{"id":1551,"date":"2016-11-10T17:04:27","date_gmt":"2016-11-10T16:04:27","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=1551"},"modified":"2017-11-10T19:49:49","modified_gmt":"2017-11-10T18:49:49","slug":"lamore-silenzioso-dei-pesci","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2016\/11\/10\/lamore-silenzioso-dei-pesci\/","title":{"rendered":"L\u2019amore silenzioso dei pesci"},"content":{"rendered":"<p>La settimana scorsa, all\u2019acquario di Genova, mi sono trovato di fronte a uno squalo. Me ne stavo l\u00ec con tutte le incertezze di un povero essere umano, mentre lui nuotava inesausto, come fa da quattrocento milioni di anni. Noi soffriamo, ci interroghiamo sul tempo, sulla politica, sull\u2019amore. E lo squalo? Prima delle piante, prima dei vertebrati, era gi\u00e0 la macchina perfetta che \u00e8 ora. Per un attimo ho incrociato i suoi occhietti fissi. Poi ho pensato: chiss\u00e0 che noia.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/LoSqualo_BD_oring_pack2D_748290157.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1567 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/LoSqualo_BD_oring_pack2D_748290157-240x300.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/LoSqualo_BD_oring_pack2D_748290157-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/LoSqualo_BD_oring_pack2D_748290157-820x1024.jpg 820w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/LoSqualo_BD_oring_pack2D_748290157.jpg 1608w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Le nostre imperfezioni ci permettono di andare avanti, di cambiare nel tempo. Le nostre domande, la nostra capacit\u00e0 d\u2019immaginare, di raccontare il mondo: \u00e8 questo che ci contraddistingue e che ci rende unici fra tutte le specie. Ma il problema \u00e8 che ad annoiarsi \u2013 come hanno rilevato tanti filosofi e poeti \u2013 non sono gli squali, ma siamo noi. Lo stupore di essere qui, di fare parte del mondo, a volte non riesce a contrastare quel sentimento strisciante, che sale da dentro e che corrompe ogni cosa.<br \/>\nCi sono giorni in cui ho l\u2019impressione che le rotaie della vita quotidiana mi spingano davanti agli stessi paesaggi, e mi pare di ripetere le stesse cose, le stesse parole, da sempre. Allora mi dico: quando ti troverai di fronte a ci\u00f2 che non hai mai visto, magari\u00a0saprai stupirti di nuovo. Ma non sono sicuro che sia tanto semplice.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_7960.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1564 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_7960-300x300.jpg\" alt=\"img_7960\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_7960-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_7960-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/IMG_7960.jpg 727w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Proprio all\u2019acquario di Genova, in mezzo a stranezze marine di ogni tipo, a un certo punto mi sono chiesto: ma perch\u00e9 mai la vista di un delfino \u2013 o di una medusa, se preferite \u2013 dovrebbe suscitarmi un sentimento di meraviglia? Tutto \u00e8 come deve essere, com\u2019era e come sar\u00e0. Mi dicevo: lo spettacolo della natura, nella sua perfezione, \u00e8 qualcosa di sorprendente; se non riesce a stupirti nemmeno questo, che cosa mai ti scuoter\u00e0? Forse l\u2019arte della meraviglia dovrebbe venire allenata regolarmente. Ci\u00f2 che la gente chiama \u201crestare giovani\u201d, nel limite del possibile, \u00e8 la capacit\u00e0 di rinnovare lo stupore. E certe volte lo stupore nasce con la pazienza. Bisogna mettersi davanti ai delfini e aspettare.\u00a0Scrive Cesare Pavese di non avere niente in comune <em>coi viaggiatori, gli sperimentatori, gli avventurieri<\/em>. Poi\u00a0aggiunge che <em>il pi\u00f9 sicuro \u2013 e pi\u00f9 rapido \u2013 modo di stupirci \u00e8 di fissare imperterriti sempre lo stesso oggetto. Un bel momento quest\u2019oggetto ci sembrer\u00e0 \u2013 miracoloso \u2013 di non averlo visto mai<\/em>.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/cyMi5qyglYw\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\nDopo un po\u2019 i movimenti sinuosi dei pesci, le loro incomprensibili capriole hanno cominciato a ipnotizzarmi. Nello stesso tempo, come se mi trovassi al cinema, mi sono reso conto del flusso di umanit\u00e0 che passava davanti alla vasca. In una sua canzone, Lucio Dalla parla dell\u2019<em>amore silenzioso dei pesci \/ che ci aspettano nel mare<\/em>. Ma il vero mistero non erano le creature subacquee; erano gli uomini, le donne, i bambini, quei profili umani che si prendevano per mano e agitavano gli iPhone davanti alla parete liscia delle vasche.