{"id":1275,"date":"2016-09-15T19:08:34","date_gmt":"2016-09-15T17:08:34","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=1275"},"modified":"2018-03-12T00:05:12","modified_gmt":"2018-03-11T23:05:12","slug":"la-stanza-chiusa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2016\/09\/15\/la-stanza-chiusa\/","title":{"rendered":"La stanza chiusa"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">A casa mia c\u2019\u00e8 una stanza senza porte, senza aperture, con una sola finestra ermeticamente chiusa. Sta sopra la biblioteca, di fianco alla mansarda. Per entrarci, bisognerebbe abbattere una parete, forare il soffitto della biblioteca o spaccare il vetro della finestra. In teoria, appoggiando una scala alle pareti esterne, si potrebbe sbirciare dentro; io per\u00f2 non ci ho mai provato, anche se abito l\u00ec da cinque\u00a0anni.\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">Quando mi siedo da solo in balcone, per leggere un libro, fumare o ascoltare musica, mi capita di alzare gli occhi verso la finestra chiusa. Allora provo una sensazione strana, come se i miei occhi si affacciassero su un territorio inesplorato. In fondo, \u00e8 un luogo dove nessuno pu\u00f2 mettere piede. \u00c8 uno spazio irrimediabilmente distante, come uno sperone di nuda roccia negli anfratti di una montagna, o come una navicella perduta nelle solitudini dello spazio.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copia-di-image1-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1279 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copia-di-image1-2-300x300.jpg\" alt=\"copia-di-image1-2\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copia-di-image1-2-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copia-di-image1-2-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Copia-di-image1-2-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><span style=\"color: #000000;\">Mi capita di parlarne a qualche amico, mentre beviamo qualcosa\u00a0prima di cena. In genere, gli amici contemplano la finestra\u00a0con una blanda curiosit\u00e0. Ma se\u00a0insisto, se\u00a0ripeto\u00a0che non so che cosa ci sia all\u2019interno, nelle loro pupille si accende un lampo, simile a quello che appare\u00a0negli occhi di un navigatore quando\u00a0approda a un\u2019isola non segnata nelle carte. \u00c8 la valle segreta, il pianeta inesistente, la casa stregata, la radura nel cuore della giungla. \u00c8 una stanza in una casa qualunque, a Bellinzona, ma \u00e8 anche il simbolo dell\u2019ignoto.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">L\u2019edificio risale credo agli inizi del \u2019900, se non prima. Non so perch\u00e9 l&#8217;architetto che l&#8217;ha restaurato abbia voluto chiudere\u00a0quella stanza: forse per risparmiare. Certo, non posso fare a meno d\u2019immaginare che il loculo\u00a0nasconda segreti sconvolgenti. C\u2019\u00e8 solo l\u2019imbarazzo della scelta.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IMG_6882.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1280 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IMG_6882-300x300.jpg\" alt=\"img_6882\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IMG_6882-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IMG_6882-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IMG_6882-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><span style=\"color: #000000;\">1) Qualcuno \u00e8 stato murato vivo, anni fa, e il suo fantasma si affaccia pallidamente alla finestra nelle notti di piena luna. 2) \u00c8 il rifugio di un super eroe, il quale accede all\u2019interno grazie a super poteri che gli consentono di passare attraverso i muri.\u00a0\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000;\">3) Era il covo di un serial killer, con i resti delle sue vittime. \u00c8 stato chiuso proprio dal killer, per cancellare le prove (O forse anche\u00a0l\u2019assassino \u00e8 murato nella sua \u201cstanza degli orrori\u201d?) 4) \u00c8 la base operativa di una spia, nella quale si entra mediante un passaggio segreto abilmente dissimulato. 5) \u00c8 una macchina del tempo, allestita da uno scienziato nel 3978: grazie alla tecnologia sofisticata del trentanovesimo secolo, si pu\u00f2 entrare e viaggiare verso il passato o il futuro. 6) \u00c8 un ponte dimensionale per un universo parallelo. 7) \u00c8 il nascondiglio di un tesoro inestimabile, raccolto da un rapinatore in decenni di colpi fortunati: montagne di lingotti d\u2019oro, monete di ogni valuta, gioielli, pietre preziose.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/image2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1281 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/image2-300x300.jpg\" alt=\"image2\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/image2-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/image2-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/image2-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><span style=\"color: #000000;\">Potrei continuare. Ma se appoggiassi la scala al muro e dessi un\u2019occhiata, tutte queste ipotesi svanirebbero come neve al sole (o lacrime nella pioggia). La verit\u00e0 \u00e8 che luoghi mai visti, qualche volta, accendono la fantasia pi\u00f9 dei viaggi reali. In fondo quando leggiamo, quando guardiamo un film o ascoltiamo un racconto, vogliamo addentrarci in regioni sconosciute. Anche quando si tratta di\u00a0posti che conosciamo\u00a0e\u00a0situazioni note, l\u2019atto narrativo \u00e8 sempre