Buon 2017 su Blötzgeul!

img_8891Oggi uscirò in bicicletta. Tecnicamente sarà l’ultima uscita del 2016, ma in realtà è l’inizio della stagione 2017. Negli ultimi mesi infatti ho lasciato la bici in cantina; e di sicuro fra un paio d’ore, quando avrò indossato l’armatura degli abiti invernali e mi sarò avviato, mi scontrerò con l’ultima salita dell’anno, che avrà tutte le caratteristiche insidiose della prima. Il fiato si accorcerà, cigoleranno i muscoli. I chilometri iniziali sono sempre i peggiori: ogni gesto diventerà pesante mentre il cuore, svegliato dal sonno invernale, comincerà a sobbalzare su e giù per il petto. Ecco: questo sarà il mio Capodanno. Poi tornerò a casa, certo, mi riposerò, suonerò il sassofono, credo che ci sarà una cena, fumerò la pipa e forse non eviteremo nemmeno il brindisi a mezzanotte. Ma il vero punto di passaggio per me sarà già avvenuto: pericolante, a mezza costa, infagottato in un giaccone blu, avrò provato ad accogliere il futuro. Non so come andrà. Farò del mio meglio, ma non prometto niente.
fullsizerender-2In realtà, per nessuno il Capodanno arriva a mezzanotte. Ne è una prova questa vignetta di Manu Larcenet e Jean-Michel Thiriet: come spiega la didascalia, sul pianeta Blötzgeul IV gli anni durano un secondo. E con perenne entusiasmo, i due simpatici alieni si stringono la mano ripetendosi vicendevolmente “Buon anno!” a ogni secondo. La vignetta ha l’intento di far sorridere, ma è poi tanto lontana dal vero? Quando finisce un anno e quando ne comincia uno nuovo? Nel corso delle nostre giornate viviamo attimi irripetibili, e i fogli del calendario sono solo un tentativo di mettere ordine in questo magnifico mistero: il tempo che passa.
image1-2In un’altra vignetta, Larcenet e Thiriet mettono in scena un individuo che, con aria un po’ sconsolata, fissa un calendario appeso alla parete. Sul calendario appare la scritta: OGGI. In alto, la didascalia spiega che si tratta di un calendario perpetuo. Possiamo far scoppiare petardi e brindare, organizzare cenette o scatenarci nelle piazze, ma la verità è che, intimamente, non conosciamo il Capodanno. Non percepiamo il 2016 o il 2017 così come non percepiamo il 1993 o il 778. Quello che conosciamo è soltanto l’oggi. Come scriveva il poeta Mallarmé: Le vierge, le vivace et le bel aujourd’hui (nella traduzione lirica di Mario Luzi: “il vivido l’intatto lo splendido oggi è qui”). Ma l’uomo che guarda il calendario perpetuo è sconsolato: forse perché un oggi percepito come continuità inesorabile, come eterno presente privo di senso, sarebbe una condanna. Magari allora il Capodanno può darci una mano a riflettere sul fatto che, sebbene non li percepiamo, passato e futuro esistono eccome, ed esisteranno finché ci sarà il mondo.
copia-di-fullsizerender-2Scrive l’autore Raffaele La Capria: Amo gennaio e tutti gli inizi, anche quando sono un po’ duri, perché quel che inizia e nasce deve sempre superare la barriera del non essere. Amo gennaio perché mi conferma il ritorno della ruota del tempo. Lo amo anche perché è un mese in cui senti che bisogna raccogliere le forze per andare avanti, e richiede perciò concentrazione, progettazione e fantasia.
Voglio condividere con tutti i miei lettori questo augurio per un 2017 ricco di concentrazione, progettazione e fantasia. Sono i talenti che servono a costruire o a ricostruire: e le macerie, materiali o spirituali, oggi non mancano. Costruire significa anche lavorare perché si plachi il conflitto fra passato e futuro, fra realtà e desiderio, fra speranza e delusione.

