{"id":1102,"date":"2016-07-21T17:35:15","date_gmt":"2016-07-21T15:35:15","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=1102"},"modified":"2016-07-22T21:52:12","modified_gmt":"2016-07-22T19:52:12","slug":"wztdhp","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2016\/07\/21\/wztdhp\/","title":{"rendered":"Wztdhp"},"content":{"rendered":"<p>Carl Bagessen, nato in Danimarca nel 1858, and\u00f2 a scuola fino a quattordici anni, conducendo una vita tranquilla. Poi conobbe il circo. Nel 1895 era contorsionista al Cirque Rancy, a Lione, con il nome di \u201cUomo-cavatappi\u201d. In seguito spos\u00f2 una giocoliera, alla quale faceva da spalla negli spettacoli. Un giorno, nel mezzo di\u00a0un volteggio di piatti, lei gliene lanci\u00f2 uno; lui lo manc\u00f2 in maniera tanto comica che il pubblico scoppi\u00f2 a ridere. Bagessen decise allora \u00a0di presentare un numero nel quale distruggeva il pi\u00f9 grande numero di piatti immaginabile. Il debutto avvenne\u00a0nel 1893, a Chicago: durante il massacro delle stoviglie, a complicare ulteriormente la situazione, un foglio di carta appiccicoso gli si attaccava alla mano, suscitando una serie di conseguenze catastrofiche. Per vent\u2019anni Bagessen port\u00f2 il suo numero in tutti i teatri di variet\u00e0 del mondo. Tra un ingaggio e l\u2019altro, lavorava in una fattoria di sua propriet\u00e0 a Thuro, in Danimarca. Mi colpisce questa doppia vita. Chi mai sar\u00e0 riuscito a immaginare, parlando con il contadino, serio e scrupoloso nel seguire le stagioni, nel contrattare i prezzi dei prodotti, che dietro quei lineamenti austeri si nascondesse l\u2019imprevedibile clown, scintillante, giocoso? Ma la doppia vita potrebbe essere tripla: c\u2019\u00e8 chi dice che Bagessen fosse pure ingegnere, e che non si limitasse a costruire strumenti da circo ma che abbia inventato un sistema di aggancio per i tram, impiegato negli Stati Uniti.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FullSizeRender-copia-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1113 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FullSizeRender-copia-3-187x300.jpg\" alt=\"FullSizeRender copia 3\" width=\"187\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FullSizeRender-copia-3-187x300.jpg 187w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FullSizeRender-copia-3-640x1024.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 187px) 100vw, 187px\" \/><\/a>Quando si parla di clown, la realt\u00e0 sconfina spesso nella leggenda. Mi viene in mente Little Walter, un augusto dalla vita mirabolante: conobbe il successo, poi venne mobilitato nell\u2019esercito belga, durante la Prima Guerra mondiale, e svolse pericolose missioni confidenziali (grazie anche alla sua conoscenza\u00a0delle lingue). Dopo la guerra, cominci\u00f2 il declino. Little Walter era stato amico di re e potenti, direttore di circo, proprietario di terreni in Portogallo, di un Gran Caf\u00e9 a Bordeaux e di aziende in Sudamerica. Non riusciva a sopportare l\u2019insuccesso, tanto che cominci\u00f2 a bere. Ebbe per\u00f2 un colpo di fortuna: vinse alla lotteria, in Portogallo, compr\u00f2 un circo ambulante e ricominci\u00f2 a sperare.<br \/>\nMi fermo qui. Potrei andare avanti a lungo: da sempre amo i clown e le storie di clown. Ho una serie di libri e video sull\u2019argomento, e tengo d\u2019occhio le novit\u00e0. Di recente ho comprato\u00a0l\u2019autobiografia di Achille Zavatta e, sull\u2019onda, ho ripreso in mano\u00a0un paio di &#8220;classici&#8221; dello storico del circo Tristan R\u00e9my. Da quando sono bambino non ho mai perso uno spettacolo del Knie, il circo nazionale svizzero, e di sicuro quest\u2019anno non mancher\u00f2 al ritorno del clown David Larible (del quale ho letto di recente il volume scritto con Massimo Locuratolo e Alessandro Serena).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/IMG_5494.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1115 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/IMG_5494-240x300.jpg\" alt=\"IMG_5494\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/IMG_5494-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/IMG_5494-819x1024.jpg 819w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Qual \u00e8 stato il mio primo imprinting? Non ci sono dubbi. Per me, nato e cresciuto nella Svizzera italiana, il miracolo della risata prendeva forma e colore nello smisurato sorriso, negli occhi scuri del clown Dimitri, con il candore del volto segnato da sopracciglia e lacrime nere. Ci\u00f2 che amavo, anche inconsciamente, era la presenza