<br \/>\nInvece di concentrare lo sguardo sui pesci, ho cominciato a osservare i miei simili. Che cosa fa s\u00ec che un essere umano adulto, sui cinquant\u2019anni, si cimenti in una serie di contorsioni, protendendo un\u2019asta di ferro, per il desiderio di scattare un selfie accanto a uno squalo? Molto interessanti erano le dinamiche di coppia (l\u2019amore silenzioso degli umani). Una donna sulla quarantina con stivali alti, minigonna, top\u00a0aderente, era intenta a fotografare i delfini; accanto, un po\u2019 pi\u00f9 indietro, il suo accompagnatore ignorava bellamente ogni forma di cetaceo e fotografava lei, la sua donna, da ogni punto di vista. Pochi metri pi\u00f9 in l\u00e0, una ragazza era affascinata dalla danza leggiadra e impalpabile delle meduse: sgranava gli occhi, tentava di filmarle con il cellulare. Il suo ragazzo, invece, non ne poteva pi\u00f9: <em>andiamo<\/em>, le diceva, <em>adesso le hai viste, no?<\/em> E lei, rapita: <em>ma sono belle!<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7E8-DiKpWUc\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><br \/>\n<\/em>Ecco il fascino dell\u2019acquario: giorno dopo giorno, il mondo di sotto e quello di sopra si sfiorano senza incontrarsi. Un bimbo\u00a0prova ad accarezzare il dorso delle razze, una\u00a0foca segue per un paio di secondi il gesto di una mano, ma poi ognuno torna alla sua esistenza. Viene in mente quell\u2019altra canzone di Lucio Dalla, nella quale immagina il pensiero segreto delle creature marine: <em>Frattanto i pesci <\/em><em>\/ <\/em><em>dai quali discendiamo tutti <\/em><em>\/ <\/em><em>assistettero curiosi <\/em><em>\/ <\/em><em>al dramma collettivo <\/em><em>\/ <\/em><em>di questo mondo<\/em>.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"560\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/9w7OFmgH3g4\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><br \/>\n<em>Com\u2019\u00e8 profondo il mare<\/em>\u2026 oltre a tutti i significati immaginabili, per me questo verso vuol dire che, perfino nei giorni\u00a0pi\u00f9 banali, c\u2019\u00e8 sempre qualcosa da scoprire. Il mare non \u00e8 soltanto il mare, siamo tutti noi. Nei momenti peggiori, sembra un paesaggio eternamente uguale, fatto di acqua che si aggiunge ad altra acqua. Ma con un po\u2019 di allenamento, si pu\u00f2 arrivare a percepire il mondo come un luogo miracoloso. <em>Gi\u00e0 la grazia di avere fatto parte \/ di questa eternit\u00e0 incomprensibile, \/ di questo miracoloso spazio, \/ dovremmo essere grati<\/em>.<\/p>\n<p>PS: La poesia\u00a0che cito alla fine \u00e8\u00a0di Cesare Viviani, tratta da <em>Credere all\u2019invisibile<\/em> (Einaudi 2009). La frase di Cesare Pavese proviene dall\u2019<em>Avvertenza<\/em> ai <em>Dialoghi con Leuc\u00f2<\/em> (nell\u2019edizione Mondadori del 1972).<\/p>\n<p>PPS: Il verso di Dalla sull\u2019<em>amore silenzioso dei pesci<\/em> \u00e8 tratto dalla canzone <em>Henna<\/em>, contenuta nell\u2019album omonimo del 1993 (Pressing). Anche <em>Com\u2019\u00e8 profondo il mare<\/em> d\u00e0 il titolo a un album, pubblicato nel 1977 (Ricordi).<\/p>\n<p>PPPS: Grazie a Paolo per la fotografia dei pesci multicolori e a Martina per i video. La musica: <em>Nightcall<\/em> di Kavinsky &amp; Lovefoxxx (video delfini) e la <em>Cello Suite numero 1 in G minore<\/em> di Bach\u00a0(video meduse).<\/p>\n<p>PPPPS: Devo precisare, infine, che lo squalo della prima immagine potrebbe non essere precisamente corrispondente allo squalo con cui ho avuto un rapido scambio di occhiate a Genova. Ma vai a sapere&#8230; non \u00e8 facile distinguere uno squalo dall\u2019altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La settimana scorsa, all\u2019acquario di Genova, mi sono trovato di fronte a uno squalo. Me ne stavo l\u00ec con tutte le incertezze di un povero essere umano, mentre lui nuotava inesausto, come fa da quattrocento milioni di anni. Noi soffriamo, ci interroghiamo sul tempo, sulla politica, sull\u2019amore. E lo squalo? 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