La pace che mi auguro, per me e per tutti, è quella che si sente in questo brano del pianista Horace Silver. È una ballad lenta, dolce, ma attraversata da un movimento, da una profonda allegria ritmica tipica di Silver (sentite in particolare il suo assolo, a partire da 2.29 e soprattutto da 4.19 a 4.56). Se la serenità è semplicemente una passione smorzata, non serve a nessuno. A nessuno servono risposte che addormentino le coscienze. La vera pace, quando si manifesta in noi o nel mondo, così come nella musica, porta sempre con sé un pizzico d’inquietudine.
Buon 2017!

PS: Le vignette di Larcenet e Thiriet si trovano in La vie est courte (Dupuis 2013; è l’integrale che raccoglie tre volumi usciti tra il 1998 e il 2000). Il verso di Mallarmé è l’inizio di un sonetto pubblicato nel 1885 su La Revue Indépendante e poi incluso nella raccolta Poésies del 1887; la traduzione di Luzi è apparsa nel volume La cordigliera delle ande (Einaudi 1983); ecco i pdf con il testo completo del sonetto e della traduzione. Le parole di La Capria provengono da I mesi dell’anno (Manni 2008, con le illustrazioni di Enrico Job, autore del mazzo di fiori che vedete sopra). Il brano di Horace Silver è tratto dall’album Blowin’ the blues away, inciso per la Blue note a Englewood Cliffs nel New Jersey, il 29 e 30 agosto e il 13 settembre 1959. Insieme a Silver, suonano Junior Cook (sax tenore), Blue Mitchell (tromba), Eugene Taylor (basso), Louis Hayes (batteria).

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10 pensieri su “Buon 2017 su Blötzgeul!

  1. Grazie per questi pensieri così profondi e così eleganti (e anche divertenti!). E grazie anche per la musica. Buon anno!

  2. Bellissime note, a iniziare da quelle sentite e cosí ben espresse, poi con questo sorriso in note musicali. Grazie! È stata una bellissima sorpresa in questo alquanto uggioso mattino (all’estero) …
    Auguri per un appassionante 2017 con il sorriso in sottofondo, sempre …
    Corinna

    1. Grazie mille. Qui la mattina è soleggiata – e infatti sto per accingermi al mio tentativo ciclistico… (Temo che sarà dura!) Contraccambio gli auguri per un sorriso in sottofondo che renda sempre appassionante e sfavillante il 2017!

      1. Grazie….
        Per questa epifania s’è riaffacciato il sole
        e meglio di così non si potrebbe stare…
        Nessuna befana sulla scopa…
        soltanto io … a pedalare in bici
        verso l’ignoto… 😊

  3. Grazie Andrea….leggerti é sempre un gran piacere…..buon anno a te e al mio amato Contini……un abbraccio 💙

  4. Ho letto con piacere, caro Signor Fazioli. Sono anch’io appassionato di pedalate anche se da qualche anno preferisco camminare i meno trafficati sentieri alpini. Il tempo che passa, misurato sia dalle primavere trascorse sia dai sansilvestro, mi lascia dell’amaro in bocca… mi pare di aver perso tanto tempo per delle inutilità e di aver concretato relativamente poco: molto molto meno della volontà propositiva e dell’entusiasmo creativo che fortunatamente conservo. Il fatto di svolgere con passione un lavoro pur duro mi ha lasciato molta amarezza avendolo visto lasciare i nostri lidi per terre lontane dell’est: non riesco a capacitarmi che qui non siamo riusciti a farci valere meglio… i troppi interessi economici del mondo globale svantaggiano i piccoli, i deboli, per appassionati che siano di quel che fanno. Sto provando a mettere lo slancio propositivo in qualche altro progetto di vita, come quello di spingere a rispettare l’ambiente vitale. Ci provo e spero che il tempo passi un po’ più lentamente di quel che mi è apparso da quand’ero giovincello ad ora.
    Buone cose belle a Lei ed a chi la legge ed ascolta con piacere, dal Giuseppe

    1. Gentile signor Giuseppe,
      grazie mille per questo pensiero che accenna a temi sui quali rifletto molto: il tempo, la creatività, il silenzio, la passione per il proprio lavoro. Anche a me piace molto camminare, per lasciare che i pensieri vaghino a briglia sciolta e per trovare la forza di avere ancora fiducia nel mio mestiere. Le auguro di rinnovare sempre lo slancio propositivo con cui accompagna i suoi nuovi progetti. Un cordiale saluto, a presto!

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