{"id":1185,"date":"2016-08-16T14:48:41","date_gmt":"2016-08-16T12:48:41","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=1185"},"modified":"2016-08-23T20:16:58","modified_gmt":"2016-08-23T18:16:58","slug":"green-barbie","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2016\/08\/16\/green-barbie\/","title":{"rendered":"Green Barbie"},"content":{"rendered":"<p>Il giorno di Ferragosto ho avuto uno scambio di idee con alcune bambine che giocavano alle bambole. Una bambina, in particolare, stava sgridando una Barbie che si rifiutava di dormire: <em>sei stanca<\/em>, le diceva, <em>devi essere stanca!<\/em> Le ho chiesto il motivo di questo accanimento terapeutico. <em>Ha passato tutto il giorno al centro commerciale<\/em>, mi ha spiegato la bimba, <em>e ora deve riposare<\/em>. Che vitaccia, ho pensato.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_6336.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1195 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_6336-300x300.jpg\" alt=\"IMG_6336\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_6336-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_6336-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_6336-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Una di queste bambine porta lo stesso nome della sua bisnonna (e mia nonna): Lina Fazioli. Mentre la guardavo giocare le due figure omonime si sono sovrapposte e per un attimo, nella calura del pomeriggio estivo, ho avuto l\u2019impressione di un fuggevole contatto con le ombre. Portato da una voce lontana, mi \u00e8 tornato in mente un episodio che non sapevo di ricordare: un giorno, una trentina di anni fa, mia nonna mi raccont\u00f2 come giocava alle bambole da piccola, all\u2019inizio del Novecento. Prima lei e le sue compagne strappavano un ciuffo di erba, facendo in modo di tenere anche la zolla; poi rivestivano la zolla di un panno perch\u00e9 diventasse la testa della bambola. Ed ecco che l\u2019erba non era pi\u00f9 erba, ma una meravigliosa gonna fluttuante.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_6329.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1189 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_6329-251x300.jpg\" alt=\"IMG_6329\" width=\"251\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_6329-251x300.jpg 251w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_6329-857x1024.jpg 857w\" sizes=\"(max-width: 251px) 100vw, 251px\" \/><\/a>Ho voluto provare anch\u2019io: a volte compiere un gesto \u00e8 l\u2019unico modo per fissare un ricordo. Ho strappato un ciuffo d\u2019erba e ho avvolto un panno intorno alla zolla, davanti agli occhi perplessi delle bambine. <em>Guardate<\/em>, ho detto loro, <em>adesso anch\u2019io ho una bambola. Posso metterla a riposare insieme alle vostre?<\/em> Superato lo stupore iniziale, le bambine hanno accolto la nuova bambola, sebbene fosse chiaro che non avesse mai messo piede in un centro commerciale.<br \/>\nVedendo le bambole appaiate sul tavolo \u2013 quella antica accanto a una di quelle contemporanee \u2013 mi pareva di essere appena uscito da una macchina del tempo. Il divario di cento anni \u00e8 stato annullato in pochi secondi: le bambine non hanno esitato a giocare con la mia bambola autarchica, nonostante fosse priva di accessori (e anche di lineamenti). Ma ho voluto spingermi oltre, rischiando di farmi del male. Ho chiesto: <em>qual \u00e8 secondo voi la bambola pi\u00f9 bella fra queste due?<\/em> E ho atteso il responso con trepidazione, come se avessi iscritto la mia \u201cmiss\u201d a un concorso di bellezza estivo, di quelli che forse si organizzano ancora sulle spiagge pi\u00f9 tamarre. Ma avevo dimenticato quanto possano essere diplomatiche le bambine: <em>dipende<\/em>, mi hanno risposto, <em>non si pu\u00f2 dire<\/em>,<em> perch\u00e9 una ha la gonna lunga e una ce l\u2019ha corta<\/em>.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/FullSizeRender.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1190 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/FullSizeRender-236x300.jpg\" alt=\"FullSizeRender\" width=\"236\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/FullSizeRender-236x300.jpg 236w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/FullSizeRender-805x1024.jpg 805w\" sizes=\"(max-width: 236px) 100vw, 236px\" \/><\/a>Giocare alle bambole \u00e8 uno dei gesti pi\u00f9 antichi dell\u2019umanit\u00e0. Nei giorni scorsi leggevo un saggio di antropologia (magari ve ne parler\u00f2 prima o poi) nel quale si racconta la vita degli Apache del XIX secolo, fra l\u2019Arizona e il Messico. Ebbene, anche nella guerriglia, quando le trib\u00f9 si dovevano spostare in fretta per sopravvivere, quando il pianto di un bambino poteva significare la morte dell\u2019intera famiglia, perfino durante le carestie e le fughe, le bambine Apache giocavano alle bambole. Lo testimoniano i resti degli accampamenti, oggi in un museo: insieme a punte di freccia, ossa e canestri, ci sono delle piccole bambole fatte di stracci, pezzetti di pelle e materiale vegetale.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_6313.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1191 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_6313-300x300.jpg\" alt=\"IMG_6313\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_6313-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_6313-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/IMG_6313-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Giocare alle bambole \u00e8 raccontare una storia. La mente elabora\u00a0scenari, disegna paesaggi, completa ci\u00f2 che manca (infatti il mio tentativo \u00e8 stato subito compreso). Pi\u00f9 un bambino si annoia, pi\u00f9 la sua fantasia \u00e8 stimolata a inventarsi un mondo. Perci\u00f2 \u00e8 crudele privare i nostri figli (e noi stessi) della noia, specialmente durante le vacanze. Senza tiv\u00f9, senza iPad, senza telefoni, ecco che i bambini ci mostrano chi siamo veramente. Privi della nostra armatura tecnologica, siamo condannati a essere qui, ora, in questo luogo, sotto il sole di questo giorno preciso. Come smuovere la nostra mente, allora, come viaggiare senza l\u2019ausilio di video e\u00a0social network? Be\u2019, i vecchi metodi funzionano ancora: giocare alle bambole consente avventure spazio-temporali con poca spesa e massimo rendimento. \u00c8 anche un buon laboratorio di scrittura: se tanti autori giocassero alle bambole, invece di scrivere roba su internet come il sottoscritto, forse avremmo pi\u00f9 romanzi decenti\u2026<br \/>\nCerto, dare spazio alla fantasia \u00e8 sempre rischioso, fin dai tempi di don Chisciotte e dei mulini a vento. Nel mio caso, stavo per rientrare in casa quando mi sono ritrovato circondato da un manipolo di bambine. <em>Ehi, dove vai, non puoi andare via adesso<\/em>, mi hanno intimato. <em>Prima devi fare una bambola di erba per ognuna di noi!<\/em><\/p>\n<p>PS: A proposito di noia, vorrei ricordare che uno degli scopi principali\u00a0di questo blog \u00e8 proprio quello di aiutare i lettori ad annoiarsi. Lo spiegavo <a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2015\/10\/29\/alla-ricerca-della-noia\/\" target=\"_blank\">qui<\/a>, nel primo articolo in assoluto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Copia-di-FullSizeRender.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1193 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Copia-di-FullSizeRender-300x300.jpg\" alt=\"Copia di FullSizeRender\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Copia-di-FullSizeRender-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Copia-di-FullSizeRender-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Copia-di-FullSizeRender-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giorno di Ferragosto ho avuto uno scambio di idee con alcune bambine che giocavano alle bambole. 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