reale del pagliaccio: non era un uomo che recitava un personaggio, ma era il personaggio stesso \u2013 il clown \u2013 che si serviva dell\u2019uomo per giungere fino a me, per suscitare le mie risate e per mostrarmi l\u2019inestirpabile anima fanciullesca del mondo. <em>Non ho difficolt\u00e0 ad ammettere di essere un artista che cerca il successo e cui fanno piacere gli applausi<\/em>, scrisse lo stesso Dimitri. <em>Ma \u00e8 altrettanto vero che non mi tengo tutti gli applausi per me: parte di essi spetta al clown, al clown in quanto personaggio, in quanto archetipo. Spetta a quella creatura fatta di nostalgia, insieme ingenua e gioiosa, capace di strapparci a tutte le nostre pene attraverso una semplice risata<\/em>. Come diceva il grande Fran\u00e7ois Fratellini: <em>Les acteurs font semblant, nous c\u2019est pour de vrai<\/em>. Gli attori fingono e i pagliacci\u00a0invece no? Ma il trucco, la preparazione dei numeri, l\u2019allenamento? Nell\u2019ambiguit\u00e0 di questa affermazione c\u2019\u00e8 tutta la bellezza dell\u2019essere clown, e anche il motivo per cui ne sono affascinato. Un clown non si limita a raccontare una storia, ma <em>\u00e8<\/em> la storia: esiste nel tempo in cui agisce, come afferma Pierre \u00c9taix nel suo saggio <em>Il faut appeler clown un clown<\/em>.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/IMG_5492.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1110 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/IMG_5492-300x300.jpg\" alt=\"IMG_5492\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/IMG_5492-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/IMG_5492-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/IMG_5492-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Quando ieri mattina ho visto la notizia della morte di Dimitri, ho sentito risuonare dentro di me, uno dopo l\u2019altro, tutti gli strumenti del suo indimenticabile <em>L\u2019homme-orchestre<\/em>. Mi sono visto durante gli\u00a0anni dell&#8217;infanzia, nel buio, sgranare gli occhi davanti alla gag della sedia a sdraio o alle evoluzioni sulla corda. E poi mi sono visto nello stesso buio da adolescente e da adulto, un po\u2019 pi\u00f9 vecchio, pi\u00f9 segnato dal tempo, mentre il clown restava sempre eternamente giovane. Era come un promemoria, un monito perch\u00e9 non abbandonassi la fanciullezza, perch\u00e9 ne conservassi sempre, nel cuore e nella mente, qualche seme prezioso.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Copia-di-FullSizeRender.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1111 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Copia-di-FullSizeRender-221x300.jpg\" alt=\"Copia di FullSizeRender\" width=\"221\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Copia-di-FullSizeRender-221x300.jpg 221w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/Copia-di-FullSizeRender-756x1024.jpg 756w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a>Il clown \u00e8 sempre rimasto giovane, dicevo, ma l\u2019uomo inevitabilmente \u00e8 invecchiato, e oggi\u00a0Dimitri non \u00e8 pi\u00f9 con noi. Abbiamo\u00a0per\u00f2 non soltanto il ricordo, ma soprattutto la permanenza della felicit\u00e0. I pagliacci non suscitano solo\u00a0una breve risata liberatoria; quando sono bravi, smuovono emozioni profonde, creano cambiamenti che lasciano il segno. <em>Sono convinto che uno dei motori ancestrali del clown<\/em>, diceva Dimitri, <em>sia suscitare l\u2019amore attraverso il riso. Esiste forse felicit\u00e0 pi\u00f9 grande?\u00a0<\/em>C\u2019\u00e8 un acquerello di Dimitri in cui si vede il clown mentre sale una strada, portando sulle spalle un grande cuore. Il paesaggio \u00e8 disseminato di pericoli, di cose minacciose, ma a prevalere \u00e8 il sorriso del clown, la sicurezza consumata con la quale solleva il suo e il nostro cuore.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FullSizeRender1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1107 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FullSizeRender1-300x217.jpg\" alt=\"FullSizeRender\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FullSizeRender1-300x217.