{"id":1747,"date":"2016-12-22T17:27:13","date_gmt":"2016-12-22T16:27:13","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=1747"},"modified":"2016-12-23T20:44:10","modified_gmt":"2016-12-23T19:44:10","slug":"bogey","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2016\/12\/22\/bogey\/","title":{"rendered":"Bogey"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono mattine in cui, dopo aver ascoltato le notizie alla radio, sento cadermi addosso come un velo, una cappa scura che m\u2019impedisce nei pensieri e nei movimenti, e che mi allontana dai gesti della quotidianit\u00e0. La voce stentorea del giornalista annuncia stragi durante i mercatini di Natale, attentati, azioni di guerra che \u2013 dietro l\u2019esito militare, qualunque esso sia \u2013 significano famiglie lacerate, solitudini, case e speranze distrutte, smarrimenti, fame, freddo, pensieri ed emozioni inghiottiti dal sentimento martellante della paura.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Copia-di-image1-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1761 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Copia-di-image1-2-300x217.jpg\" alt=\"copia-di-image1-2\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Copia-di-image1-2-300x217.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Copia-di-image1-2-1024x740.jpg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Copia-di-image1-2.jpg 1820w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Le notizie si susseguono, giorno dopo giorno, tanto da causare in me due reazioni distinte. Da un lato, sento insinuarsi il pericolo dell\u2019assuefazione: un altro attentato, un altro eccidio. Dall\u2019altro, percepisco la vanit\u00e0 del mio lavoro. A che serve raccontare una storia in pi\u00f9, quando dilagano la violenza e la disperazione? Mi sembra che questi fatti esigano il mio dolore, la mia solidariet\u00e0. Ma a parte inviare dei soldi \u2013 un gesto comunque poco personale \u2013 come posso esprimere la mia vicinanza? Il mio lavoro mi porta su sentieri distanti, mi conduce a trovare e a raccontare storie che non hanno niente a che vedere con queste tragedie.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/guernica-1024x384.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1756 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/guernica-1024x384-300x113.jpg\" alt=\"guernica-1024x384\" width=\"300\" height=\"113\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/guernica-1024x384-300x113.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/guernica-1024x384.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Cercando una risposta, mi sono imbattuto in un testo dello scrittore Dany Laferri\u00e8re. <em>Mi capita di chiedermi come faccia a reggersi questo strano mondo. S\u00ec, perch\u00e9 a volte sembra attaccato a un filo sottilissimo. Che cosa ci impedisce di precipitare nell\u2019orrore pi\u00f9 assoluto? Sappiamo bene che gli orrori si accumulano senza cancellarsi a vicenda. Il terrore dell\u2019uno non annulla la violenza dell\u2019altro. Le due cose si sommano. E un bambino appena nato riceve in eredit\u00e0 questo smisurato patrimonio di ferocia.<\/em> La manifestazione del male avviene ovunque: dove c\u2019\u00e8\u00a0la guerra ma anche qui, dove tutto sembra scorrere liscio. <em>In genere <\/em>\u2013 continua Laferri\u00e8re \u2013 <em>la gente pensa che sia un fenomeno contemporaneo, mentre invece si tratta di una delle pi\u00f9 antiche pratiche umane: terrorizzare l\u2019altro. Ma \u00e8 anche vero che la resistenza \u00e8 antica quanto il terrore. E per sopravvivere ha imparato a nascondersi dappertutto: in un breve silenzio come in una risata. E anche a spuntare dappertutto appena pu\u00f2, come le erbacce<\/em>.<br \/>\nMi piace l\u2019immagine della resistenza come un\u2019erbaccia. Non \u00e8 per forza qualcosa di appariscente, non \u00e8 sempre un\u2019azione eroica. Laferri\u00e8re racconta una testimonianza della giornalista irachena Inaam Kachachi. Dopo uno dei vari bombardamenti su Baghdad, lei era riuscita a raggiungere sua madre di ottantaquattro anni, che sembrava dispiaciutissima perch\u00e9 non trovava pi\u00f9 i suoi trucchi, perduti in mezzo a tutto quel trambusto. Commenta Laferri\u00e8re: <em>La frivolezza \u00e8 forse la pi\u00f9 commovente forma di coraggio<\/em>.