{"id":101,"date":"2015-11-19T12:54:40","date_gmt":"2015-11-19T11:54:40","guid":{"rendered":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/?p=101"},"modified":"2015-11-20T18:43:34","modified_gmt":"2015-11-20T17:43:34","slug":"chi-va-a-parigi-va-a-casa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/2015\/11\/19\/chi-va-a-parigi-va-a-casa\/","title":{"rendered":"\u201cChi va a Parigi, va a casa\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Faccio fatica a scriverne, ma ci provo.<br \/>\nIn questi giorni ho letto molte parole su Parigi, molte grida di dolore, molti ragionamenti. Alcune di queste parole riuscivano a esprimere anche il mio smarrimento, senza bisogno che aggiungessi altro. Passato qualche giorno, sento per\u00f2 il bisogno di scrivere qualcosa non sull\u2019attentato, ma sulla citt\u00e0, sul mio sentimento nei suoi confronti.<br \/>\nDa sempre amo Parigi. Prima di vederla, gi\u00e0 la conoscevo attraverso le canzoni, i romanzi, le poesie. Con il commissario Maigret ho scarpinato sui marciapiedi di tutta la citt\u00e0, tanto che quando ci sono stato davvero mi sembrava di tornare a casa. Studiavo letteratura francese, all\u2019universit\u00e0, e da lontano continuavo a esplorare\u00a0Parigi: bastava un verso, una replica in una pi\u00e8ce teatrale, la rilettura di un classico o la scoperta di un nuovo poeta.<br \/>\nFinanze permettendo, ho sempre cercato di tornare ogni anno a Parigi, anche solo per qualche giorno. Non sto ora a elencarvi i miei luoghi cari, i momenti a Parigi in cui ho capito qualche cosa di me stesso o del mondo. Mi limito a citare un incontro fatto questa\u00a0primavera, nel mese di maggio.<br \/>\nAll\u2019inizio dell\u2019anno mi era capitato di scoprire un breve racconto fantastico di Marcel Aym\u00e9. \u00c8 molto famoso, ma io non l\u2019avevo mai letto. S\u2019intitola \u201cLe passe-muraille\u201d e comincia in maniera affascinante: <em>A Montmartre, numero 75 bis della rue d\u2019Orchampt, terzo piano, abitava un brav\u2019uomo, di nome Dutilleul, che aveva il singolare dono di passare attraverso i muri senza alcuna difficolt\u00e0<\/em>.<br \/>\nLa vicenda di questo modesto impiegato e del suo bizzarro talento consente all\u2019autore di tracciare un quadro ironico e affettuoso della Parigi anni \u201930-\u201940. Ora non vi racconto la storia (merita di essere letta). Mi limito a dire che, a un certo punto, il nostro Dutilleul finisce incastrato in un muro&#8230; e\u00a0tanti anni dopo,\u00a0si trova ancora l\u00ec. Immaginate\u00a0il mio stupore quando per caso, dopo aver svoltato in una via secondaria, mi sono trovato in place Marcel Aym\u00e9, dove ho potuto salutare di persona il povero Dutilleul.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/IMG_1858.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-102 alignleft\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/IMG_1858-300x300.jpg\" alt=\"IMG_1858\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/IMG_1858-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/IMG_1858-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/IMG_1858.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Questa \u00e8 la Parigi che amo: una citt\u00e0 dove girovagare, dove perdersi, piena di contraddizioni fra modernit\u00e0 e memoria, fra consumismo e fantasia. Una citt\u00e0 sempre sul filo dell\u2019assurdo, come il racconto di Aym\u00e9, ma sempre capace di umorismo, di eleganza. Una citt\u00e0 che \u00e8 riuscita a sopravvivere a momenti storici drammatici, che ha rischiato di essere bruciata dai nazisti ed \u00e8 ancora qui. Una citt\u00e0 ferita, certo, ma viva, pronta a resistere e a stupirci di nuovo.<br \/>\nPer concludere, prendo in prestito le parole di un poeta, che in una breve lirica ha espresso ci\u00f2 che sento in questo momento: il mio cuore batte a Parigi. La poesia \u00e8 di Giorgio Caproni ed \u00e8 stata scritta nel 1979.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/image1-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-104 aligncenter\" src=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/image1-3-300x300.jpg\" alt=\"image1-3\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/image1-3-300x300.jpg 300w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/image1-3-150x150.jpg 150w, http:\/\/andreafazioli.ch\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/image1-3-1024x1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>PS: Il titolo di questo post \u00e8 una fulminea poesia dello stesso Caproni, intitolata\u00a0\u201cAssioma\u201d e tratta da\u00a0<em>Erba frances<\/em>e, una\u00a0<em>plaquette<\/em>\u00a0pubblicata nel\u00a0\u201979 (da cui ho preso anche\u00a0\u201cIl cuore\u201d).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Faccio fatica a scriverne, ma ci provo. 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