mercato, il fischio dei treni, il ronzio delle macchine all\u2019officina, le voci dei figli sempre pi\u00f9 spesse, poi le voci sottili dei nipoti, poi di nuovo l\u2019estate, l\u2019autunno, l\u2019inverno, la primavera, fino al silenzio. Si sar\u00e0 dimenticato del cognome inciso nel sasso? Qualcuno gli avr\u00e0 detto della Z al contrario? Al momento di scomparire avr\u00e0 pensato al fruscio della sorgente nelle notti estive, al rombo dei temporali, alla rugiada, al ghiaccio abbagliante delle mattine di gennaio? E prima di chiudere gli occhi, si sar\u00e0 chiesto perch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcosa invece di niente?<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9566.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2085 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9566-240x300.jpg\" alt=\"IMG_9566\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9566-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9566-819x1024.jpg 819w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Passano i decenni e nel quartiere abitano ancora dei Fazioli. Qualcuno \u00e8 riuscito a raddrizzare la Z, qualcuno \u2013 come me \u2013 tende ancora al rovescio. La fontana \u00e8 sempre l\u00ec, cos\u00ec come la sorgente, acquattata nel sottosuolo. Gli attuali Fazioli del quartiere, dai settanta ai cinque anni, non sono troppo diversi da Benvenuto, Ernesto, Albina, Luigi, Bruno, Rina\u00a0(chiunque fra loro abbia inciso il nome nella pietra). Anche noi viviamo i giorni come novit\u00e0 e come ripetizione, anche noi percepiamo il fluire delle cose. Il tempo misurato con gli iPhone \u00e8 sempre lo stesso che ticchettava dentro la pendola del salotto buono, dove si entrava in punta di piedi due o tre\u00a0volte l\u2019anno.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_1222.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2087 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_1222-300x225.jpg\" alt=\"IMG_1222\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_1222-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_1222-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Tutto ci\u00f2 che rimane, di quel Fazioli che incise il nome sulla pietra, \u00e8 proprio il nome scalpellato (pi\u00f9 qualche manciata di polvere gi\u00f9 al cimitero). Per anni e anni la scritta si confuse tra i sassi e i cespugli, si consum\u00f2, scomparve, venne quasi inghiottita dalla montagna. Poi arriv\u00f2 un uomo dal Portogallo, apparvero i conigli, ed ecco che oggi quel nome torna a comunicare. Che cosa significa? Chiss\u00e0. \u00c8 mai possibile trovare il significato ultimo\u00a0di un testo, di qualsiasi testo? Forse era un modo per dire \u201cesisto\u201d, o \u201cabito qui\u201d, oppure \u201cho scavato questo canale\u201d o magari \u201cpensate a me, quando passate da queste parti\u201d, o anche \u201ceccomi\u201d, \u201csono vivo\u201d, \u201csono innamorato\u201d, \u201cmi sto annoiando\u201d, \u201cmi piace quest\u2019acqua fresca\u201d, \u201cchi sono io?\u201d. \u00c8 una voce che arriva dal passato, ed \u00e8 pi\u00f9 efficace di una macchina del tempo. Probabilmente\u00a0il segno vuol dire nello stesso tempo tutte queste cose, e altre ancora.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9562.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2086 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9562-240x300.jpg\" alt=\"IMG_9562\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9562-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9562-819x1024.jpg 819w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Per questo\u00a0la creativit\u00e0\u00a0\u00e8 un gesto pericoloso. Quando si lascia un segno, di qualunque tipo, esso pu\u00f2 resistere alla consunzione e all\u2019oblio. Scrivere \u00e8 un atto che implica responsabilit\u00e0: quando tutto sembra avvolto nella penombra, le nostre parole appaiono nella mente di un\u2019altra persona, distante nello spazio o nel tempo, e portano con loro domande, segrete ribellioni, paesaggi, la promessa di un\u2019azione. Le parole scavalcano la mente, percuotono i sensi e s\u2019infilano nell\u2019anima, dove trovano un rifugio\u00a0per maturare lentamente, come il vino nella cantina di roccia. Le parole diventano parte di noi e ci aiutano a ridere, a piangere, a resistere. A vivere, insomma; ad affrontare i giorni in cui la Z si presenta inesorabilmente diritta e a capire il mistero dei giorni in cui ci mostra una faccia che non comprendiamo. Una faccia assurda? Misteriosa? Spero di avere ancora un po\u2019 di tempo per riflettere su tutto questo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9619.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2099 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9619-240x300.jpg\" alt=\"IMG_9619\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9619-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/IMG_9619-819x1024.jpg 819w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><\/p>\n<p>PS: A un certo punto, sopra, avrei voluto scrivere una zeta al rovescio.\u00a0Ma ci\u00f2 che la natura mi consente di fare con facilit\u00e0, la tecnologia mi sottrae. Sembra incredibile: con questo mio computer non \u00e8 possibile scrivere una zeta alternativa! Forse chi ha creato il programma di scrittura la giudicava inutile? Eppure, non escluderei con tanta sicumera che nella vita non possa giungere un momento in cui si riveli opportuno (o perfino decisivo) esprimere \u2013 magari via mail \u2013 una bella Z maiuscola maestosamente rovesciata.\u00a0Be\u2019, comunque ho lasciato uno spazio vuoto. Usate pure la vostra immaginazione: createvi una zeta e poi, quando meno se l\u2019aspetta, capovolgetela.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/FullSizeRender-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2104 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/FullSizeRender-2-300x171.jpg\" alt=\"FullSizeRender-2\" width=\"300\" height=\"171\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/FullSizeRender-2-300x171.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/FullSizeRender-2-1024x585.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>PPS: Grazie a Fabio Casagrande, che mi ha fatto da guida lungo il viaggio nel tempo e che mi ha offerto una bottiglia del suo vino per aiutare la memoria. \u00c8 stato lui a procurarmi anche l\u2019immagine qui sopra: \u00e8 una copia dal vero di autore sconosciuto, che raffigura la casa (con la fontana e il pendio) proprio all\u2019epoca dell\u2019incisione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La casa \u00e8 molto vecchia, con i muri di colore ocra e le imposte verdi. Dietro, comincia subito la montagna. Fra i cespugli e le rocce, una baracca che alloggia cinque grossi conigli. In alto, dove il pendio \u00e8 pi\u00f9 scosceso, la terra \u00e8 umida: sotto il suolo si nasconde una sorgente. 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