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/image1-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1759 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/image1-2-300x300.jpg\" alt=\"image1-2\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/image1-2-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/image1-2-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/image1-2-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Un silenzio, una risata, un gesto frivolo. Mi viene in mente che anche il nostro vivere quotidiano, a suo modo, \u00e8 una forma di resistenza. Non occorrono decisioni\u00a0storiche: forse l\u2019erbaccia della resistenza significa svolgere nel modo migliore possibile il lavoro che siamo chiamati a fare, essere capaci di ironia e autoironia in ogni momento, anche quando il nostro orgoglio ci vorrebbe seriosi. Leggere una storia, ascoltare una canzone, guardare un film, cercare di capire meglio noi\u00a0stessi e il mondo \u00e8 gi\u00e0 una forma di resistenza alla superficialit\u00e0, a quell\u2019indifferenza che pu\u00f2 facilmente sfociare nell\u2019odio.<br \/>\nNon vorrei cadere nella retorica. Perci\u00f2 chiamo a testimone un personaggio che ha fatto dell\u2019antiretorica la sua bandiera. \u00c8 solo una storia, \u00e8 un fantasma nato dalla grande macchina del cinema, ma secondo me ha qualcosa da insegnare: la sua corazza di apparente cinismo protegge la fragilit\u00e0 della compassione, e ci mette al riparo dalla chiacchiera vana, dal sentimentalismo, dall\u2019isteria dell\u2019ennesimo post strappalacrime nel mare dei\u00a0social network.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8689.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1753 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8689-240x300.jpg\" alt=\"img_8689\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8689-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8689-820x1024.jpg 820w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8689.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Parlo di\u00a0Humphrey Bogart, detto Bogey, nato a New York nel 1899 e morto nel 1957. Cinematograficamente parlando, sembra roba vecchia. Ma come tutte le erbacce, Bogey resiste all\u2019usura del tempo. Di recente ho rivisto <em>Casablanca<\/em> grazie a un cineforum organizzato dagli studenti del Liceo diocesano di Breganzona, nella Svizzera italiana. Il film lo conosco quasi a memoria, ma ogni volta \u00e8 in grado di stupirmi. Cos\u00ec come mi ha stupito il silenzio, l\u2019attenzione degli studenti di fronte a un\u2019opera del 1942. Quel mondo ormai non esiste pi\u00f9, e la rappresentazione che ne d\u00e0 <em>Casablanca<\/em> \u00e8 comunque storicamente inattendibile. \u00c8 un film di propaganda, girato in piena guerra, con tutti i pericoli del caso: retorica, imprecisioni, luoghi comuni. Eppure, miracolosamente, non solo <em>Casablanca<\/em> evita il naufragio, ma riesce a dire qualcosa che ci sia di aiuto ancora oggi. Questo \u00e8 anche merito di Bogey. Il suo modo d\u2019interpretare Rick va oltre la recitazione, ma incarna un modo di essere. Bogey era pieno di difetti: beveva troppo, era umorale, aveva difficolt\u00e0 nell\u2019espressione dei sentimenti, soffriva di manie di persecuzione. Ma ebbe il coraggio di portare le sue debolezze nei suoi personaggi. In un certo senso, l\u2019eroe del film \u00e8 Victor Laszlo, che combatte direttamente il male (cio\u00e8 i nazisti) e che con il suo carisma invita alla ribellione. Ma \u00e8 Bogey, dietro il suo apparente distacco, a rendere possibile tutto ci\u00f2: un cenno del capo, una battuta, la capacit\u00e0 di sacrificio al momento giusto, la discrezione nel fare buon viso a cattivo gioco. Senza Rick, anche i gesti eroici di Laszlo non sarebbero possibili.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/d22CiKMPpaY\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nMi sembra che tutti noi, in quel piccolo cineforum, davanti a un vecchio film, abbiamo intuito che l\u2019erbaccia della resistenza pu\u00f2 essere il coraggio della quotidianit\u00e0. Scrive l\u2019autore Jonathan Coe: <em>\u00c8 innegabile che, dopo aver visto uno dei grandi film di Bogart, si ha la sensazione che qualcosa ci abbia arricchito ed elevato lo spirito<\/em>. Il personaggio di Bogey va oltre le sue singole manifestazioni. \u00c8 un invito a prendere la vita con ironia, a non cadere nell\u2019autocommiserazione o nell\u2019ideologia. Lui stesso seppe conservare il senso dell\u2019umorismo\u00a0fino all\u2019ultimo. Quando stava male, leggendo che i giornali lo avevano gi\u00e0 dato per morto, rispose con queste parole: <em>Ho letto che mi hanno asportato entrambi i polmoni; che mi restava mezz\u2019ora di vita; che ero in fin di vita in un ospedale che non esiste nemmeno; che il mio cuore ha cessato di battere ed \u00e8 stato sostituito da una vecchia pompa di benzina presa da una stazione di servizio in disuso. Mi hanno spacciato per diretto a tutti i cimiteri da qui al Mississippi, tra i quali alcuni dove sono certo che accettino solo cani. Tutto ci\u00f2 addolora i miei amici, per non parlare delle compagnie di assicurazione\u2026<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8698.