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FullSizeRender1-1024x740.jpg 1024w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FullSizeRender1.jpg 2006w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il clown \u2013 insieme rivoluzionario e conservatore, come lo definisce David Larible \u2013 mi \u00e8 d\u2019ispirazione anche nella scrittura. Dimitri raccoglieva le idee per le sue gag nella vita quotidiana, <em>come pagliette d\u2019oro nella sabbia di un fiume<\/em>. Anche a me piace lavorare in questo modo, cercando di mostrare ci\u00f2 che si annida dietro la quotidianit\u00e0. Lo stesso Dimitri, poi, confessava: <em>ci sono delle gag che io non so ancora perch\u00e9 facciano ridere<\/em>. Mi riconosco in questo segreto che permane dietro ogni costruzione, dietro ogni tecnica per suscitare effetti. Alla fine ogni risata, cos\u00ec come ogni altro aspetto della nostra umanit\u00e0, \u00e8 un mistero.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FullSizeRender-copia-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1114 alignright\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FullSizeRender-copia-2-300x291.jpg\" alt=\"FullSizeRender copia 2\" width=\"300\" height=\"291\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FullSizeRender-copia-2-300x291.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/FullSizeRender-copia-2-1024x992.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Concludo citando una famosa gag del clown svizzero Grock. Dopo aver rivelato al suo partner Max di possedere\u00a0un misterioso strumento di nome <em>wztdhp<\/em>, comincia a descriverlo. Tuttavia\u00a0Max\u00a0non capisce niente: il congegno musicale \u00e8 formato da vari pezzi, presi da vari strumenti, incastrati in maniera impossibile. Max s\u2019innervosisce, proprio non riesce a capire come sia fatto questo tortuosissimo\u00a0<em>wztdhp<\/em>.<br \/>\n\u2013 Con tutti questi pezzi non \u00e8 pi\u00f9 uno strumento, \u00e8 un\u2019intera orchestra! Ma insomma\u2026 alla fine di quelle corde, alla fine di quelle chiavi, di quella imboccatura, che cosa c\u2019\u00e8?<br \/>\n\u2013 Formaggio \u2013 risponde Grock.<br \/>\n\u2013 Formaggio? \u2013 si stupisce Max. \u2013 E per fare cosa?<br \/>\n\u2013 Per mangiare.<br \/>\nEcco, queste due parole mi sembrano splendide. <em>Per mangiare<\/em>. C\u2019\u00e8 dentro tutto: la fame atavica dell\u2019augusto, il talento nel rovesciare la logica, il gusto per lo sberleffo, la sorpresa. Per fortuna che ci sono\u00a0i clown, come Grock e come Dimitri, a\u00a0ricordarci che il mondo \u00e8 pi\u00f9 vasto di ogni nostra definizione e che, pertanto, uno strumento musicale pu\u00f2 servire anche per mangiare formaggio.<\/p>\n<p>PS: Alcuni aneddoti di questo articolo provengono dal volume <em>Les clowns<\/em> di Tristan R\u00e9my, pubblicato per la prima volta nel 1946 (in italiano nel 2006 dalle edizioni Robin); da R\u00e9my ho preso anche il ritratto di Little Walter (opera di Bils, \u00e8 la prima immagine dell&#8217;articolo). L\u2019autobiografia di Achille Zavatta s\u2019intitola <em>Trente ans de cirque. Souvenirs et anecdotes<\/em>, scritta nel 1953 e ripubblicata nel 2009 da Arl\u00e9a. Il volume di Larible, Locuratolo e Serena s\u2019intitola <em>Consigli a un giovane clown<\/em> (Mimesis 2015). Le citazioni e le immagini di Dimitri sono tratte da <em>Il clown in me<\/em>, l\u2019autobiografia scritta con Hanspeter Gschwend e pubblicata nel 2004 da Rezzonico editore, e da <em>L\u2019oro dei clown<\/em>, un\u2019intervista a cura di Pietro Bellasi e Danielle Londei pubblicata nel 2006 dall\u2019editore Danilo Montanari. L\u2019acquerello si trova in <em>Dimitri clown fantasy<\/em> (Tipografia Poncioni, Losone 2005). Il volume di Pierre \u00c9taix <em>Il faut appeler clown un clown<\/em> \u00e8 stato pubblicato nel 2002 da S\u00e9guier Archimbaud con disegni dello stesso \u00c9taix. Da questo saggio ho preso anche la frase di Fran\u00e7ois Fratellini. La fotografia di Grock \u00e8 tratta dalla sua autobiografia (scritta nel 1948, in italiano per\u00a0Mursia nel 2006:\u00a0<em>La mia carriera di clown<\/em>), mentre l&#8217;immagine che vedete sotto \u00e8 di Herbert Leupin, per la tourn\u00e9e 1979 del Circo Knie. Per il momento \u00e8 tutto, ma presto o tardi torner\u00f2 a parlare di clown\u2026<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/IMG_5490.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-1108 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/IMG_5490-240x300.jpg\" alt=\"IMG_5490\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/IMG_5490-240x300.jpg 240w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/IMG_5490-820x1024.jpg 820w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/IMG_5490.jpg 1764w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carl Bagessen, nato in Danimarca nel 1858, and\u00f2 a scuola fino a quattordici anni, conducendo una vita tranquilla. Poi conobbe il circo. 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