{"id":1654,"date":"2016-12-01T17:41:40","date_gmt":"2016-12-01T16:41:40","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=1654"},"modified":"2017-12-01T19:47:42","modified_gmt":"2017-12-01T18:47:42","slug":"periferia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2016\/12\/01\/periferia\/","title":{"rendered":"Periferia"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 un periodo con tanti impegni e poche idee. Avrei diverse cose da scrivere, ma \u00e8 difficile trovare quello spazio intimo, anche mentale, quella <em>stanza tutta per s\u00e9<\/em> in cui accogliere personaggi e storie. Presentazioni, laboratori, incontri: la parte pubblica della vita di uno scrittore \u2013 ossia ci\u00f2 che si fa anche per sbarcare il lunario \u2013 a volte rischia di sommergere il tempo vuoto, la lentezza di pensiero necessaria a scoprire un\u2019idea, a levigarla, a trasformarla in qualcosa di concreto. In questi casi, uno dei rimedi che cerco di mettere in atto consiste nel camminare. Non si tratta di jogging (quello non aiuta) n\u00e9 di trasferimenti a piedi da un luogo all\u2019altro, n\u00e9 di passeggiate o escursioni con una meta ben precisa.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8155.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1673 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8155-300x225.jpg\" alt=\"img_8155\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8155-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8155-1024x767.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u2019idea \u00e8 quella di camminare a caso. Ma ho notato che i miei vagabondaggi, in qualunque citt\u00e0 mi trovi, tendono a portarmi verso la periferia. Mi piace in particolare quella zona in cui le citt\u00e0 cominciano a sfilacciarsi, a mostrare un aspetto meno rigido, come se conservassero un ricordo di campagna. Ci sono appezzamenti di terreno vuoti, distributori di benzina, supermercati e complessi residenziali che si svuotano ogni mattina per riempirsi di nuovo in serata. Il momento\u00a0pi\u00f9 interessante, per i vagabondaggi periferici, \u00e8 proprio quello del Grande Ritorno. Nella calma pomeridiana, per le strade girano soprattutto anziani, gruppi di adolescenti\u00a0o genitori muniti di carrozzina. Poi, mentre si fa buio, arriva l\u2019ora in cui le macchine appaiono sui vialetti, e con un sommesso ronzio le porte dei garage annunciano che il pomeriggio sta diventando sera.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8166.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1678 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8166-300x225.jpg\" alt=\"img_8166\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8166-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8166-1024x767.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nella mia citt\u00e0 ci sono un paio di punti\u00a0in cui posso contemplare dall\u2019alto un complesso residenziale (in periferia, ma non solo). Allora\u00a0mi sento nello stesso tempo lontano dal mondo e presente in ogni gesto, in ogni sbattere di portiera, strillo di bambino, cigolio di cancello o fruscio di bicicletta. Il rientro dalla giornata di lavoro significa la pace? \u00c8 il riposo dell\u2019eroe che torna dal suo viaggio? Oppure \u00e8 proprio a quest\u2019ora che ogni eroe comincia la vera battaglia? In questi momenti, scrive Cesare Viviani, ci\u00a0si affanna <em>a smontare \/ e a rimontare il vero<\/em>.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_8105.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1656 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_8105-300x300.jpg\" alt=\"img_8105\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_8105-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_8105-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_8105-1024x1024.jpg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_8105.jpg 1392w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Che cosa significa questo lavoro, questo incessante interrogare il mondo? Non \u00e8 soltanto il gesto della scrittura: \u00e8 qualcosa che parte prima della scrittura, in un certo senso, e che finisce dopo. \u00c8 quell\u2019inquietudine che tiene desto\u00a0l\u2019eroe: infatti\u00a0non basta sconfiggere il drago \u2013 o essere sconfitti dal drago, perch\u00e9 capita anche questo. C\u2019\u00e8 bisogno pure di interrogarlo, questo drago, per capire il senso del proprio combattere, del proprio viaggiare. Ogni volta che si arriva a un punto fermo, la ricerca non si placa; anzi, si fa ancora pi\u00f9 intensa. Ci\u00f2 che mi spinge a scrivere, non \u00e8 il desiderio di svelare il mistero, ma quello di approfondirlo. Scrivendo ho l\u2019impressione di costruire qualcosa di mio, qualcosa di vasto e ramificato; e subito, appena ho dato vita a questo insieme\u00a0di voci, sento che si allontana, che non \u00e8 pi\u00f9 mio. Scrivere \u00e8 acquisto e perdita, sempre, cos\u00ec come in un certo senso \u00e8 tutta la nostra esistenza. Ho trovato questo sentimento in una lirica intitolata <em>Scrivere romanzi<\/em>, che la poetessa Daria Menicanti dedic\u00f2 all\u2019amica Lalla Romano (<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/ScrivereRomanziMenicanti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a> in formato pdf).