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1755 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8698-300x176.jpg\" alt=\"img_8698\" width=\"300\" height=\"176\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8698-300x176.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8698-1024x602.jpg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8698.jpg 1089w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em>Che cosa ci pu\u00f2 dire oggi questo fantasma in bianco e nero, con il suo impermeabile, la sigaretta, il cappello, con il suo sguardo insieme addolorato e ironico? Secondo Jonathan Coe, la strategia di Bogart si riassume nell\u2019espressione <em>take it and like it<\/em>, che in italiano si potrebbe rendere con \u201cfare buon viso a cattivo gioco\u201d, \u201csopportare il male e sorridere nelle avversit\u00e0\u201d.<br \/>\nQuesto \u00e8 Bogey. Cos\u00ec lo abbiamo rivisto in <em>Casablanca<\/em>, ancora una volta. Una vecchia erbaccia del 1942, certe volte, pu\u00f2 aiutarci ad affrontare il peso del mondo pi\u00f9 di tante analisi storico-politiche, pi\u00f9 di tanti brillanti editoriali, pi\u00f9 di tanti proclami intessuti di belle parole.<br \/>\n<em>Take it and like it<\/em>.<br \/>\nCerchiamo di fare del nostro meglio.<\/p>\n<p>PS: Il cineforum s\u2019intitola <em>Ippopotami in vacanza<\/em>. Il titolo proviene da una bella poesia di Billy Collins, che riflette sulla capacit\u00e0 d\u2019immedesimazione suscitata dai grandi film. Ecco <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/hippoCinePerBlog.pdf\" target=\"_blank\">qui<\/a> la locandina (la prossima proiezione, <em>Ombre rosse<\/em>, sar\u00e0 domenica 8 gennaio alle 17.30, in via Lucino 79 a Breganzona, vicino a Lugano). Ed ecco la poesia di Collins: <em>Ippopotami in vacanza \/\/ non \u00e8 proprio il titolo di un film \/ ma se lo fosse lo vedrei di sicuro. \/ Mi piacciono le loro gambe corte e le teste grosse, l\u2019aspetto globale dell\u2019ippopotamo. \/ Mentre in centinaia giocheranno divertiti \/ nel fango di un ampio, lento fiume, \/ io manger\u00f2 il popcorn \/ nel buio di un cinema di quartiere. \/ Quando apriranno le bocche enormi \/ solcate da grandi e tozzi denti \/ io berr\u00f2 la mia enorme Coca. \/\/ Star\u00f2 ad un tempo seduto al mio posto \/ e nell\u2019acqua a giocare con loro, \/ proprio come succede \/ in ogni grande film. \/ Solo un recensore dall\u2019animo meschino chiederebbe in vacanza da che cosa?<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8705.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1764 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8705-300x226.jpg\" alt=\"img_8705\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8705-300x226.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8705.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>PPS: Le parole di Dany Laferri\u00e8re sono tratte da <em>L\u2019Art presque perdu de rien faire<\/em>, pubblicato dalle \u00c9ditions Grasset &amp; Fasquelle nel 2014; in italiano, con il titolo <em>L\u2019arte ormai perduta del dolce far niente<\/em>, \u00e8 uscito per 66thand2nd nel 2016 (tradotto dal francese da Federica Di Lella e Francesca Scala). Le parole di Coe e dello stesso Bogart provengono da <em>Humphrey Bogart. Take it &amp; like it<\/em>: \u00e8 una biografia scritta da Coe nel 1991 e pubblicata in italiano da Feltrinelli nel 2004, con la traduzione di Anna Mioni e il titolo <em>Caro Bogart. Una biografia<\/em>. Le due immagini iniziali sono una riproduzione di <em>La guerra<\/em> (Marc Chagall, 1966) e di <em>Guernica<\/em> (Pablo Picasso, 1937). I versi di\u00a0Billy Collins sono presi dalla raccolta\u00a0<em>Questions About Angels\u00a0<\/em>(1991), poi confluita\u00a0in\u00a0<em>Sailing Alone Around the Room <\/em>e\u00a0pubblicata in italiano da Fazi nel 2013 con il titolo\u00a0<em>A vela in solitaria intorno alla stanza <\/em>(traduzione di Franco Nasi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono mattine in cui, dopo aver ascoltato le notizie alla radio, sento cadermi addosso come un velo, una cappa scura che m\u2019impedisce nei pensieri e nei movimenti, e che mi allontana dai gesti della quotidianit\u00e0. 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