un viaggio di scoperta. \u00c8 questa la forza delle storie: nel momento in cui indagano la nostra intimit\u00e0, esse ci conducono verso sentieri nuovi, misteriosi. Come diceva lo scrittore Giuseppe Pontiggia, la letteratura\u00a0<em>svela quell\u2019ignoto che non ci \u00e8 estraneo<\/em>. Il movimento dell\u2019arte \u00e8 sempre duplice: \u00e8 un\u2019indagine su ci\u00f2 che siamo, su ci\u00f2 che desideriamo, e allo stesso tempo \u00e8 uno sguardo spalancato sulla variet\u00e0 del mondo. Dentro e fuori di noi, troviamo una realt\u00e0 fatta di contraddizioni: pozzi profondi di male accanto a inaspettati bagliori di bellezza. Ci sono panorami sconfinati, sentieri angusti e, qualche volta, stanze chiuse&#8230;<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">La vita della mia famiglia si svolge intorno a quello spazio inaccessibile, da cui riverbera un continuo alone di mistero. Le parole della quotidianit\u00e0 penetrano appena nel cubicolo, insieme ai raggi del sole che oltrepassano i vetri opachi della finestra. Per il resto, l\u00e0 dentro, tutto \u00e8 immobile e silenzioso.<br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000;\">Nel 1956 lo\u00a0scrittore Giovannino Guareschi, sul settimanale \u201cCandido\u201d, racconta una situazione simile: un mistero nel paesaggio consueto.<\/span><\/p>\n<p><i><span style=\"color: #000000;\">Ricordo che quando ero ragazzo, per quindici anni ho abitato a Marore. E siccome ero tutto il giorno a cavallo della bicicletta, conoscevo tutte le strade e le viottole dentro un raggio di dieci chilometri. Una sola strada non ho voluto mai percorrere sino in fondo: ed \u00e8 quella che comincia dalla casa rossa. Arrivato alla casa rossa mi sono sempre fermato. E ancor oggi, e cos\u00ec sar\u00e0 negli anni successivi, non so dove vada a finire. Non lo so e non lo voglio sapere. \u00c8 un errore voler vedere e conoscere tutto: bisogna lasciare dei pascoli per la fantasia.<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Guareschi\u00a0conosceva alla perfezione il suo territorio, proprio perch\u00e9 era abituato a lavorare sulla quotidianit\u00e0 di un mondo piccolo per dimensioni, non certo per profondit\u00e0 e ricchezza di materiale umano. Ma sentiva il bisogno di non trascurare il mistero, di non dare per scontato lo scenario dei suoi racconti (anche per questa ragione, forse, \u00e8 un autore che riesce a essere insieme umile e grande).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IMG_6880.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1283 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IMG_6880-300x300.jpg\" alt=\"img_6880\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IMG_6880-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IMG_6880-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/IMG_6880-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> <\/span><span style=\"color: #000000;\">La fantasia, cos\u00ec come i muscoli o l\u2019orecchio musicale, va tenuta in allenamento. Per uno\u00a0scrittore, l\u2019allenamento pi\u00f9 proficuo consiste nella lettura, insieme all\u2019attenzione verso le storie che capitano intorno a noi. Ma anche una stanza chiusa sopra la biblioteca pu\u00f2 fare la sua parte. Quando sono nel mio studio a scrivere, al pianterreno, e non c\u2019\u00e8 nessun altro in casa, mi succede talvolta di sentire un rumore insolito, come un passo pesante che si trascina. Salgo le scale, rimango in ascolto. Il rumore si ripete. Vuoi vedere che\u2026? Per un attimo rimango con il fiato sospeso. Poi scendo le scale e torno a scrivere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">PS: Se qualcuno volesse ammirare\u00a0con i suoi occhi la stanza chiusa, respirarne l\u2019atmosfera da vicino, ascoltarne il silenzio, osservare i bagliori del sole sul vetro\u2026 Be\u2019, si pu\u00f2 fare. Se siete un bel gruppo, vedr\u00f2 di organizzare una visita guidata con sconto comitive<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">PPS: Pontiggia d\u00e0 la sua definizione di letteratura nel volume di saggi\u00a0<i>L&#8217;isola volante<\/i><\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0(Mondadori 1996); prima o poi torner\u00f2 a parlarne. Il brano di Guareschi proviene da\u00a0<\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Fantasie della Bionda (scene da un romanzo all\u2019antica)<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">, pubblicato nel 1995 da Rizzoli a cura di Carlotta\u00a0e Alberto\u00a0Guareschi. La foto\u00a0della chiesa di Marore, che vedete qui sotto, \u00e8 presa dallo stesso volume ed \u00e8 stata scattata da Guareschi nel 1943. I curatori fanno notare che la sfera di bronzo alla base della croce era stata posta\u00a0lass\u00f9 negli anni Venti\u00a0<em>da un giovane e ardimentoso Nino<\/em> (cio\u00e8 dallo stesso Giovannino Guareschi, nato nel 1908 e morto nel 1968).<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/image1-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1282 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/image1-2-300x300.jpg\" alt=\"image1-2\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/image1-2-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/image1-2-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/image1-2-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A casa mia c\u2019\u00e8 una stanza senza porte, senza aperture, con una sola finestra ermeticamente chiusa. 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