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8135.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1670 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8135-300x300.jpg\" alt=\"img_8135\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8135-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8135-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8135.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ecco, scrivere \u00e8 come osservare l\u2019ora del Grande Ritorno. I personaggi seguono il loro destino. Percepisco\u00a0una vicinanza fra me e loro, e\u00a0tuttavia mi rendo conto\u00a0che sono degli sconosciuti: parlano di cose che non so\u00a0e stanno per entrare\u00a0in sale da pranzo che non vedr\u00f2 mai, fieri della loro cucina abitabile o della macchina nuova. <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8169.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1679 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8169-300x225.jpg\" alt=\"img_8169\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8169-300x225.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/IMG_8169-1024x767.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Qualcuno sar\u00e0 felice, incredibilmente felice in una sera d\u2019inverno, qualcun altro invece nasconde la propria disperazione. C\u2019\u00e8 chi si lascia avvolgere dalla quotidianit\u00e0 come da una coperta, chi si addormenta sul divano, chi si affanna <em>a smontare \/ e a rimontare il vero,\u00a0<\/em>chi si orienta\u00a0<em>nel trito di un tremante arcobaleno.<\/em><br \/>\nNon \u00e8 sempre facile cercare\u00a0le parole per ognuno di loro,\u00a0liberare\u00a0dentro di me lo spazio per accogliere queste parole; soprattutto, trovare la fiducia e la speranza perch\u00e9 valga la pena pronunciarle. Qualche volta, quando non ho parole, mi dico che\u00a0il silenzio contribuisce alla scrittura. E immagino che ogni passo sui vialetti, ogni abbraccio sulla soglia, ogni sigaretta fumata sul balconcino faccia parte di una sola canzone, fatta di accordi in maggiore e in minore, con un suo ritmo, una sua armonia segreta che ogni tanto si rivela, ogni tanto si nasconde.<br \/>\nProprio in uno spazio di periferia, Ben Wendel (sax) e Ambrose Akinmusire (tromba) hanno provato a dare voce a questa canzone, a queste domande.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-U71HSrXfdU\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>PS: L\u2019espressione <em>una stanza tutta per s\u00e9<\/em> \u00e8 ripresa da Virginia Woolf (ne ho\u00a0parlato <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2016\/10\/21\/vulcani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a>). La lirica di Cesare Viviani \u00e8 tratta da <em>Osare dire<\/em> (Einaudi 2016). Quella di Daria Menicanti proviene da <em>Lalla Romano e Daria Menicanti:\u00a0\u00abmentre tu scrivi\u00bb<\/em>, a cura di Antonio Ria e Serena Savini, edito nel 2012\u00a0da Mimesis Centro Internazionale Insubrico come catalogo di una mostra dedicata alle due autrici.<\/p>\n<p>PPS: Il video con Ben Wendel e Ambrose Akinmusire, registrato in una zona desolata di Los Angeles, vuole suscitare l\u2019atmosfera del mese di dicembre. Secondo Ben Wendel, \u00e8 <em>un tempo<\/em>\u00a0<em>per riflettere e per guardarsi indietro<\/em>. \u00c8 tratto dal progetto <em>The Seasons <\/em>(2015), dello stesso Wendel: sono dodici video per dodici mesi, ognuno con un approccio diverso; lo spunto \u00e8 nato da\u00a0<i>Le stagioni<\/i>, 12 pezzi per pianoforte composti da \u010cajkovskij nel 1876. Ben Wendel, che ha scritto\u00a0la musica, duetta ogni mese con un artista\u00a0che sente affine. Trovate <a href=\"https:\/\/www.benwendel.com\/theseasons\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a> la presentazione del progetto (in inglese) insieme a tutti i video in alta definizione. Ecco <a href=\"https:\/\/www.benwendel.com\/ambrose-akinmusire\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui<\/a>, invece, un commento sul mese di dicembre (sempre in inglese). Di Ben Wendel consiglio anche l\u2019album <em>What we bring<\/em>, pubblicato qualche settimana fa da Mot\u00e9ma Music.<\/p>\n<p>PPPS: Per chi non vedesse le immagini, ecco il testo completo della poesia di Viviani che ho citato sopra:\u00a0<em>Quando il cielo si tinge di nero, \/ a buio, \/ gli affaticati che ottengono \/ un giusto riposo a casa \/ non siamo noi, affannati a somontare \/ e a rimontare il vero.<\/em><\/p>\n<div class=\"\" data-block=\"true\" data-editor=\"5v74g\" data-offset-key=\"e48co-0-0\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un periodo con tanti impegni e poche idee. Avrei diverse cose da scrivere, ma \u00e8 difficile trovare quello spazio intimo, anche mentale, quella stanza tutta per s\u00e9 in cui accogliere personaggi e storie. 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